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Acconìa. Tutto pronto per la 28ª Festa della Fragola

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Prende ufficialmente il via oggi, con un convegno tecnico sul cambiamento climatico, la 28ª edizione della Festa della Fragola, in programma domani ad Acconia di Curinga. L’appuntamento, ormai storico per il territorio, è promosso dall’associazione “Giovani Insieme” e si conferma un momento di incontro tra tradizione agricola, innovazione e impegno sociale. Il convegno, dal titolo “Cambiamento climatico: l’importanza della nutrizione della pianta”, si svolgerà presso la sala conferenze dell’hotel Gullo e vedrà la partecipazione di agronomi e aziende specializzate nel settore agroalimentare. Obiettivo: fornire agli operatori strumenti aggiornati e scientificamente fondati per affrontare le sfide poste dai mutamenti climatici. «Il nostro intento è creare occasioni di confronto su tematiche cruciali per il comparto agricolo – spiega il presidente dell’associazione, Tommaso Galati –. Quest’anno ci concentreremo sulla nutrizione delle piante come leva strategica per una produzione più efficiente e sostenibile». La fragola, coltivata in oltre 100 ettari del territorio comunale, rappresenta un vero e proprio simbolo identitario per la comunità di Curinga, con una produzione annua che tocca le 20mila tonnellate e impiega circa 2.000 lavoratori. La festa, in programma domani sera a partire dalle 20:00, offrirà stand gastronomici, degustazioni, una ricca esposizione di dolci a base di fragole e l’entusiasmo di una comunità profondamente legata a questo frutto. Non manca l’aspetto solidale: l’intero ricavato della manifestazione sarà destinato a iniziative di utilità sociale. Un gesto che sottolinea ancora una volta il valore collettivo dell’evento. Soddisfazione anche da parte del sindaco Elia Pallaria, che ha evidenziato il ruolo centrale della festa nel valorizzare il territorio, coinvolgendo istituzioni scolastiche, imprese e cittadini in un grande progetto condiviso. «Come amministrazione – ha dichiarato – crediamo nella forza di questi eventi per promuovere sviluppo e senso di comunità». L’appuntamento, ormai punto di riferimento nel panorama calabrese, conferma Acconia come una delle capitali della fragola in Italia, capace di unire innovazione agricola, cultura e coesione sociale.

Strage di Capaci. Il coraggio e l’esempio di non eroi, Le riflessioni del dirigente scolastico Alberto Capria

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Ci sono commemorazioni che oltre a servire a non far dimenticare, riescono ad incidere nella pietra un ricordo che, allo stesso tempo, sollecita le nostre coscienze e ci indica la strada da seguire.  Sono quelle che costituiscono un momento essenziale per organizzare un quadro di riferimento stabile e condiviso, che oltrepassi saluti istituzionali e prolusioni, mostre e video celebrativi. Sono trascorsi trentatrè anni dalla strage di Capaci, in cui furono trucidati Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti Montinaro, Dicillo e Schifani. A distanza di poco meno di due mesi - 57 giorni -  Paolo Borsellino e la sua scorta (Loi, Cosina, Catalano, Li Muli, Traina) vennero uccisi con le stesse modalità in Via D’Amelio. Definire disdicevole la superficialità degli apparati dello Stato - dopo l’eccidio di Capaci e dopo che lo stesso Borsellino aveva pubblicamente dichiarato che il tritolo per lui era arrivato -  è benevola locuzione. Quei terribili fatti non lasciano spazio a divisioni, conflitti, contrapposizioni politiche, culturali e sociali; lasciano un’eredità totalizzante che ci appartiene. Dopo il trauma di quei 57 giorni 23 maggio/19 luglio del 1992,  fu avviata una fase -  tardiva ma progressiva - di affrancamento dal silenzio e dall’indifferenza. Le storie “gemelle” di Falcone e Borsellino – dal quartiere di nascita al Liceo, dall’Università alle Procure, dalle invidie ai soprusi che incredibilmente dovettero subire fino alla loro uccisione -  hanno moltiplicato negli anni sentimenti di fierezza e condivisione per il coraggio e la grande dedizione dei due magistrati che, riprendendo una loro frase, hanno fatto fino in fondo il loro dovere. Il nostro compito, oltre a quello prioritario di tenere viva la scintilla del ricordo e non permettere che si spenga con il passare del tempo, è quello di diffondere quotidianamente un promemoria di educazione civica che divenga straordinaria occasione per segnare la distanza con il passato mafioso stragista e per disegnare orizzonti di senso nuovi, ma sempre ancorati allo stato di diritto. La risposta al crimine deve passare da un’ampia rete educativa,  che veda la Scuola in prima fila nella sua isstituzionale e strategica attività di “seminare” erba buona per toglere aria e terra alla “malapianta”, ancora prima e con più valore di compiti, test standardizzati, transizioni, verifiche ed altri inutili orpelli.  Le  mafie, prima di essere organizzazioni, sono mentalità sottesa alla società: è per questo che la lotta passa soprattutto dai banchi di scuola.  Solo così onoreremo le vittime delle stragi di mafia, compiendo fino in fondo il nostro dovere, costi quel che costi; “solo così – citando la parte finale della requisitoria di Giuseppe Ayala al Maxiprocesso di Palermo” – senza violenze e lotte il diritto vincerà sul delitto, la democrazia e la civiltà sulla barbarie”. 

