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Vibo Valentia. La Polizia di Stato rafforza i servizi di controllo per le festività pasquali

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La Polizia di Stato ha rafforzato i servizi di controllo e vigilanza in tutto il territorio della Provincia di Vibo Valentia in occasione delle festività pasquali che, come di consueto, richiamano un significativo flusso di turisti in città e negli eventi organizzati nelle diverse realtà della provincia. Così come discusso in sede di apposito Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, tenutosi in Prefettura, e concordato operativamente in sede di Tavolo Tecnico svoltosi in Questura, il Questore di Vibo Valentia Rodolfo Ruperti ha disposto un’intensificazione dei servizi di controllo del territorio sia nel centro cittadino che in altri luoghi della provincia ed in particolare nei luoghi di aggregazione e di maggior afflusso turistico, al fine di prevenire la commissione di azioni improntate all’illegalità. L’ attività di controllo è stata effettuata secondo un preciso piano di impiego delle volanti della Questura , del Commissariato di PS di Serra San Bruno e del Posto Fisso di Polizia di Tropea anche unitamente a equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine. L’attività in parola, che è stata avviata già nei giorni antecedenti la Pasqua e ed è proseguita per l’intero periodo festivo, ha interessato la città, comprese le frazioni, Serra San Bruno, Tropea e tutti i paesi limitrofi, e si è concentrata in particolare in tutte quelle zone interessate dalle numerose iniziative religiose in programma per le festività pasquali, con lo scopo di rafforzare la cornice di sicurezza generale e garantire un sereno svolgimento delle vacanze ai cittadini e ai tanti turisti che hanno scelto di trascorrere le festività nelle zone a maggior vocazione turistica.
Inoltre, in considerazione degli intensi volumi di traffico sulla viabilità ordinaria ed autostradale, sono stati rafforzati i servizi di vigilanza da parte delle pattuglie della Polizia Stradale, in modo da prevenire infortuni ed incidenti causati da comportamenti di guida irregolari, con il prezioso concorso delle Polizie Locali dei maggiori centri della provincia.
Inoltre, in città, proprio nel fine settimana, nel “clou” delle festività il Questore ha disposto una più articolata attività straordinaria interforze a tutela dell’Ordine e della Sicurezza Pubblica che ha visto la partecipazione di uomini e mezzi della Polizia di Stato impegnata, oltre che con le varie articolazioni della Questura anche con l’ausilio del Reparto Prevenzione Crimine, della Polizia Stradale, nonché dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, con il prezioso contributo della Polizia Locale.
Le articolate attività poste in essere, caratterizzate anche dalla predisposizione di numerosi posti di controllo lungo le strade di accesso principali, nonché nei luoghi della movida serale e notturna, hanno avuto quale prioritario obiettivo quello di infrenare l’abuso di sostanze alcoliche, la somministrazione delle stesse ai minori, lo spaccio e il consumo di sostanze stupefacenti, gli atti di vandalismo, di violenza e di ogni altra forma diffusa di illegalità. E ciò al fine di poter assicurare l’ordinata e pacifica fruizione, ai frequentatori delle vie e piazze delle zone della “movida”, dei locali, nonché ai residenti, ai turisti, ed ai titolari delle diverse attività commerciali.
Nell’ambito dell’attività svolta sono state identificate 2743 persone, di cui 671 penalmente censite, controllati 1303 veicoli, elevate diverse sanzioni al codice della strada, controllati diversi soggetti sottoposti agli arresti domiciliari e a misure restrittive, nonché effettuati diversi controlli con etilometro. Sono stati controllati anche avventori di diversi esercizi pubblici nonché predisposti posti di controllo, vigilanze dinamiche e appiedate considerato alcuni eventi che hanno richiamato molte persone in città. L’intero dispositivo ha consentito di garantire un elevato livello di sicurezza, contribuendo anche al regolare svolgimento delle celebrazioni pasquali in un clima di tranquillità.

Rombiolo. La comunità ed i rappresentanti plaudono al lavoro della Polizia di Stato

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Nella mattinata di ieri, il Parroco della Comunità di Rombiolo (VV) don Pasquale Sposaro, accompagnato dal Commissario della Polizia di Stato in quiescenza, dott. Nicola Malagreca, ed un rappresentante del comitato festa di San Michele di quel centro, hanno incontrato il Questore della provincia di Vibo Valentia dott. Rodolfo Ruperti per esprimere la loro gratitudine per la costante attività svolta dalla Polizia di Stato in questa provincia per la tutela della sicurezza della collettività.
Nell’occasione è stata donata una piccola statua raffigurante San Michele Arcangelo, Patrono della Comunità di Rombiolo e della Polizia di Stato, simbolo di protezione, forza e giustizia nella tradizione cristiana. Il gesto assume un profondo valore spirituale e culturale, richiamando i principi della difesa del bene e della lotta contro il male.
 
