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Calabria. Il vicepresidente Mancuso annuncia modifiche alle concessioni demaniali per agevolare la ripartenza delle attività balneari

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La Regione Calabria si prepara alla stagione estiva con un pacchetto di interventi normativi e operativi destinati a sostenere il comparto balneare e garantire la qualità delle acque. Il vicepresidente e assessore ai Lavori pubblici e Difesa del suolo, Filippo Mancuso, ha annunciato l’imminente presentazione di modifiche legislative sulle concessioni demaniali marittime, con l’obiettivo di introdurre maggiore flessibilità amministrativa e agevolare la ripartenza delle attività lungo le coste. L’annuncio è arrivato a margine di un incontro operativo svoltosi alla Cittadella regionale di Catanzaro, dedicato alla programmazione dei controlli sulle acque di balneazione. Alla riunione hanno partecipato i responsabili dei dipartimenti regionali competenti e i vertici di Arpacal, avviando un confronto sulle attività di monitoraggio e sulla necessità di garantire standard elevati di sicurezza ambientale. Secondo quanto riferito dalla Regione, le modifiche legislative saranno inserite nel primo provvedimento utile e punteranno a semplificare le procedure, offrendo strumenti più elastici agli operatori economici, duramente colpiti dagli eventi atmosferici estremi che hanno interessato il litorale calabrese negli ultimi mesi. «L’obiettivo – ha dichiarato Mancuso – è mettere gli operatori nelle condizioni di ripartire in tempi rapidi, garantendo al contempo il pieno rispetto delle norme e la salvaguardia del territorio. La stagione estiva è un asset strategico per l’economia calabrese e per tutto il comparto turistico». Il vicepresidente ha inoltre sottolineato l’impegno della Regione nel coniugare sviluppo economico, tutela ambientale e sicurezza del territorio attraverso interventi tempestivi e un coordinamento costante con gli enti preposti ai controlli.

