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Il C.A.D.I.C. e le nuove proposte di legge regionali antiviolenza

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Il Coordinamento Regionale dei Centri Antiviolenza e Case Rifugio Calabresi (C.A.D.I.C.)  sottolinea l'urgente necessità di adeguare la Legge Regionale 20/2007 alla Convenzione  di Istanbul e alle più recenti normative nazionali e sovranazionali in materia di contrasto  alla violenza di genere, che si estrinseca principalmente nella violenza domestica (VD) e  violenza maschile sulle donne e sulle ragazze ((VAWG). L’adeguamento normativo deve  partire da una riflessione più ampia, che ponga l’accento non solo sulla dimensione  legislativa e finanziaria, ma anche sull’emergenza culturale che caratterizza il nostro  territorio ed evitare il divario tra le leggi adottate e la loro effettiva applicazione. Per un aggiornamento efficace della legge n.20/2007 è necessario basarsi su un’analisi  approfondita delle origini della violenza sulle donne, come indicato nel preambolo della  Convenzione di Istanbul, nonché sui dati e le valutazioni contenuti nei rapporti GREVIO.  L'ultimo report di “Grevio” evidenzia una situazione disomogenea nell’utilizzo delle risorse  destinate ai Centri Antiviolenza (CAV) e alle Case Rifugio (CR). Nonostante l’aumento dei  fondi nazionali per il contrasto alla violenza di genere, si è verificata una disfunzionale  modalità di programmazione non costante nel tempo e non strutturata, tanto da  determinare gravi difficoltà finanziarie alle strutture gestite da organizzazioni di donne, che  restano spesso sotto- finanziate. Si chiede, inoltre, una garanzia di continuità del  finanziamento ai CAV e CR già autorizzati, per evitare interruzioni nelle attività essenziali. A nostro avviso occorre un’attenta conoscenza e acquisizione dei dati relativi ai bisogni, costi di gestione e mantenimento delle strutture di riferimento per le donne. In particolare occorrono maggiori finanziamenti con voci fisse di bilancio, per garantire una  programmazione stabile e non soggetta ad incertezze amministrative, considerando realisticamente i costi di mantenimento dei CAV e delle CR. A titolo esemplificativo si  evidenzia che un CAV necessita all’anno di un finanziamento non inferiore ad € 100.000  euro e una casa rifugio di un finanziamento non inferiore 250.000 euro; tali importi sono il  risultato delle spese fisse consolidate. Al fine di evitare un ulteriore decurtazione dei finanziamenti regionali si ritiene che i CUAV  (Centri per Uomini Autori di Violenza) non dovrebbero essere destinatari del finanziamento  regionale richiedendo una legge specifica che disciplini le loro attività. Si evidenzia la necessità di attenersi ai criteri previsti dalla Conferenza Stato Regioni: sia  relativamente all’autorizzazione al funzionamento per i “nuovi” CAV e Case Rifugio, basati  sui dati degli abitanti, sulla territorialità, formazione e anni di esperienza comprovata in materia, previa azione di monitoraggio e supervisione da parte della Regione stessa ma  anche dei CAV già riconosciuti dalla Regione Calabria; sia relativamente alle azioni di  formazione, sensibilizzazione e prevenzione.Si evidenzia, infine, che vengano definiti  puntualmente i criteri di autorizzazione al funzionamento dei CAV e delle CR basati sul  rispetto dei criteri e dei requisiti previsti dall’Intesa Stato-Regione vigente in materia e sul  rapporto abitanti/presenza-assenza di CAV e CR sul territorio. 

Rinnovo delle cariche sociali al C.A.D.I.C.

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Si sono riuniti in data 18 febbraio 2025 a Lamezia Terme presso l’Oasi Bartolomea delle Suore di  Maria Bambina i centri Antiviolenza e le Case Rifugio aderenti al  Coordinamento Regionale C.A.D.I.C. al fine del rinnovo delle cariche sociali.  E’ stata nominata all’unanimità presidente del Coordinamento l’avvocata Stefania Figliuzzi,  appartenente al Centro Antiviolenza “Attivamente Coinvolte” APS. E’ stato rinnovato anche il Consiglio direttivo: la dott.ssa Francesca Mallamaci (Cav/Casa Rifugio  “Angela Morabito”- “Piccola Opera Papa Giovanni” ONLUS ) nel ruolo di Vice-presidente, l’avv.  Chiara Gravina (Centro antiviolenza “ Roberta Lanzino”) come segretaria; la dott.ssa Francesca  Fiorentino (Associazione” Mago Merlino” – capofila Centro antiviolenza “Demetra”) come  tesoriera e Raffaella Angotti (Cooperativa Sociale “Noemi” – Centro antiviolenza “Udite Agar”) in  qualità di consigliera. 

