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Villa San Giovanni. Beccato in auto con più di 100kg di hashish

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A Villa San Giovanni, in provincia di Reggio Calabria, nell’area degli imbarchi per la Sicilia gli uomini della Guardia di Finanza hanno arrestato un 46enne residente in provincia di Roma, con l’accusa di traffico di sostanze stupefacenti. L’uomo viaggiava a bordo di un’auto, sulla quale erano nascosti 125 chili di hashish, ed era diretto verso l’isola. La sostanza stupefacente, contenuta in sei borsoni, è stata trovata, nel corso di una perquisizione, dai finanzieri della Compagnia di Villa San Giovanni con l’ausilio di due cani antidroga. Al 46enne, gli viene contestato il reato di traffico di sostanze stupefacenti, inoltre sono stati sequestrati due telefoni cellulari che saranno adesso esaminati nel tentativo di individuare le persone alle quali era destinata la droga.

Locride. Sequestrati cinque autolavaggi per reati ambientali

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I carabinieri della Compagnia di Locri hanno sequestrato 5 autolavaggi e denunciato 6 persone, due delle quali di nazionalità indiana. Dai controlli effettuati, i militari hanno accertato che le acque reflue industriali provenienti dagli impianti di lavaggio auto, non subivano  i trattamenti depurativi previsti, ed erano privi dell’autorizzazione unica ambientale, e  immessi nella rete fognaria comunale. A Bovalino, i militari hanno scoperto l’esistenza di due esercizi abusivi di lavaggio auto all’interno di due garage privati.  I residui industriali finivano direttamente nelle fogne comunali e, uno di questi, era allacciato abusivamente alla rete idrica e alla rete elettrica. Ad Ardore e Platì  altri due autolavaggi sono risultati sprovvisti della prevista autorizzazione ambientale. I Carabinieri hanno verificato che le acque di risulta erano immesse, senza alcun trattamento di depurazione, nel sottosuolo attraverso dei pozzetti muniti di griglia. Infine a Siderno, i militari della locale Stazione hanno accertato che l’autolavaggio oggetto di controllo, sebbene munito di vasche di filtraggio e scarico, era privo della prevista autorizzazione attestante il regolare smaltimento dei fanghi di risulta. Presenti liquami pericolosi.

Stilo. A caccia senza autorizzazioni e con armi clandestine, Arrestati

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I carabinieri della Stazione di Stilo e dello Squadrone Eliportato Cacciatori Calabria, nell’ambito di un servizio mirato a contrastare l’attività venatoria illegale, hanno sorpreso un 61enne del luogo e i suoi due figli di 37 e 28 anni, mentre si dedicavano alla caccia in terreni privati, senza possedere alcun titolo di polizia per la detenzione e il porto di armi. I militari a seguito di una perquisizione sia sul posto che nell’abitazione dei tre, hanno rinvenuto armi clandestine, munizioni e una modica quantità di sostanze stupefacenti. Inoltre sono state trovate due carcasse di piccoli volatili, risultato della precedente battuta di caccia illegale. Tratti in arresto, gli uomini si trovano ai domiciliari a seguito dell’udienza di convalida da parte del Gip.

Reggio Calabria. Protesta imprese funerarie, la risposta del consigliere Neri

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Riceviamo e pubblichiamo.
 
La protesta odierna fuori Palazzo Campanella da parte di alcune imprese funerarie contro la legge regionale di riforma del settore da me proposta, non ha alcun senso e trovo inappropriate e tendenziose le affermazioni dell’imprenditore Giuseppe Triolo, rappresentante di FunerCalabria. La norma inerente le disposizioni in materia funeraria e polizia mortuaria vuole regolamentare il servizio funebre dando ordine ad un settore non controllato in maniera adeguata con le precedenti leggi regionali ma soprattutto, vuole assicurare le migliori funzionalità dei servizi resi agli utenti, nel rispetto dei principi di trasparenza, di concorrenza e della disposizione legislativa nazionale di riferimento. La sedicente FunerCalabria costituitasi solo di recente e guidata dal signor Triolo, non rappresentando le imprese di pompe funebri dell’intera Regione Calabria, non può ritenersi voce assoluta del comparto tant’è che in verità, la stragrande maggioranza degli imprenditori ha espresso in più occasioni, apprezzamenti e condivisione dei contenuti della legge. Peraltro, compito di chi amministra è tutelare l’interesse e il bene della collettività e non quello di qualche soggetto che, evidentemente, per esclusivo ed innominabile interesse personale, tenta di distorcere la verità assurgendosi a rappresentante di inesistenti consistenti gruppi di impresari funebri. Siamo stati sempre aperti al dialogo, disponibili e certamente non essendo ricattabili, auspichiamo che la velata minaccia di rivolgersi ad altre Istituzioni, e intendo alla Procura della Repubblica, possa essere utile per far emergere gli interessi  soggettivi che a differenza della norma approvata dal Consiglio regionale, qualcuno intende tutelare.
 