Unical. Il ritmo del jazz torna al TAU con i concerti d’eccellenza

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Al via la stagione 2026 di JazzAmore, che torna al Teatro Auditorium Unical con un cartellone che punta sulla qualità artistica e sull’incontro tra diverse visioni del jazz contemporaneo. Ad inaugurare questa edizione saranno musicisti di spicco della scena nazionale e internazionale: l’innovativo sassofonista Logan Richardson, il bassista e compositore Dany Noel, il giovane chitarrista Matteo Mancuso e la storica band del prog italiano Banco del Mutuo Soccorso. L’11 marzo, alle ore 21:00, Logan Richardson apre il cartellone con un trio che unisce creatività contemporanea e profondi valori melodici della tradizione. Considerato uno dei sassofonista più dotati e innovativi della sua generazione, Richardson ha costruito negli anni un linguaggio personale, capace di intrecciare storia e nuove traiettorie della musica afroamericana. Sarà affiancato sul palco da una formazione d’eccezione: l’eclettico contrabbassista Harish Raghavan, noto per un linguaggio che fonde jazz contemporaneo e influenze della musica classica indiana, e Jeff “Tain” Watts, batterista leggendario e collaboratore storico di Wynton Marsalis, Michael Brecker, Branford Marsalis e Greg Osby. Logan Richardson è uno degli interpreti più originali del panorama jazz internazionale. Il suo approccio non convenzionale, unito a una forte integrità espressiva, gli ha consentito di muoversi con creatività nell’area più avanzata del post‑bop. Dopo gli esordi accanto a musicisti come Nasheet Waits, Billy Hart e Joe Chambers, ha consolidato una cifra stilistica personale nei suoi progetti da leader, segnati da maturità artistica e da una costante esplorazione degli aspetti più sperimentali dell’espressività jazzistica. La rassegna prosegue il 2 aprile, alle ore 21:00, con Dany Noel e il progetto AfroJazz Experience, che unisce energia, ritmo e ricerca sonora. Guidato dal bassista, contrabbassista e compositore Dany Noel, l’ensemble propone un percorso musicale nel quale le poliritmie cubane si intrecciano con armonie raffinate e improvvisazione e danno vita a un intenso linguaggio universale. L’AfroJazz Experience è un’esplosione di interplay e libertà creativa: ogni concerto diventa un ponte tra culture in cui il suono si trasforma in racconto, dall’Avana al Mediterraneo. Per questo appuntamento, il gruppo sarà impreziosito dalla presenza del trombettista e compositore Fabrizio Bosso come special guest. Accanto a Noel ci saranno Gaetano Partipilo al sax alto, Roberto Carcassés al pianoforte e voce, e Alessandro Napolitano alla batteria: una formazione di altissimo profilo per un concerto all’insegna del ritmo, della contaminazione e della qualità artistica. Dany Noel è un bassista, compositore e arrangiatore. Ha collaborato con figure iconiche come Celia Cruz, Omara Portuondo, Chucho Valdés e Rubén Blades, partecipando a tournée mondiali e ricevendo riconoscimenti prestigiosi, tra cui il Cuba Disco Award per il miglior album di jazz latino. Terzo appuntamento della rassegna è con Matteo Mancuso, che si esibirà il 13 aprile alle ore 21:00 con una tappa del suo Europe Tour. Talento straordinario della chitarra elettrica e tra i musicisti italiani più celebrati sulla scena internazionale, Mancuso porta sul palco del TAU il suo nuovo world tour, che conta oltre 50 date tra Stati Uniti, Regno Unito ed Europa e che accompagna l’uscita del nuovo album, Route 96. Il disco verrà presentato in anteprima in formato fisico – prima della pubblicazione sulle piattaforme digitali – a testimonianza del legame del chitarrista con la dimensione analogica della musica e con l’esperienza live, intesa come rapporto diretto e autentico con il pubblico. Classe 1996, Mancuso si avvicina giovanissimo alla musica e perfeziona presto la tecnica classica al liceo musicale. Con il trio “SNIPS” conquista l’attenzione internazionale grazie alla celebre versione di The Chicken, divenuta virale sui social con milioni di visualizzazioni. Nel 2019 inizia la collaborazione con Yamaha Guitars, partecipando al NAMM di Los Angeles, al Young Guitar Festival di Bangkok e a numerose masterclass tra Russia, Stati Uniti e Asia. Nel 2020 fonda il suo trio e avvia un’intensa attività live in Italia ed Europa, crescendo come compositore e performer. Ultimo appuntamento della serie è il 18 aprile alle ore 21:00 con il Banco del Mutuo Soccorso, tra le band più iconiche e innovative della scena musicale italiana. Il gruppo approda a JazzAmore con una tappa del tour dedicato al nuovo album Storie Invisibili. Con questo lavoro, il Banco sceglie di spostare lo sguardo dalle grandi narrazioni epiche alla quotidianità: al centro non più eroi e imprese straordinarie, ma le vite silenziose delle persone comuni. Storie Invisibili è infatti un viaggio nel cuore dell’umano, un omaggio a uomini e donne che non compaiono nelle cronache ufficiali ma che, con la loro presenza, costruiscono la trama del mondo: a chi lavora, ama, resiste, senza mai salire sul palcoscenico della storia. In questa esperienza immersiva la musica si intreccia con la poesia della vita di tutti i giorni e sul palco prende forma un racconto universale, dove ogni canzone è un microcosmo da scoprire e ogni parola diventa emozione. Il Banco del Mutuo Soccorso è una leggendaria band italiana fondata nel 1968 da Vittorio Nocenzi, colonna portante del rock progressivo. Conosciuti per la complessità tecnica, le tastiere acrobatiche e la voce teatrale del compianto Francesco Di Giacomo, uniscono prog, classica e spunti jazz fusion.

