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Catanzaro. Interruzione idrica in alcune zone della città

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A seguito di un indifferibile ed urgente intervento di riparazione della condotta idrica su via Piave, è stata sospesa l'erogazione dal serbatoio Madonna dei Cieli per le seguenti zone: da via Luigi Rossi a via Indipendenza, da via Cortese a San Leonardo, via Milano, via Crispi, via Schipani, via Buccarelli, via Jannelli, via Mario Greco, via De Riso e aree limitrofe. Il servizio verrà ripristinato al termine dei lavori, presumibilmente nel tardo pomeriggio.

Catanzaro. Impianto crematorio nel cimitero di via Paglia. Sergi: “Si concretizza finalmente una battaglia di civiltà”

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“L’avvio dell’iter per la realizzazione dell’impianto di cremazione nel cimitero di via Paglia rappresenta una battaglia di civiltà che finalmente entra in una fase concreta dopo anni di immobilismo”. Lo afferma Danilo Sergi, commentando l’atto di indirizzo approvato dalla Giunta comunale per la redazione del Progetto di Fattibilità Tecnica ed Economica di un impianto crematorio a Catanzaro. “Si tratta di una scelta importante, attesa da tempo da tanti cittadini – prosegue Sergi – perché garantisce un diritto fondamentale: quello di poter decidere liberamente come salutare i propri cari senza essere costretti a rivolgersi fuori regione, con costi economici e umani spesso insostenibili». Secondo Sergi, l’impianto di cremazione non è solo una risposta a un bisogno concreto, ma anche uno strumento di pianificazione moderna: «Parliamo di un servizio pubblico essenziale, che aiuta anche a gestire in modo più razionale e sostenibile gli spazi cimiteriali, evitando il continuo ricorso a soluzioni tampone e ampliamenti emergenziali”.

Catanzaro, confermato anche per il 2026 il servizio di “nuoto in piscina” per persone con disabilità

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L’Amministrazione comunale di Catanzaro rinnova anche per l’anno 2026 il servizio di avviamento allo sport “nuoto in piscina” rivolto alle persone con disabilità, confermando un intervento che negli anni ha prodotto risultati significativi sul piano dell’inclusione sociale, del benessere psicofisico e della qualità della vita dei partecipanti. La Giunta comunale ha approvato le direttive al Settore Politiche Sociali ed Abitative, prevedendo uno stanziamento complessivo di 20 mila euro, destinato a garantire la partecipazione di 20 utenti residenti a Catanzaro, di età compresa tra i 3 e i 55 anni, in possesso del riconoscimento della condizione di disabilità ai sensi della Legge 104/92. Il servizio si svolgerà presso le due piscine pubbliche attrezzate presenti in città – la piscina comunale di Pontepiccolo e quella del Centro polisportivo di Giovino – e sarà articolato in due periodi: marzo-luglio 2026 e settembre-dicembre 2026. Nel rispetto delle più recenti normative nazionali e regionali in materia di disabilità e progetti di vita individualizzati, l’Amministrazione ha stabilito che: 15 posti saranno assegnati tramite avviso pubblico; 5 posti saranno riservati a persone con disabilità inserite nei Progetti di Vita, individuate dal Servizio Sociale Professionale e valutate dall’Unità di Valutazione Multidimensionale, composta da Comune, ASP e altri soggetti competenti. “Si tratta di un servizio che non ha solo una valenza sportiva, ma anche terapeutica, educativa e sociale – sottolinea l’assessore alle Politiche Sociali, Nunzio Belcaro–. Il nuoto assistito rappresenta uno strumento fondamentale per promuovere autonomia, benessere e inclusione, in linea con i principi della riforma sulla disabilità e con il modello dei progetti personalizzati di vita”. L’intervento si inserisce in una strategia più ampia di politiche sociali orientate alla centralità della persona, al sostegno delle famiglie e alla costruzione di una città sempre più accessibile, equa e solidale.

Catanzaro. Capellupo: "Avviata la procedura di gara per la costruzione dell'Asilo nido pubblico nel quartiere Cavita"