 
 

Sequestro di un'area di 60mq a Lamezia Terme per il contrasto ai reati ambientali

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Nella giornata del 1 Aprile, personale della Capitaneria di Porto di Vibo Valentia, in  sinergia con militari del Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza e tecnici  dell’ARPACAL, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica presso il Tribunale di  Lamezia Terme, hanno posto sotto sequestro preventivo un’area di circa 60 mq nel  Comune di Lamezia Terme, località Sant’Eufemia.  I militari constatando una situazione in essere di diffusa presenza di reflui fognari nei  canaloni che costeggiano la strada via Europa del Comune di Lamezia Terme –  Sant’Eufemia, risalendo gli stessi a monte hanno accertato che dalla parte sottostante un  chiusino, ubicato all’interno di una fitta vegetazione, vi era la presenza di un foro dal quale  fuoriuscivano ingenti quantità di reflui fognari che, attraverso canaloni paralleli alla viabilità  limitrofa, confluivano nel torrente Cantagalli per sfociare infine in mare, con grave rischio  per l’ecosistema marino costiero.  L’area, dell’estensione di 60 mq, sotto la quale insiste un tratto di rete fognaria, nelle  prossimità della fuoriuscita dei reflui fognari è stata posta sotto sequestro.  Al momento sono in corso le indagini da parte del gruppo interforze ambientale, costituito  nel mese di ottobre del 2025 dall’attuale Procuratore della Repubblica ff – che  direttamente lo coordina unitamente ai due Sostituti assegnati al gruppo 1 indagini, specializzato in materia di reati ambientali, per individuare le eventuali responsabilità di quanto accertato. Le analisi effettuate da parte dell’ARPACAL hanno riscontrato elevati valori di Escherichia  coli sia nel punto di fuoriuscita dei reflui fognari che alla foce del fiume Bagni. Si precisa che, per il principio della presunzione d’innocenza, la colpevolezza delle  persone sottoposte ad indagini in relazione alle vicende sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna. 

Vibo Valentia. Truffa con la tecnica del “finto carabiniere”: due soggetti arrestati dalla Polizia di Stato

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Nell’ambito di predisposti e mirati servizi di polizia giudiziaria volti alla prevenzione ed al contrasto del fenomeno dei reati contro il patrimonio e, in particolare, ai raggiri contro le fasce deboli della cittadinanza, la Polizia di Stato, nel pomeriggio di ieri, ha tratto in arresto due uomini residenti in Sicilia in quanto colti nella fragranza del reato di tentata truffa aggravata posta in essere nei confronti di una anziana donna di 78 anni.
Nello specifico, gli investigatori della Squadra Mobile, dopo aver ricevuto la notizia di un possibile tentativo di truffa con il sistema del c.d. “finto Carabiniere” ai danni di una anziana donna, si recavano immediatamente nel luogo indicato dalla segnalazione per verificare cosa stesse accadendo.
La donna riferiva agli operatori che era stata contattata sulla propria utenza telefonica da un sedicente Maresciallo dei Carabinieri il quale, prospettandole delle problematiche di varia natura, le chiedeva di prelevare dei monili in oro da consegnare ad un emissario che sarebbe stato inviato presso la propria abitazione. La donna, però, già vittima in passato di un tentativo di truffa, provvedeva a contattare immediatamente i propri familiari che, a loro volta, richiedevano l’intervento della Polizia. Mentre si trovavano ancora all’interno dell’abitazione al fine di reperire maggiori informazioni, giungevano ulteriori chiamate da parte dei truffatori che venivano prese in carico dagli agenti della Squadra Mobile, i quali, dopo aver atteso l’arrivo di uno degli stessi, presentatosi alla porta d’ingresso con l’intento di prelevare i monili in oro, procedevano immediatamente a bloccarlo. L’uomo, ormai smascherato, forniva utili indicazioni all’individuazione del complice che consentivano alle volanti dell’U.P.G. e S.P. di intercettarlo pochi istanti dopo a bordo di un veicolo, proprio nei pressi dell’abitazione della persona offesa. All’esito delle indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Vibo Valentia, i due uomini venivano tratti in arresto e, su disposizione del P.M. di turno, condotti presso la locale Casa Circondariale in attesa dell’udienza di convalida. Il Questore della Provincia di Vibo Valentia, in considerazione di quanto accaduto, ha pertanto emesso nei loro confronti la Misura di Prevenzione Personale del Foglio Di Via Obbligatorio, con divieto di far ritorno nel Comune di Vibo Valentia per i prossimi 3 anni. Si fa presente che le Forze dell’Ordine in nessun modo e per nessuna ragione reclamano somme di denaro o richiedono informazioni private come numeri di conto bancario, carte di credito o codici di sicurezza. Si invitano, pertanto, i cittadini a segnalare episodi sospetti alle Forze dell’Ordine.