 

 

Le guerre di occupazione, camuffate da maldestri tentativi di imporre la democrazia, l'analisi geopolitica del dirigente scolastico Alberto Capria

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"Le strutture essenziali della democrazia, iniziando dai parlamenti liberamente eletti che ne costituiscono l’architrave, assolvono alla funzione di equilibrio istituzionale, riflessione civile e rispetto reciproco pur nelle fisiologiche divisioni; assicurando nel contempo il normale avvicendamento tra le componenti politiche che coesistono all’interno di una stessa società, in una corretta logica di alternanza allorquando il loro rapporto si modifica su base di libere elezioni. Questa funzione, liberamente esercitata all’interno di libere istituzioni, si annulla allorquando le legittime divisioni che inevitabilmente esistono e auspicabilmente coesistono all’interno di una società nazionale, hanno natura etnica o religiosa. Perché queste ultime, al contrario degli orientamenti politico-ideologici che si modificano nel tempo, sono rigide, quasi immutabili: in tutte le etnie, in tutte le religioni e, ovviamente, in tutti gli integralismi intesi come concezione in base alla quale società, politica e cultura, devono essere “integralmente” modellate secondo le norme della religione. E l’equilibrio tra loro si modifica con la forza (spesso) e con tempi necessariamente lunghi (sempre). Del resto il passaggio dalla “theocrazia o dalla dittatura” alla democrazia, impone strade maledettamente accidentate e tempi necessariamente distesi.

La democrazia è qualcosa di più complesso di una semplice definizione politica.

Anche perché quando pur si pensasse che sia possibile l’esportazione tout court, l’instaurarsi della democrazia non è di per sé sufficiente a creare condizioni di convivenza civile in Paesi dove sussistano forti conflittualità di carattere etnico o religioso: come invece può più facilmente accadere allorquando i contrasti si strutturano su basi politiche o ideologiche. Non c’è alcun bisogno di scomodare Fukuyama ed il suo splendido “Esportare la democrazia”: occorre soltanto prenderne atto, riflettere su errori che appartengono ad un passato remoto e prossimo e che, mai come in questo momento, connotano un triste presente ed un complicato  futuro. Occorre esserne consapevoli e pensare, per la storia a venire, non a nuovi pessimi Cowboy -  siano essi americani o israeliani,  buoni ad utilizzare missili e portaerei, eserciti e droni, armi e ricatti  - ma a diversi strumenti di conciliazione e compromesso, con tempi necessariamente lunghi; non servono slogan, men che meno guerre di occupazione, ma una Politica nazionale ed europea  con altre e ben più alte visioni, in particolar modo all’interno delle organizzazioni mondiali.

“ La Democrazia non è esportabile secondo i nostri canoni soprattutto nei Paesi islamici, perché sono teocrazie fondate sulla volontà di Allah, non su quella del popolo: e Dio e popolo sono due principi di legittimità opposti e quasi sempre inconciliabili”. Così si esprimeva, da par suo, Giovanni Sartori.

La storia recente e l’attualità tremenda sono lì ad insegnarci che ogni tentativo di importazione di modelli politici provenienti dall’estero, è inevitabilmente ed inesorabilmente destinato al fallimento, soprattutto se accompagnato da sterili protagonismi, sciocche primogeniture ed offensive menzogne. La democrazia si costruisce, anche con aiuti esterni: non si importa o, peggio, si impone!"

 

