Reggio Calabria

Gioia Tauro. Scuola, 5 minori denunciati per bullismo

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Gli agenti del Commissariato di Polizia di Gioia Tauro, con il coordinamento della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minori di Reggio Calabria, hanno denunciato in stato di libertà cinque minorenni responsabili di aver posto in essere diversi atti di bullismo nei confronti di un loro coetaneo. La giovane vittima, alla presenza dei propri genitori, ha raccontato ai poliziotti i gravi e reiterati episodi di violenza fisica e verbale subìti quotidianamente, sia in ambito scolastico che non, tanto da provocare in lui un forte timore nell’uscire di casa e indurlo a non frequentare più le lezioni scolastiche. L’intensa attività di indagine, avviata dopo la denuncia, ha consentito di individuare in breve tempo gli autori delle condotte aggressive e di denunciarli all’Autorità Giudiziaria competente.

Reggio Calabria. Nuovi locali per l'Accademia di Belle Arti dati dalla regione Calabria

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Nuovi locali per l'Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria: ottocento metri quadrati, tre immobili della Regione Calabria dati in comodato d'uso alla Scuola per 10 anni. Sono state consegnate questa mattina nell’Aula Magna dell’Accademia reggina, dalla vice presidente Giusy Princi, le chiave degli immobili di proprietà della Regione che, da oggi, saranno locali adibiti alle attività dell’Accademia ma, soprattutto, in uno di questi sarà realizzata una Galleria d’arte contemporanea aperta alla città. Gli immobili sono collocati in via Roma, via Benassai e via Santa Caterina. “E’ una giornata importante che suggella un percorso in sinergia con la Regione Calabria e consentirà al nostro corpo docente, amministrativi e studenti di poter usufruire di spazi nuovi  – esordisce il presidente dell’Accademia Maria Cerzoso -.  Il deus ex machina di questa operazione è il direttore Sacchetti che ha creduto in un’idea e visto in questi locali, una nuova vita per la nostra Accademia. Per noi, gli immobili rappresentano una crescita di spazi e di opportunità didattiche per i ragazzi che disporranno di un'offerta formativa sempre più performante”. Il direttore dell’AbaRc Piero Sacchetti prima di mostrare cosa sarà realizzato nei locali assegnati, ribadisce di essere pronto a “lavorare per realizzare un Polo culturale diffuso”  e  puntualizza qualche dato sull’evoluzione della Scuola.  “55 anni di presenza sul territorio reggino, 10 percorsi di alta formazione artistica, 450 studenti, 74 docenti, 8 amministrativi e 10 ausiliari. L'Accademia di Belle Arti di Reggio, la prima in ordine di istituzione in Calabria e la terza nell'Italia Meridionale dopo quelle di Napoli e Palermo, ha avviato la propria attività formativa portando avanti sinergie con vari partner ed Enti del territorio per coniugare studio e lavoro perché noi abbiamo a cuore il futuro dei nostri studenti - postilla Sacchetti -. E’ fondamentale collaborare con le Istituzioni perché il mondo dell’arte, a livello occupazionale, ha un trend in crescita e i nostri ragazzi non devono scappare via”. Pienamente concorde l’assessore comunale Anna Briante che plaude l’iniziativa regionale e l’Accademia per rappresentare uno dei fermenti positivi di questa città. Dobbiamo lavorare tutti assieme affinché i giovani possano sentirsi protetti nel loro territorio - continua l’assessore -. Spero che questo tipo di iniziativa possa essere replicato dall’Ente che rappresento”. "Dobbiamo dare priorità alla cultura in senso ampio, una Galleria d’arte contemporanea che richiamerà artisti nazionali ed internazionali, sale di lettura, nuove aule per gli studenti e uffici per gli amministrativi sono solo alcuni dei progetti dell’Accademia – conclude la vice presidente Princi -. Ringrazio il Funzionario della Regione Franco Germanó che ha lavorato attivamente insieme alla dirigente del settore Patrimonio Mara Nasso affinchè oggi, potessimo consegnare al direttore Sacchetti e alla Presidente Cerzoso, immobili che, finalmente, respireranno cultura”. Nel dettaglio i locali assegnati sono: in via Roma, un appartamento di sei vani (MQ 170) destinato agli uffici per il personale amministrativo al fine di recuperare aule nell’attuale edificio di Via XXV Luglio; in via Benassai deposito di circa 350 MQ e ubicato nello stesso complesso dell’appartamento di via Roma (spazio destinato all’immagazzinamento in sicurezza di materiali di archivio e attrezzature in disuso in attesa di smaltimento) e in via Santa Caterina autorimessa di circa 270 MQ (area che sarà utilizzata per esposizione e mostre di arte contemporanea) e il locale sovrastante dove saranno realizzate sale lettura di testi di arte.