Il C.A.D.I.C. ( Coordinamento Antiviolenza Donne Insieme Calabria ) è composto da: 

  1. Associazione “Mondiversi” ETS- Centro antiviolenza “FABIANA”- Case Rifugio  “Mondiversi e “Libere donne “, Corigliano Calabro (CS); 
  2. Associazione “Piccola Opera Papa Giovanni” ONLUS - Cav /Casa Rifugio “Angela  Morabito”- Reggio Calabria (RC) ; 
  3. Associazione” Mago Merlino” – capofila Centro antiviolenza “Demetra”- Lamezia  Terme (CZ); 
  4. Centro Antiviolenza “Attivamente Coinvolte” APS- Pizzo(VV); 
  5. Centro antiviolenza “Ariel” – Reggio Calabria (RC); 
  6. Centro Calabrese di Solidarietà - Centro antiviolenza/Casa Rifugio “Mondo Rosa”- Catanzaro (CZ); 
  7. Centro contro la violenza alle donne “Roberta Lanzino” – Cosenza (CS); 8. Cooperativa Sociale “Noemi” - Centro antiviolenza “Udite Agar”– Crotone (KR); 9. Fondazione “Città Solidale”- Centro antiviolenza “Aiuto Donna” e Casa rifugio  “Refugium”( CZ); 

e prende parte al Tavolo Tecnico di Lavoro regionale Antiviolenza istituito con delibera di Giunta  Regionale n.539 del 16.12.2016. 

Viaggiava in auto con due chili di cocaina: arrestato

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I finanzieri della Compagnia pronto impiego di Lamezia Terme hanno arrestato un uomo originario della provincia di Reggio Calabria in flagranza del reato di detenzione di droga. In macchina viaggiava con due chili di cocaina. I militari, nel corso di un normale servizio di controllo del territorio, hanno fermato un’auto allo svincolo autostradale di San Mango d’Aquino che stava percorrendo la A2 in direzione nord. Il cane “Tatanka” dell’unità cinofila del Corpo ha segnalato la presenza di sostanza stupefacente. I finanzieri hanno quindi provveduto alla perquisizione del mezzo individuando un’intercapedine nel sedile anteriore del passeggero all’interno della quale sono stati trovati due panetti di cocaina. Il conducente dell’auto è stato quindi arrestato.

Operazione nazionale “Hello” contro lo sfruttamento sessuale dei minori online, arresti anche a Cosenza e Reggio

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Operazione nazionale denominata “Hello” contro lo sfruttamento sessuale dei minori online condotta dalla Polizia di Stato e coordinata dalla procura della Repubblica di Catania. 34 le persone arrestate in diverse città, tra cui Reggio Calabria e Cosenza. Oltre 100 le perquisizioni eseguite in tutta Italia. Secondo la Polizia postale – che ha impegnato 500 operatori- si tratta di una tra le più vaste azioni compiute ad oggi in Italia. Gli arrestati, tutti maschi e di età compresa tra 21 e 59 anni, sono accusati di sfruttamento sessuale dei minori online. Gli indagati detenevano ingente materiale pedopornografico e decine di migliaia di file illegali. L’operazione è stata condotta dal Centro operativo per la sicurezza cibernetica di Catania, con la collaborazione del Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia online (Cncpo) del Servizio Polizia postale. Due degli arrestati avevano anche immagini e video autoprodotti con abusi sessuali su minori, vittime che sono state già identificate dagli operatori di Polizia. L’indagine, attraverso un’attività sotto copertura su una piattaforma di messaggistica istantanea, ha consentito di individuare diversi gruppi dediti allo scambio di materiale pornografico minorile, con bambini abusati in età infantile ed episodi di zooerastia con vittime minori. L’identificazione degli utenti, che attivamente scambiavano immagini e video di pornografia minorile, ha richiesto un lungo lavoro di approfondimento, anche all’estero. La gran parte degli indagati faceva ricorso a sofisticati sistemi di crittografia e all’archiviazione in cloud. Gli arrestati risiedono nelle province di Catania, Siracusa, Agrigento, Napoli, Pescara, Foggia, Roma, Latina, Milano, Brescia, Firenze, Reggio Calabria, Cosenza, Pordenone, Lecce, Viterbo, Avellino, Barletta-Andria- Trani, Frosinone, Varese, Vicenza, Cagliari. Le perquisizioni sono state eseguite nelle città di Agrigento, Arezzo, Avellino, Bari, Bergamo, Bologna, Brescia, Cagliari, Caltanissetta, Caserta, Catania, Chieti, Como, Cosenza, Cremona, Firenze, Foggia, Frosinone, Genova, Latina, Lecce, Livorno, Mantova, Massa Carrara, Messina, Milano, Modena, Monza Brianza, Napoli, Oristano, Palermo, Parma, Pesaro, Pescara, Pisa, Pistoia, Pordenone, Potenza, Ragusa, Ravenna, Reggio Calabria, Rimini, Roma, Salerno, Savona, Siracusa, Sondrio, Sud Sardegna, Taranto, Torino, Trapani, Treviso, Varese, Verona, Vicenza e Viterbo.