Parte la riforma del Centro Residenziale dell’Università della Calabria

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Assume efficacia da oggi la riforma del Centro Residenziale dell’Università della Calabria, definita dal rettore Gianluigi Greco, in sinergia con il direttore generale Candeloro Bellantoni, e già condivisa nei giorni scorsi con le organizzazioni sindacali. L’intervento mira a valorizzare l’esperienza universitaria degli studenti, ponendo il loro benessere al centro dell’azione amministrativa attraverso servizi efficienti e una gestione rigorosa del patrimonio. Il primo atto di questo nuovo corso è la nomina del dott. Alfredo Mesiano quale direttore del Centro. Una scelta che colma un vuoto gestionale durato circa cinque anni, garantendo finalmente alla struttura una guida tecnico-amministrativa esclusiva e pienamente dedicata alle complesse dinamiche della residenzialità. La riforma sarà inoltre implementata e seguita nel suo sviluppo operativo dalla prorettrice al Centro Residenziale, Elvira Brunelli, e – per quanto attiene alle specifiche esigenze della residenzialità – dal delegato per il Patrimonio e la programmazione edilizia, Paolo Lonetti. L'obiettivo è recuperare la visione originaria di un campus che sia non solo luogo di studio, ma anche di vita e partecipazione. Questa mattina il rettore Gianluigi Greco ha effettuato un sopralluogo per visionare lo stato dei luoghi e inaugurare simbolicamente il nuovo piano operativo, ribadendo la vicinanza dell'istituzione agli studenti. «Il Centro Residenziale è l’anima dell’Unical e rappresenta il nostro tratto identitario più forte – ha dichiarato il Rettore –. Proprio per questo, sento il dovere di assicurare ai nostri studenti servizi che siano all'altezza delle loro aspettative. Con questa riorganizzazione puntiamo a garantire un ascolto diretto delle loro istanze e una più capillare capacità di seguire le esigenze di manutenzione ordinaria e straordinaria. Molti dei nostri iscritti usufruiscono dei servizi di alloggio e mensa: a loro va la nostra attenzione più alta, perché il diritto allo studio deve accompagnarsi a una esperienza di vita nel campus sempre più dinamica, stimolante e coinvolgente. Vogliamo che ogni studente si senta parte integrante di una comunità supportata da un’amministrazione sempre presente. Stiamo lavorando per consegnare nuovi alloggi e spazi di socialità, per fare in modo che il nostro campus sia un luogo di crescita accogliente e funzionale». Tra le linee d’azione più immediate della riorganizzazione figura un piano straordinario di cura degli alloggi. È stata già avviata una mappatura analitica di ogni singola residenza per identificare criticità ed eventuali necessità di rinnovo degli arredi. Per garantire la massima tempestività, la struttura che si occupa della manutenzione è stata inserita direttamente all'interno del Centro Residenziale, una scelta amministrativa e logistica che permetterà di rafforzare il servizio tecnico per risolvere con maggiore celerità guasti e urgenze in qualsiasi momento della settimana, fornendo, al contempo, un focus fortemente orientato al benessere degli studenti.  Sul fronte dell’accoglienza, nascono i buddy dedicati agli studenti internazionali. Si tratta di tutor specializzati che avranno il compito di guidare i nuovi arrivati nelle questioni riguardanti la residenzialità e l’inserimento nella vita del campus. In questa ottica di supporto logistico, l’Ateneo sta definendo anche il ripristino del servizio di pick-up dall'aeroporto e la riapertura dello sportello immigrazione in collaborazione con la Questura di Cosenza. Il piano prevede un forte impulso alla vivibilità dell'area residenziale attraverso lo sviluppo di servizi essenziali come minimarket, edicola e parafarmacia, oltre alla creazione di un calendario unico che armonizzi eventi artistici, musicali e sportivi per animare il campus durante tutto l’anno. L'Ateneo ha, inoltre, avviato un piano per il ripristino e l’ampliamento dei posti alloggio disponibili per gli studenti, per rispondere alla loro crescente domanda di residenzialità. Infine, la Direzione del Centro Residenziale assumerà un ruolo centrale nella tutela della persona: al suo interno sono state infatti incardinate e potenziate le attività relative alle Pari Opportunità, al Benessere d'Ateneo e all'Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP), creando un presidio costante per i diritti e le necessità dei residenti.