 

Spaccio di droga nella piana di Gioia Tauro. 18 indagati, Le indagini partono dalla denuncia di un genitore

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18 indagati colpiti da misure cautelari nell’operazione denominata “Perseverant” coordinata dal Procuratore di Palmi Emanuele Crescenti e dal Sostituto Procuratore Davide Lucisano e condotta dai Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria. Scoperto un articolato giro di spaccio di sostanze stupefacenti fortemente radicato nei Comuni di Taurianova e Rosarno. A dare avvio alle indagini è stata la denuncia sporta dal padre di una giovane assuntrice di droghe che, vista la brutta china che stava prendendo la figlia ventenne, ha deciso di rivolgersi ai militari dell’Arma della Stazione di Taurianova. Gli approfondimenti investigativi, avviati nel marzo del 2020, hanno consentito di accertare i timori dell’uomo, riscontrando l’esistenza di un florido mercato della droga leggera e pesante, con base a Taurianova e ramificazioni a Rosarno, Platì e Gerocarne, dove avevano base i fornitori. L’attività illecita non è stata interrotta neanche durante la pandemia Covid, le cui restrizioni venivano aggirate dagli indagati che, per ridurre il rischio dei controlli, avevano messo da parte le auto ed avevano iniziato a consegnare la droga in bicicletta, direttamente presso le abitazioni degli acquirenti. Per mantenere i contatti, visto il divieto di assembramento, tutte le comunicazioni venivano effettuate online, con canali Telegram, o altre applicazioni di messaggistica, dedicati proprio ad accordare la domanda e l’offerta di narcotico. Numerosissime le cessioni riscontrate, per un giro di affari che gli investigatori hanno stimato superiore ad un milione di euro. Secondo l’ipotesi d’accusa, sposata dal GIP di Palmi che ha firmato l’ordinanza cautelare, si ritiene che gli indagati, grazie a fonti di approvvigionamento sul territorio nazionale e all’estero, siano coinvolti in almeno una cinquantina di eventi delittuosi. 9 gli arresti in flagranza di reato. Il Giudice ha ritenuto di fondamentale importanza il rinvenimento di una piantagione di canapa indiana, ricavata in un bunker occultato da un capannone agricolo. Lì, tre metri sotto il terreno, gli indagati avevano meticolosamente allestito degli impianti idroponici, completi di sistemi di riscaldamento, ventilazione e illuminazione a lampade UV, destinati alla coltivazione di canapa indiana. Lo stupefacente, lavorato in dosi, avrebbe permesso agli indagati di ricavare utili non inferiori a 200.000 euro. L’indagine, infine, ha fatto luce anche sui maltrattamenti che la moglie e la figlia di uno degli arrestati hanno dovuto per anni subire in silenzio. Rese incapaci di denunciare, costrette a vivere secluse, quotidianamente umiliate e più volte malmenate, le due donne sono state ora soccorse dai Carabinieri e sottratte a questa dolorosa e avvilente convivenza.

Villa San Giovanni. Discussione tra società e sindaci sull'apertura cantieri del Ponte sullo Stretto

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Pietro Ciucci, amministratore delegato della Società “Stretto di Messina” ha incontrato i sindaci di Villa San Giovanni, Giusy Caminiti, e Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà per discutere dell’apertura dei cantieri del Ponte. Alla riunione operativa presso il municipio di Villa San Giovanni hanno partecipato, insieme al primo cittadino, anche alcuni funzionari del Comune.