 

Salone del Libro di Torino, la vibonese Edizioni Beroe e la Provincia di Cosenza celebrano i borghi Arbëreshe

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Presentato il romanzo Padrone e Sotto scritto da Salvatore Franco Al Salone del Libro di Torino, lo stand della Regione Calabria ha accolto le tradizioni Arbëreshë rievocate da Salvatore Franco nel suo romanzo "Padrone e Sotto - Il gioco della vita" edito da Edizioni Beroe.  L'incontro ha coinvolto diverse realtà calabresi e ha visto la partecipazione della Presidente della Provincia dì Cosenza Rosaria Succurro, di Sabrina Pugliese, Direttrice del Caudex Festival che ha messo in scena una rappresentazione teatrale del libro e dell'editore. Anche Torino e Tirana sono state rappresentate dalla moderatrice Simona Sorbara, Direttrice di testata di Radio Italia Uno Piemonte, e della Dott.ssa Diana Kastrati, Direttrice esecutiva del Centro Studi e Pubblicazioni sugli Arbereshet (QSPA). La presentazione ha focalizzato l'attenzione sull'importanza di valorizzare il patrimonio culturale linguistico e delle tradizioni calabresi e in particolare della comunità Arbëreshe. A conclusione degli interventi, l'autore Salvatore Franco ha eseguito alcuni brani di musica popolare trasportando il pubblico fra il Pollino e l'Albania. «La Calabria è uno scrigno nel quale - dichiara l'editore Renato Costa - convivono tante tradizioni che nutrono un forte desiderio di farsi conoscere. Il dovere di chi opera nella cultura è proprio quello di preservarne la loro memoria e soprattutto esportarle al di fuori delle aree dove sono collocate. È stato emozionante portare (forse per la prima volta) - prosegue Costa - le melodie Arbëreshë al Salone del Libro. Spero che con Padrone e Sotto, e il lavoro di tanti appassionati artisti, la lingua Arbëreshe e le altre minoranze che vivono in Calabria possano mantenere viva la loro memoria e sfruttare a proprio vantaggio il progresso tecnologico che sembra essere una minaccia per loro sopravvivenza.» «La passione e il talento mostrati da Salvatore Franco – dichiara la presidente Rosaria Sucurro – emozionano chi ha la fortuna di leggere questo romanzo. L'autore riesce a valorizzare la propria identità Arbëreshe descrivendo nei minimi particolari l'Arbëria cosentina, la provincia italiana che conserva il maggior numero di comuni Arbëreshe. L'utilizzo di parole scritte in lingua originale mantiene ancora viva la memoria di una lingua identitaria antica.»
 
 
 

Da nord a sud della Calabria per sfidare la disabilità ed i pregiudizi

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Un lungo itinerario in handbike elettrica, da nord a sud della Calabria, per sfidare non solo i limiti imposti dalla disabilità, ma anche i pregiudizi che ancora la circondano. Parte il primo giugno l’avventura di Salvatore Cristiano Misasi, giovane calabrese con tetraparesi spastica, che da anni è protagonista attivo della community B.Liver, animata dalla milanese Fondazione Bullone. L’iniziativa, sostenuta da Barilla in qualità di main partner, prende il nome evocativo di “Il Brigante in Handbike”: un omaggio alla storia e alla cultura calabrese, tra leggende di lupi e briganti, ma con lo sguardo rivolto a un futuro più inclusivo. Il viaggio durerà 12 giorni e coprirà 545 chilometri, da Laino Borgo fino a Reggio Calabria. Un itinerario impegnativo, che attraverserà quattro parchi naturali – Pollino, Sila, Serre e Aspromonte – affrontando un dislivello totale di oltre 20.000 metri tra salite e discese. Ma più che un’impresa sportiva, si tratta di un percorso simbolico e umano: un cammino che vuole dimostrare come la malattia non debba rappresentare un ostacolo definitivo, ma possa diventare occasione di crescita, forza interiore e trasformazione. Con questo progetto, Fondazione Bullone e Barilla ribadiscono il loro impegno per un mondo più equo e accessibile, dove la diversità è un valore da sostenere, non un limite da tollerare.