Concorso per 9 assistenti sociali per l’Ambito territoriale sociale di Vibo Valentia. Conclusa la prova preselettiva per 101 candidati: in 32 ammessi alla fase successiva

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Il Comune di Vibo Valentia, ente capofila dell’Ambito territoriale sociale n. 1, rende noto che in data odierna si è regolarmente svolta la prova preselettiva relativa al concorso pubblico, per titoli ed esami, finalizzato all’assunzione a tempo pieno e indeterminato di n. 9 assistenti sociali (area dei Funzionari e dell’elevata qualificazione) da destinare al Servizio sociale dei Comuni dell’ATS n. 1 di Vibo Valentia. Alla prova erano ammessi 268 candidati, dei quali si sono presentati in 101. La Commissione esaminatrice, presieduta dal segretario generale Domenico Libero Scuglia, ha proceduto alla suddivisione dei partecipanti in tre gruppi, assicurando un’organizzazione ordinata e conforme alle disposizioni previste dal bando. Tutti e tre i gruppi hanno regolarmente sostenuto la prova preselettiva su supporto informatico, prova che si è svolta in un clima sereno e privo di criticità. I candidati che hanno superato la preselezione sono 32, ora ammessi alle successive fasi concorsuali, costituite da una prova scritta e da una prova orale. Tutte le successive comunicazioni relative al concorso verranno pubblicate sul sito istituzionale del Comune di Vibo Valentia, nella sezione dedicata ai concorsi. Non nasconde la sua soddisfazione per questa prima, importantissima fase appena conclusa, l’assessore alle Politiche sociali del Comune di Vibo Valentia, Lorenza Scrugli: “Quella di oggi rappresenta una svolta epocale per il nostro Ambito territoriale. È il risultato di un percorso lungo, impegnativo e soprattutto condiviso da quasi tutti i Comuni che ne fanno parte. Stiamo costruendo una struttura stabile e qualificata che darà frutti non solo nell’immediato, ma soprattutto negli anni a venire, garantendo servizi sociali più forti, più organizzati e più vicini ai bisogni delle persone. Questo traguardo è frutto di un lavoro corale, portato avanti con grande impegno sia dalla parte politica sia dagli uffici, rappresentati dalla dirigente Carla Montesanti: a loro il mio ringraziamento per la dedizione e la professionalità dimostrate. Questo è un esempio concreto di come la collaborazione istituzionale possa tradursi in un miglioramento reale per tutti i cittadini”.

DOMINAE Rassegna di donne valorose di sos KORAI: con Oriana Fallaci si chiude la quarta edizione