Studenti bloccati a Dubai: lo sfogo di una madre di Catanzaro “Sono lasciati a loro stessi”

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Sono arrabbiata nera. I ragazzi sono lasciati a loro stessi, anche per mangiare. Stanotte sono scesi più volte nei bunker e anche la loro tenuta psicologica sta cominciando a venire meno”. È lo sfogo, raccolto dall’ANSA, della madre di una studentessa 17enne di Catanzaro rimasta bloccata a Dubai insieme ad altri coetanei. La giovane frequenta il Liceo classico e si trovava negli Emirati Arabi Uniti per partecipare a un progetto di simulazione diplomatica organizzato dall’Associazione WSC Italia nell’ambito del programma Fsl. Il gruppo avrebbe dovuto fare rientro in Italia sabato scorso, ma una volta giunti in aeroporto hanno appreso dell’impossibilità di partire a causa degli attacchi sul Paese. Secondo quanto riferito dalla madre , nei giorni scorsi un attacco avrebbe colpito il Jumeirah Burj Al Arab e alcuni detriti di un razzo sarebbero caduti anche nei pressi dell’hotel dove alloggiano i ragazzi, nel centro di Dubai. “La notte scorsa è scesa più volte nei bunker dell’hotel insieme ai compagni”, racconta la donna. “Adesso stava dormendo. Sono arrabbiata perché nessuno della Farnesina mi ha contattato”. I ragazzi – sempre secondo il racconto – avrebbero ricevuto la visita del console italiano, ma successivamente si sarebbero dovuti arrangiare da soli. A preoccupare è anche l’aspetto logistico: “L’albergo non fornisce pasti e loro devono comprarsi il cibo con il delivery. Alcuni hanno finito i soldi, visto che dovevano rientrare sabato scorso, e si stanno aiutando tra loro”. Con il passare dei giorni, la tensione cresce: “All’inizio il loro umore era complessivamente buono, ma adesso qualcuno sta iniziando a cedere psicologicamente, hanno paura”, riferisce ancora la madre. “Al momento non abbiamo idea di come il governo abbia intenzione di fare rientrare i ragazzi in Italia e soprattutto quando. Mia figlia, per il carattere che ha, sta complessivamente bene e resiste allo stress, ma più il tempo passa e più anche questo aspetto è a rischio”. Nel suo intervento la donna ha voluto invece ringraziare l’Associazione WSC Italia, che “sta supervisionando la situazione dei ragazzi”. La vicenda  riporta l’attenzione sulle procedure di assistenza e rimpatrio dei connazionali all’estero in situazioni di emergenza, soprattutto quando coinvolgono studenti minorenni impegnati in progetti formativi internazionali.

Calabria. Al via le visite mediche prenotabili alle Poste

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In Calabria prende il via un nuovo servizio che permette ai cittadini di prenotare visite ed esami medici direttamente negli uffici postali. La sperimentazione è stata attivata in cinque sedi “Polis” della provincia di Reggio Calabria: Rosarno, Gioiosa Ionica, Monasterace Marina, Lazzaro‑Motta San Giovanni e San Luca. Gli utenti residenti o domiciliati in regione, muniti di ricetta elettronica e tessera sanitaria, possono effettuare la prenotazione allo sportello sostenendo un costo di 2,15 euro. Il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, ha espresso soddisfazione per l’avvio del progetto, sottolineando come la Calabria sia la prima regione italiana a introdurre questo modello in collaborazione con Poste Italiane. Secondo Occhiuto, il nuovo servizio «abbatte barriere, riduce disagi e migliora la gestione delle liste d’attesa», offrendo un canale aggiuntivo soprattutto ai cittadini dei piccoli comuni e delle aree interne. La fase sperimentale rappresenta il primo passo verso un’estensione molto più ampia: entro la primavera il servizio sarà attivo in circa 390 uffici postali dei centri con meno di 15mila abitanti. In una seconda fase sarà possibile anche modificare le prenotazioni già effettuate, ampliando ulteriormente le possibilità di accesso alle prestazioni sanitarie.