Dichiarazioni del procuratore di Catania Francesco Curcio

“Il fenomeno della pedopornografia online è “in crescita” e lo si “deve contrastare, e noi lo contrastiamo ma naturalmente sarebbe necessario prevedere delle misure più incisive di carattere restrittivo nei confronti delle persone che fanno questo ignobile commercio. Alcune di queste erano frequentate da persone che avevano nick name come ‘niño con animales’ e ‘niño primeros da zero a sei anni’. L’indagine tratta fatti enormemente gravi con migliaia di bambini che resteranno segnati da questi abusi. La Polizia postale di Catania ha aperto un vaso di Pandora, confermando che nel web si cercano di occultare metastasi che girano all’impazzata. Ci sono vittime in tutto il mondo e tenteremo di individuale per dare loro il sostegno necessario“.

Unical. Laurea “honoris causa” in Ingegneria gestionale a Santo Versace

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L’Università della Calabria conferirà la laurea “honoris causa” in Ingegneria gestionale a Santo Versace per la straordinaria carriera imprenditoriale nell’industria della moda e nella promozione del “Made in Italy” nel mondo. La cerimonia, che sarà presieduta dal rettore Nicola Leone, si svolgerà lunedì 10 marzo, alle ore 11.00 presso l’Aula Magna “Beniamino Andreatta”. Interverranno Francesca Guerriero, direttrice del dipartimento di Ingegneria meccanica, energetica e gestionale (Dimeg) e Giuseppina Ambrogio, coordinatrice del corso di laurea in Ingegneria gestionale. La “laudatio” sarà tenuta da Luigino Filice, ordinario di Tecnologie e sistemi di lavorazione presso il Dimeg. A rappresentare il mondo delle imprese porterà i saluti Francesco Cicione, presidente di Entopan.

Sequestrarono imprenditore, sei arresti a Brescia: società legate all’ndrangheta

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Avrebbero sequestrato un imprenditore sottraendogli beni per oltre un milione e mezzo di euro. Questa l’accusa  alla quale si aggiunge anche l’estorsione, mossa da Procura di Brescia e Guardia di Finanza nei confronti di sei persone raggiunte da ordinanza di custodia cautelare “Condotte delittuose emerse in un più ampio contesto connesso ad indagini di polizia economico finanziaria, finalizzate a disvelare un collaudato sistema di evasione fiscale alimentato da un circuito di fatture per operazioni inesistenti per oltre 250 milioni di euro“. Sarebbero per questo state create società operanti nel settore edile dedite alla somministrazione illecita di manodopera, operative nelle province di Brescia, Milano e Bergamo. Nel corso delle indagini sono stati sequestrati oltre 2 milioni di euro. L’inchiesta è nata nel 2022 e ha portato alla luce la presenza sul territorio bresciano di due strutture complementari, di cui una partecipata da persone legate alla cosca ‘ndranghetista Piromalli-Molé. Nei confronti delle società coinvolte è scattato un sequestro preventivo per un importo complessivo pari a oltre 27 milioni di euro, “quale provento delle indebite compensazioni effettuate, mediante crediti d’imposta inesistenti e dell’imposta evasa conseguente all’omessa presentazione delle prescritte dichiarazioni fiscali”. La Guardia di Finanza ha eseguito anche nove misure interdittive nei confronti di sette imprenditori edili e nei confronti di due professionisti di Brescia, per il concorso nel reato di “indebita compensazione” di crediti inesistenti, per un importo di circa 1,5 milioni di euro.