DICHIARAZIONI DELL’AD PIETRO CIUCCI

Nessun abitante di Cannitello verrà cacciato il primo di luglio nessuno verrà sfrattato dalla sera alla mattina. Nessuno deve avere la preoccupazione di non sapere perché tutto è pubblico. Il Comune di Villa San Giovanni ha già ricevuto, in questi giorni, il piano aggiornato, lo pubblicheremo entro i prossimi dieci giorni, in modo che tutti possano avere tutte le informazioni che servono. Apriremo uno sportello presso il Comune in cui tutti gli interessati potranno chiedere informazioni, magari farci notare, se possibile, approssimazioni, suggerirci degli aggiustamenti con la massima coerenza e attenzione. Non è la prima volta che veniamo a Villa San Giovanni e come tutti i progetti si va avanti un passo per volta, per fatti concludenti. Quello degli espropri, che partiranno dopo il Cipess, è un tema molto importante, molto delicato, per cui noi, come Società, dedichiamo la massima attenzione e la massima disponibilità. Abbiamo il piano degli espropri aggiornato. Sappiamo quante sono le prime residenze. C’è un protocollo che abbiamo proposto che prevede tutte le possibilità di indennizzo, non soltanto l’esproprio, ma anche l’occupazione provvisoria o temporanea delle proprietà. E’ previsto anche un indennizzo per i costi del trasloco, abbondante, generoso, in modo da porte gestire, al meglio questa fase, che è una fase delicata. Abbiamo esaminato i problemi operativi – ha concluso Ciucci al termine dell’incontro. Ci siamo dati delle indicazioni reciproche nel taglio della massima attenzione alle persone. Tutto quello che potremo fare per attenuare gli inevitabili problemi che sono legati a questa fase, lo faremo. Lo faremo noi, insieme con il sindaco Giusy Caminiti. C’è stata grande disponibilità. È stata una riunione tecnica assolutamente positiva maturata nell’ambito di quella collaborazione che c’è sempre con il sindaco Caminiti e con l’intero Consiglio comunale“.

DICHIARAZIONI DEL SINDACO DI VILLA SAN GIOVANNI  GIUSY CAMINITI

Quello che possiamo dire oggi, in maniera un po’ più serena, è che con la Stretto di Messina abbiamo raggiunto l’intesa di un adeguamento ‘sartoriale’ del piano degli espropri. Su 150 abitazioni, 50 delle quali residenza di prima casa ci sarà una valutazione caso per caso e un adeguamento ‘sartoriale’ alle necessità di ciascun cittadino. Questo, mi sembra, il grande passo in avanti che si è raggiunto oggi. Il Comune ha ricevuto il link con il progetto aggiornato, compreso il piano degli espropri, che è quello che in questo momento ci interessa di più perché crea ansia nei cittadini. Il progetto però non è ancora disponibile, a causa di un problema tecnico. Ma saremo in grado di esaminarlo a breve, ben prima che venga aperta la conferenza dei servizi e ben prima che gli espropriati possano sapere, tramite l’avviso sui giornali, di essere destinatari di esproprio. Questo ci consentirà di anticipare ogni osservazione, ogni valutazione a supporto dei cittadini, che, come abbiamo spiegato alla Stretto di Messina vogliamo siano ricevuti, nel confronto con la stessa società e la Webuild, nel palazzo del Comune, affinché il cittadino si senta di non entrare in un luogo ‘terzo’. C’è molta preoccupazione nei cittadini, è vero ma le preoccupazioni dei cittadini sono le nostre. Ovviamente i cittadini percepiscono i lavori del ponte come un eventuale disservizio, o come una eventuale impossibilità ad attraversare la città. Noi intendiamo, per questo, gestire questa fase di governo del cambiamento del territorio. È chiaro che appena partirà la valutazione delle interferenze, che poi è quello a cui fa riferimento Ciucci, quando dice che già da luglio si aprirà il cantiere del ponte. Che non va immaginato con un massiccio arrivo di ruspe, ma una fase in cui ci sarà la valutazione delle interferenze per superarle. È questa la fase in cui si dovrà valutare la competenza dei nostri uffici tecnici e la volontà amministrativa di far subire quanto più meno disagi possibili ai nostri concittadini“. Il sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà ha poi ricevuto a Palazzo San Giorgio la visita dell’Amministratore delegato della società Stretto di Messina Pietro Ciucci. Il primo Cittadino ha ribadito la necessità di un pieno e sostanziale coinvolgimento dei livelli istituzionali locali in tutte le attività propedeutiche ed autorizzatorie relative ai lavori del ponte Ciucci ha illustrato al sindaco alcune delle attività propedeutiche all’avvio dei lavori del ponte sullo Stretto. La visita istituzionale rientra in un più ampio programma di incontri che l’Ad della “Stretto di Messina” sta effettuando con le istituzioni territoriali.