Colpo alla ‘Ndrangheta: vasta retata in tutta Italia, eseguite 97 misure cautelari

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Dalle prime ore del mattino è scattata una massiccia operazione antimafia che ha coinvolto diverse città italiane. L’intervento, battezzato “Operazione Millennium”, è stato messo in atto dai Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria sotto la direzione della Direzione Distrettuale Antimafia, guidata dal procuratore Giuseppe Lombardo. Le forze dell’ordine hanno dato esecuzione a ben 97 provvedimenti restrittivi emessi dal GIP del Tribunale di Reggio Calabria su richiesta della DDA. L’attività investigativa, ancora nella fase preliminare, ha portato anche al sequestro preventivo di due aziende, attive nei settori della ristorazione e dell’edilizia, ritenute strumenti per agevolare le operazioni illecite della consorteria mafiosa. L’operazione ha interessato numerosi territori, da Reggio Calabria a Milano, passando per Monza e Brianza, Pavia, Nuoro, Bologna, Cosenza, Catanzaro, Vibo Valentia, Roma, Rimini, Verona, Agrigento e Torino. Fondamentale il contributo operativo dei reparti territoriali locali, del ROS, dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Calabria e Sicilia, del 14° Battaglione “Calabria”, delle unità cinofile, dell’8° Nucleo Elicotteri di Vibo Valentia e dell’unità ICAN dello S.C.I.P., incaricata degli aspetti di cooperazione internazionale di polizia. Gli indagati, appartenenti ad alcune delle cosche più influenti della ‘ndrangheta calabrese, sono accusati – a vario titolo – di associazione mafiosa, concorso esterno in associazione mafiosa, traffico internazionale di droga, detenzione e spaccio di stupefacenti, estorsione, sequestro di persona a fini estorsivi, scambio elettorale politico-mafioso e porto abusivo di armi. Tra i punti chiave dell’indagine emerge l’esistenza di una struttura criminale organizzata che, grazie ad accordi tra diverse famiglie mafiose del territorio, avrebbe gestito il traffico di droga in maniera monopolistica, operando con un assetto coordinato che sovrastava le singole articolazioni locali.

Le Consulte studentesche al Salone del Libro di Torino incontrano il mondo della Cultura

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Grande fascino, anche tra gli studenti, ha suscitato il tema della XXXVIII edizione: “Le parole tra noi leggere” che prende ispirazione dal romanzo di Lalla Romano e pone l’accento sulla forza e sulla leggerezza del  linguaggio scritto come ben esprime l’immagine ufficiale dell’evento. Il programma, ricco di appuntamenti  con personalità di spicco del panorama culturale italiano e internazionale, ha previsto anche tante iniziative  formative per le scuole, tra cui “Adotta uno scrittore”, “Oltre la notizia” in collaborazione con il Corriere della  Sera, il corso “Lavorare con i libri” per scoprire la filiera editoriale, “Un libro, tante scuole” focalizzato su “Il  corpo” di Stephen King. Molto attrattivo anche lo stand della Regione Calabria affidato al Dipartimento  Istruzione e Cultura, che ha riservato uno slot alle Consulte studentesche che, nell’ambito dei percorsi di  Educazione alla Legalità, su indicazioni del recente Consiglio Nazionale dei Presidenti, hanno voluto  approfondire, insieme agli studenti piemontesi, la storia di Cristina Mazzotti per ricordare il 50esimo  anniversario dal suo rapimento avvenuto il 30 giugno 1975, al rientro dalla festa per l’esame di maturità.  La diciottenne rimase rinchiusa per 27 giorni in una buca con pareti di cemento profonda un metro e 45  centimetri, lunga due metri e 65, larga un metro e 55 da cui usciva all'esterno un tubo di plastica di 5 cm per  respirare. Venne nutrita dalla sua carceriera con due panini al giorno e le vennero somministrati tranquillanti  quotidianamente per cui morì dopo un mese ed il suo cadavere ischeletrito fu ritrovato l’1 Settembre in una  discarica. Arianna Mazzotti, nipote di Cristina, in rappresentanza dell’omonima Fondazione, Gabriella Colla,  già Referente delle Consulte piemontesi, gli studenti dell’IIS “E. Fermi” di Arona e Franca Falduto,  Responsabile delle Consulte calabresi, hanno illustrato, partendo da questa orribile storia, le iniziative in atto  nelle scuole d’Italia finalizzate a sensibilizzare proprio al tema della dignità umana e del rispetto. Pertanto è  stata illustrata anche la Charta universale del Rispetto, realizzata in partenariato con gli studenti della Calabria  e già presentata alla Commissione Europea, al Presidente della Regione Piemonte ed inviata a Papa Francesco  con l’auspicio che Papa Leone XIV la possa accogliere e diffondere. La speranza dei sostenitori di tutte queste  lodevoli iniziative é che le nuove generazioni facciano propria la volontà di cambiamento sensibilizzando i  loro coetanei, e non solo, ai temi della convivenza civile, della cittadinanza attiva e, soprattutto della Pace.