On. Giuseppe Neri
Capogruppo  di FDI in Consiglio regionale

Polistena. Denunciate 52 persone per occupazione abusiva di alloggi

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I Carabinieri di Polistena (RC), hanno denunciato 52 persone dopo una campagna di controlli volti a prevenire e reprimere fenomeni di occupazione abusiva degli alloggi residenziali pubblici di quel comune. A suscitare l’attenzione dei militari, un fatto di sangue verificatosi, a luglio del 2022. In uno dei complessi di case popolari del comune un 51enne, dipendente del Comune di Polistena e beneficiario di alloggio pubblico, aveva aggredito a coltellate due pregiudicati romani, in quel momento ospitati in un altro appartamento di quel complesso. L’uomo era stato arrestato per tentato omicidio ma le indagini hanno consentito di ricostruire che chi ospitava i due accoltellati, non aveva titolo a risiedere in una casa popolare. I militari dell’Arma hanno controllato le documentazioni di oltre 300 unità abitative, alcune di proprietà dell’ente locale, altre gestite dal comune per conto dell’ATERP, ente pubblico non economico con funzioni ausiliarie alla Regione Calabria in materia di edilizia residenziale pubblica. Il risultato è che ogni dieci alloggi controllati, i militari ne hanno individuato almeno uno occupato senza titolo o occupato solo saltuariamente dai beneficiari. Nelle case popolari c’erano nuclei familiari che, in spregio ai criteri di assegnazione e alle graduatorie comunali, avevano, negli anni, occupato alloggi senza nessuna formale investitura, sia famiglie che, pur dimorando in altre abitazioni, non avevano rilasciato l’alloggio che, ai tempi, era stato loro assegnato sulla base di necessità economiche oggi non più attuali. Fra questi ultimi, si segnala il caso di un 40enne con precedenti di polizia che, trasferitosi in nord Italia per lavoro, manteneva l’alloggio come pied-à-terre quando tornava a Polistena per le festività. I carabinieri hanno poi riscontrato che, in uno dei casi analizzati, vi era stato un vero e proprio mercato dell’alloggio pubblico. È risultato, infatti, che una delle famiglie alloggiava in un appartamento per il quale corrispondeva un canone di locazione ad un proprietario. I Carabinieri hanno perciò denunciato 52 polistenesi, 19 dei quali già noti agli investigatori per precedenti deferimenti e 14 beneficiari di forme di sostegno del reddito erogate dagli Enti Previdenziali, ritenendoli responsabili di invasione di edifici pubblici e truffa.

NOTA DEL COMMISSARIO STRAORDINARIO DI ATERP CALABRIA GRAZIA MARIA CARMELA IANNINI

“Desidero esprimere vivissima gratitudine verso l’Arma dei carabinieri per l’esito delle indagini e dei controlli nel Comune di Polistena protesi alla prevenzione ed alla repressione di fenomeni di occupazioni abusive degli alloggi di edilizia residenziale pubblica che impediscono non soltanto l’assegnazione legittima degli alloggi a tutti quei cittadini che, diligentemente, attendono l’accesso ad un alloggio popolare attraverso le ordinarie graduatorie di legge ma che determinano anche un evidente danno economico nei confronti di Aterp Calabria, che non percepisce il canone determinato dall’occupazione arbitraria degli alloggi. Ci costituiremo, ove ne ricorrano le condizioni parte civile in tutti i processi che si terranno, in Calabria, per le occupazioni abusive degli alloggi di edilizia residenziale pubblica affidati all’ente. In questi mesi, peraltro, con le forze dell’ordine e con le Prefetture siamo al lavoro, convintamente ed in linea con le precise indicazioni pervenute, nei mesi scorsi, dal Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, per fronteggiare un fenomeno non più tollerabile che lede la credibilità delle stesse Istituzioni soprattutto laddove, in particolare nelle periferie urbane delle città più grandi, si inseriscono fenomeni determinati dalla pervasività della criminalità organizzata che deve essere fronteggiata con tutti i mezzi a disposizione dello Stato per ristabilirne la sovranità e spezzare un intollerabile vortice criminoso che colpisce anche nuclei familiari deboli ed indifesi“.

Rosarno. Auto contro pilastro, Due morti e un ferito

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Due giovani fidanzati di 23 anni Francesco Giovinazzo e Gessica Muià sono morti in un incidente stradale avvenuto nella notte a Rosarno, nel reggino. Stavano percorrendo una strada del centro abitato a bordo di un Fiat 500 quando hanno preso in pieno un pilastro in cemento. Insieme a loro in macchina c’era il cugino che è rimasto ferito. E’ stato portato nel Grande ospedale metropolitano di Reggio Calabria, dove si trova ricoverato in prognosi riservata. I tre giovani, nel momento dell’incidente, erano appena usciti da un locale dove, insieme ad altri amici, avevano festeggiato il compleanno di Gessica Muià. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco ed i carabinieri, insieme alla polizia locale ed al personale del 118. Giovinazzo lavorava come operaio edile e da poche ore aveva proposto alla fidanzata di sposarlo. “Non solo è il tuo compleanno – ha scritto su Instagram. Io ti amo più della mia stessa vita. Ce lo siamo promessi fino alla morte“. Dai primi accertamenti è emerso che Francesco Giovinazzo che si trovava alla guida dell’auto, non aveva mai conseguito la patente e che l’auto coinvolta nell’incidente era priva di assicurazione. La Procura della Repubblica di Palmi, che coordina le indagini , ha disposto sui corpi delle due vittime e sul terzo giovane rimasto ferito l’effettuazione dell’alcol test e di esami tossicologici.