 

Gioia Tauro. Due arresti per spaccio di droga

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Gli agenti della Polizia di Stato di Reggio Calabria hanno eseguito un‘ordinanza di misure cautelari nei confronti di quattro persone, di cui due in carcere, ritenute responsabili di spaccio di sostanze stupefacenti. I destinatari dei provvedimenti sono tre uomini e una donna, tutti residenti a Gioia Tauro. Gli indagati avrebbero spacciato dosi di cocaina, marijuana e hashish, nelle più svariate ore del giorno e anche in zone molto popolate incuranti dei passanti e, in alcuni casi, in presenza anche di minori. Le indagini svolte dagli agenti della Sezione investigativa, hanno permesso di accertare l’attività illecita messa in atto dagli indagati e di individuare due diverse “piazze di spaccio”, una nel centro della città e l’altra, invece, sulla strada statale 18, all’ingresso dell’abitato. Per due degli indagati il gip di Palmi ha disposto la custodia cautelare in carcere mentre gli altri due sono stati sottoposti al divieto di dimora nel comune di Gioia Tauro.

Tragedia ad Ortì, Ordine dei geologi: "Interventi di sistemazione si programmano soltanto a disastro avvenuto"

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L’Ordine dei Geologi della Calabria si unisce al cordoglio per l’ennesima vittima causata dal rischio geo-idrologico in provincia di Reggio di Calabria. In tempi caratterizzati da scarsità di pioggia, possono bastare i primi scrosci per innescare dissesti sui versanti, e addirittura mietere vittime? "Evidentemente, il territorio è in condizioni piuttosto critiche per rispondere, così violentemente, alle sollecitazioni esterne, com’è il caso delle piogge. Nelle ultime 24 ore, alla stazione pluviometrica dell’ARPACal di Arasì sono stati registrati circa 100 mm di pioggia. Ma, solo alle 8 di mattina del 25 febbraio sono stati superati (di poco) i 10 mm/h. Forse, bisogna allargare lo sguardo per comprendere a fondo questa ennesima tragedia" - afferma il presidente dell'Ordine dei geologi della Calabria Giulio Iovine. "Le aree più interne del territorio sono state abbandonate a sé stesse, dopo essere state sfruttate per decenni. Il disastro dell'1 ottobre 2009 nel Messinese testimoniò, in numerosi casi, frane innescate proprio per cattiva regimazione delle acque lungo la viabilità e i tagli sui versanti, per non parlare dei collassi dei muretti a secco - continua Iovine -. Il territorio, ogni estate, continua ad essere violentato con il fuoco, per scopi poco nobili e abbiamo costruito un po’ dovunque, in maniera disordinata, dimenticando di manutenere le infrastrutture (strade, acquedotti, fognature). In zone montuose, caratterizzate da versanti ripidi e coperture detritiche con caratteristiche tecniche non eccezionali, le condizioni di equilibrio sono spesso precarie e, basta poco, per destabilizzare le coltri. In tali aree, la mobilizzazione improvvisa di spessori anche modesti di copertura detritica si può tradurre in flussi rapidi, capaci di propagarsi anche lontano dalle zone di origine, distruggendo ogni cosa e mietendo vittime". Secondo il presidente dell'ordine professionale "registriamo una totale assenza di presidi territoriali, che si abbina alla scarsa (è un eufemismo) programmazione per la mitigazione del rischio. Occorrono mappe di suscettibilità (e rischio) aggiornate ed estese a tutto il territorio regionale. Su questo, siamo ancora fermi al PAI 2001 (realizzato soltanto nelle immediate vicinanze dei centri abitati), in attesa dell’agognato aggiornamento. Il monitoraggio delle precipitazioni è ancora basato, essenzialmente, sulla rete dei pluviometri, mentre dovremmo sfruttare maggiormente le innovazioni tecnologiche (satellitari, radar, ecc.). Per non parlare del monitoraggio delle falde idriche sotterranee, o dei deflussi lungo i corsi d’acqua". "Le riforme degli ultimi decenni non hanno certamente aiutato l’organizzazione di una gestione efficiente del territorio - conclude Iovine -. Gli enti locali sono stati de-potenziati e de-finanziati, tanto che è difficile perfino trovare i fondi per la manutenzione ordinaria. E non sappiamo ancora l’effetto che produrranno le ultime novità, in tema di decentramento delle competenze. Gli interventi di sistemazione si programmano, ormai, soltanto a disastro avvenuto. La rete stradale versa in condizioni di forte precarietà, con tratti in condizioni prossime al collasso. Non abbiamo notizie migliori per quanto riguarda le reti acquedottistiche e le fognature. Ma, non è nemmeno possibile intervenire preventivamente, per mancanza di fondi e si fa sempre più ricorso all’emergenza e agli eventi eccezionali per veicolare fondi".