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Nel panorama del giornalismo e della letteratura del Novecento, poche figure risultano tanto incisive, divisive e difficili da incasellare quanto Oriana Fallaci. Inviata di guerra, intervistatrice temuta dai potenti, narratrice capace di scandagliare le contraddizioni più intime dell’esistenza, la Fallaci, ex partigiana, ha attraversato la storia con uno sguardo lucido e una scrittura che non ha mai cercato consolazioni. Dai fronti del Vietnam e del Medio Oriente fino alle stanze del potere, il suo giornalismo si è imposto per un tono diretto, privo di filtri, spesso spiazzante. Restano emblematiche le sue interviste a protagonisti della scena internazionale come Henry Kissinger, che definì quell’incontro “il più disastroso” della sua carriera, Yasser Arafat, Indira Gandhi e Ayatollah Khomeini, di fronte al quale si tolse il velo in un gesto destinato a restare nella memoria collettiva. Opere come Penelope alla guerra, Niente e così sia e Se il sole muore fondono reportage e scrittura personale, mentre testi più tardi come La rabbia e l’orgoglio, nati all’indomani degli attentati dell’11 settembre 2001, rivelano una voce sempre più radicale e divisiva. Eppure, dietro la figura pubblica, si muove un’altra Fallaci: inquieta, vulnerabile, attraversata da interrogativi irrisolti. È proprio questa dimensione più intima ad aver guidato l’incontro conclusivo della quarta edizione di DOMINAE, rassegna promossa da sos KORAI e dedicata a donne capaci di interrogare il presente, nella Cappella dei Nobili a Tropea. A chiudere il ciclo, un ritratto profondo e non convenzionale, tracciato dalla professoressa Bruna Quattrone e condotto da Samantha Marinella. Dopo i saluti istituzionali del Priore Giuseppe Maria Romano e della presidente Beatrice Lento, la riflessione si è sviluppata intrecciando la figura della Fallaci con quelle di Sibilla Aleramo, Emily Dickinson e Alda Merini. Ne è emersa  una costellazione di rimandi: la ribellione ai ruoli imposti di Aleramo, la tensione amorosa e assoluta della Dickinson, la profondità dolorosa della Merini. In questo intreccio, la Fallaci si rivela come una sintesi potente e irrisolta, capace di tenere insieme forza e fragilità, desiderio e conflitto. Lo sguardo della relatrice si allontana volutamente dall’icona della giornalista combattiva per restituire una donna segnata da esperienze profonde, attraversata da una tensione interiore costante. Una figura controversa, certo, ma sempre coerente nel suo rifiuto del compromesso. Fulcro dell’incontro è stato Lettera a un bambino mai nato, testo tra i più intensi della sua produzione. Qui la scrittura si fa confessione, dialogo interiore, spazio di interrogazione radicale. Non più cronaca, ma coscienza. Nel confronto con una vita solo immaginata, emergono domande che restano aperte: cosa significa scegliere di mettere al mondo un figlio? È sufficiente il desiderio? È legittimo decidere per un’altra esistenza? È in questo spazio che si inserisce il tema dell’aborto, affrontato dalla Fallaci lontano da ogni schema ideologico. Non una tesi, ma un conflitto. Non una risposta, ma una ferita. La possibilità di interrompere una vita diventa interrogazione radicale sulla libertà: è davvero una scelta libera, o il punto più alto della solitudine? E quanto pesa, nel tempo, quella decisione? La dedica del libro, a chi non teme il dubbio, diventa così la sua vera chiave di lettura: abitare la complessità senza cercare scorciatoie. Le esperienze personali dell’autrice, tra perdite e relazioni difficili, si trasformano in materia universale, capace di parlare oltre ogni confine individuale. Accanto a questa dimensione, trova spazio anche Un uomo, dedicato a Alexandros Panagulis. Un libro che è insieme testimonianza e atto d’amore, in cui la scrittura diventa memoria e resistenza. La morte di Panagulis segna una frattura insanabile, trasformando l’amore in assenza definitiva. Negli anni successivi, soprattutto dopo gli attentati dell’11 settembre 2001, la voce della Fallaci si fa ancora più netta, confermando una personalità incapace di mediazioni. Una radicalità che trova un ultimo, simbolico sigillo nella scelta della parola incisa sulla sua tomba, al Cimitero degli Allori: “Scrittore”. Non una provocazione, ma una dichiarazione di principio. Rifiutare il termine “Scrittrice” significa sottrarsi a una categoria percepita come limitante, rivendicando invece una dimensione universale della scrittura, oltre il genere. Non una donna che scrive, ma una voce che testimonia. L’incontro si è concluso senza risposte, ma con molte domande e con una partecipazione intensa e attiva. Il pubblico, numeroso e coinvolto, ha contribuito significativamente al dibattito, trasformando l’evento in uno spazio condiviso di riflessione. Segno tangibile del successo della rassegna, capace di creare non solo ascolto, ma pensiero. È forse proprio questa la forza di DOMINAE: non celebrare figure femminili immobili, ma restituire vite complesse, attraversate da contraddizioni, ancora capaci di interrogare il presente. Un arrivederci al prossimo anno, con nuove storie e nuove voci di donne pronte, ancora una volta, a mettere in discussione il nostro tempo.

La Presidente di sos KORAI

ODV per i diritti delle donne

Dott.ssa Beatrice Lento