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«È stata ufficialmente avviata la procedura di gara per la selezione dell’operatore economico che realizzerà il nuovo asilo nido nel quartiere Cavita». Lo annuncia il consigliere comunale Vincenzo Capellupo. «Parliamo di un intervento strategico per il quartiere e per l’intera città, finanziato con fondi del PNRR per un importo di quasi un milione di euro, che consentirà la realizzazione di una struttura moderna, sicura e funzionale, capace di rispondere in maniera concreta ai bisogni delle famiglie e di rafforzare l’offerta dei servizi educativi per la prima infanzia». «La realizzazione dell’asilo nido – aggiunge Capellupo – rappresenta anche una grande occasione di rigenerazione urbana, perché permetterà di riqualificare uno spazio in via Baarlam Da Seminara che versa da 20 anni in condizioni di degrado, restituendolo alla comunità come luogo vivo, accogliente e utile, pensato non solo per i bambini ma per tutto il quartiere». «Si tratta di un investimento che va oltre la semplice opera pubblica – conclude – perché unisce inclusione sociale, diritto all’educazione e valorizzazione del territorio, dimostrando come le risorse del PNRR possano tradursi in interventi concreti e duraturi per migliorare la qualità della vita dei cittadini. Ringrazio per aver condiviso con me questa progettualità il sindaco Nicola Fiorita, gli assessori Nunzio Belcaro e Pasquale Squillace e i settori comunali coinvolti nelle operazioni».

Contrasto ai reati ambientali: 5 sequestri nel lametino

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Nel corso dei mesi di novembre e dicembre 2025 e nelle prime settimane del 2026 è stata svolta, sotto l’egida della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lamezia Terme, un’intensa operazione di controllo, al fine di verificare la regolarità in materia di gestione degli scarichi e dei rifiuti. L’attività ha riguardato quattro frantoi nell’hinterland lametino e un’azienda che opera nel settore di rifiuti. Nello specifico, i militari del “gruppo interforze”, costituito  nel mese di ottobre del 2025  dall’attuale Procuratore della Repubblica ff – che direttamente lo coordina unitamente ai due Sostituti assegnati al gruppo 1 indagini, specializzato  in materia di reati ambientali - al fine di  avviare  una più costante, incisiva e coordinata azione di contrasto in materia di criminalità ambientale, della Guardia Costiera di Vibo Valentia e di Pizzo, del Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Vibo Valentia e del Gruppo della Guardia di Finanza di Lamezia Terme, con il supporto e contributo tecnico scientifico dell’Arpacal di Catanzaro, hanno riscontrato delle irregolarità, riconducibili alla gestione non conforme delle acque di vegetazione, in quattro frantoi ispezionati; in alcuni opifici è stato riscontrato che le acque di vegetazione e/o le acque di lavaggio delle olive e degli impianti finivano, senza la necessaria autorizzazione e senza alcun trattamento, direttamente nei vicini torrenti o nei fossi della zona. Per uno dei frantoi si è reso necessario il sequestro dell’intera linea di produzione. I militari, inoltre, individuavano in tre frantoi che alcune aree, afferenti alle aziende olearie, venivano illegalmente destinate all’accumulo di rifiuti, anche speciali. In uno di questi si accertava che un’intera area pari a 6500 mq veniva adibita a deposito non autorizzato di veicoli fuori uso. Al fine di impedire la continuazione della condotta inquinante, le fonti dell’inquinamento venivano interrotte e sequestrate e i trasgressori deferiti alla competente Autorità Giudiziaria. Nei primi giorni di gennaio 2026 è stato posto sotto sequestro un “Impianto di messa in riserva, recupero e deposito preliminare di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi", impianto questo gestito da una Società che opera in regime di appalto nella gestione dei rifiuti e di igiene urbana per diversi Comuni in Calabria, ubicata in Zona Industriale del Comune di Lamezia Terme, poiché non osservava diverse prescrizioni contenute nell’autorizzazione rilasciata dalla Regione Calabria. Tra queste, i militari hanno  accertato che vi era la presenza di rifiuti abbancati in aree scoperte dell’azienda, sprovvisti di idonea copertura nella parte superiore atta a prevenire la contaminazione dall’azione delle intemperie, che presentavano gocciolamento di percolato da rifiuto direttamente sulla pavimentazione impermeabile, con inevitabile contaminazione delle acque di prima pioggia e di dilavamento dei piazzali (è stato accertato come la Società avesse superato nel tempo  anche le soglie quantitative indicate nelle relative autorizzazioni amministrative). Nel merito giova precisare che le acque meteoriche di dilavamento, allorquando vengano a contatto con sostanze inquinanti o pericolose (polveri, sostanze e detriti normalmente presenti sul suolo), devono essere qualificate come reflui industriali, ai sensi dell’art. 74 comma 1 lettera h) del D. Lgs. 152/2006, poiché originati dall’attività di impresa e quindi non riconducibili alla disciplina dell’art. 113 comma 1 e 2, avendo perso la loro originaria natura a causa della contaminazione. A peggiorare il quadro si è accertato che l’impianto di trattamento delle acque meteoriche e di piazzale è risultato non funzionante con immissione diretta dei reflui, in assenza di trattamenti, tramite un pozzetto scolmatore, nel sistema di raccolta delle acque bianche esterno all’impianto. I militari, inoltre, individuavano in un’area adiacente all’impianto, di proprietà della Società ispezionata, per la quale erano in corso dei lavori di ampliamento del medesimo impianto, vi era la presenza di rifiuti quali plastiche, miscugli o scorie di cemento, mattoni, mattonelle e ceramiche, rifiuti da costruzione e demolizione vetro, terre e rocce che poggiavano direttamente su terreno nudo e non era presente, anche in questa zona, nessun tipo di copertura, con elevata probabilità destinati al riempimento dell’area. Al fine di impedire la continuazione della condotta inquinante, le fonti dell’inquinamento venivano interrotte e sequestrate e i trasgressori deferiti alla competente Autorità Giudiziaria. Per tutte le violazioni accertate il trasgressore veniva deferito alla competente Autorità Giudiziaria. Le verifiche da parte del Gruppo Interforze continueranno nell’ottica diretta a individuare situazioni di inquinamento ambientale e/o di potenziale inquinamento ambientale, che possono avere anche incidenza diretta o indiretta sulle acque del mare che bagnamo la locale fascia costiera.   Si precisa che, per il principio della presunzione d’innocenza, la colpevolezza delle persone sottoposte ad indagini in relazione alle vicende sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna.

 

Catanzaro. Nasce il mercato dell’antiquariato e dell’artigianato nel centro storico

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L’istituzione del mercato dell’antiquariato, del vintage, del modernariato, dell’arte e dell’artigianato nel centro storico segna un passaggio concreto nell’attuazione del nuovo Regolamento per il commercio su aree pubbliche approvato dal Consiglio comunale lo scorso luglio. Una scelta che rientra in una linea chiara dell’amministrazione comunale: usare il commercio di qualità come strumento di rilancio urbano, sociale ed economico. «Con questa delibera – spiega l’assessora comunale alle Attività produttive Giuliana Furrer – iniziamo a dare forma a quanto previsto dal regolamento. Non si tratta di un intervento isolato, ma del primo passo di un percorso più ampio, pensato per rendere il centro storico uno spazio vissuto, attrattivo e capace di creare opportunità per le imprese e per la città. Il mercato si svolgerà l’ultima domenica di ogni mese e sarà dedicato a settori specifici – antiquariato, vintage, modernariato, arte e artigianato – con una collocazione studiata per garantire continuità durante tutto l’anno. Da aprile a ottobre le bancarelle saranno ospitate su Corso Mazzini, nel tratto tra piazza Grimaldi e piazza Santa Caterina; nei mesi invernali, da novembre a marzo, l’iniziativa si sposterà all’interno della Galleria Mancuso, così da poter proseguire anche nei periodi meno favorevoli dal punto di vista climatico. «Abbiamo lavorato – prosegue Furrer – per costruire un modello ordinato e riconoscibile, evitando improvvisazioni. La scelta delle aree, la cadenza mensile e l’individuazione dei settori merceologici rispondono all’esigenza di dare stabilità agli operatori e di offrire ai cittadini appuntamenti chiari, facilmente riconoscibili e destinati a durare nel tempo». Un aspetto centrale riguarda anche la gestione del mercato. L’organizzazione sarà affidata tramite avviso pubblico a organizzazioni o associazioni di categoria in possesso dei requisiti richiesti, sulla base di criteri che tengono conto dell’esperienza maturata in iniziative analoghe, della capacità di coinvolgere espositori qualificati e della qualità del progetto complessivo, comprese le attività di comunicazione e promozione. «La qualità resta un punto fermo – sottolinea l’assessora – così come la capacità di fare rete. L’avviso pubblico garantisce trasparenza e consente di selezionare proposte in grado di valorizzare davvero il mercato, rendendolo attrattivo sia per gli operatori che per chi lo frequenterà». Il mercato artigianale e creativo non esaurisce il percorso avviato con il regolamento. «A breve – annuncia Furrer – seguirà un altro provvedimento dedicato ai coltivatori diretti, con un appuntamento previsto in un’altra domenica del mese. L’obiettivo è costruire un calendario equilibrato, che tenga insieme produzioni artigianali, agricole e identità del territorio». Alla base di tutto c’è una visione precisa. «È un lavoro che si inserisce pienamente nell’ottica del rilancio del centro storico e che rafforza il Piano presentato dalla consigliera comunale Daniela Palaia – conclude l’assessora –. Portare persone, sostenere le imprese, valorizzare il lavoro artigiano e agricolo significa dare nuova vitalità agli spazi urbani e restituire centralità a luoghi che devono tornare a essere vissuti ogni giorno”.