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Sequestrati nel reggino oltre 6 kg di marijuana. Arrestate tre persone

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Tre persone arrestate per detenzione illecita di sostanze stupefacenti. E’ il bilancio di un’attività svolta dagli agenti del Commissariato di Polizia di Polistena coadiuvato da personale del Commissariato di Gioia Tauro. A Laureana di Borrello, nel reggino, i poliziotti impegnati nel servizio di controllo del territorio, hanno notato due auto che, a velocità sostenuta e vicine tra di loro, non permettevano ad un’altra macchina di passare. Gli agenti hanno inseguito e fermato i veicoli e, nel bagagliaio di una delle due, hanno trovato e sequestrato 11 involucri contenenti marijuana, per un peso complessivo di 5 chili e 400 grammi. Il conducente, un giovane di 23 anni con precedenti di polizia, è stato arrestato. Altri due arresti sono stati fatti in un ulteriore servizio di controllo in una fattoria in San Pietro di Caridà, gestita da due fratelli, di 41 e 42 anni, entrambi con precedenti. Gli agenti hanno trovato 950 grammi di marijuana nascosti tra rovi spontanei. Trovata anche una macchina termosaldante, usata per il confezionamento delle dosi insieme ad altro materiale. La sostanza stupefacente sequestrata, una volta immessa sul mercato, avrebbe fruttato la somma di circa 30 mila euro.

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Porto Gioia Tauro. Maxi operazione antidroga, Il plauso di Agostinelli: "Incisivo il lavoro della Magistratura e delle Forze dell' Ordine"

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Il presidente dell’Autorità di Sistema portuale dei Mari Tirreno meridionale e Ionio, Andrea Agostinelli, esprime il suo plauso in merito all’operazione anti-droga, finalizzata al contrasto del traffico internazionale di sostanze stupefacenti, che questa mattina ha portato al sequestro di tre tonnellate di cocaina nel porto di Gioia Tauro, condotta dai finanzieri del comando provinciale di Reggio Calabria ed i funzionari dell'Ufficio dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Gioia Tauro, con il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria. "Lo scalo portuale di Gioia Tauro – dichiara il presidente Andrea Agostinelli – è un sicuro avamposto di legalità. L’attento e approfondito lavoro degli inquirenti e delle forze dell’ordine dimostra che la ‘ndrangheta viene combattuta e sconfitta in Calabria. Del resto, i numerosi controlli disposti dalla Magistratura e dalle Forze di Polizia sono la testimonianza di quanto a Gioia Tauro la presenza dello Stato sia più incisiva che in qualunque altro porto nel mondo, attraverso un’assidua azione di prevenzione e di contrasto del malaffare".

Ponte sullo stretto. Il sì da parte dei comuni di Calanna, Laganadi, San Roberto, Sant' Alessio e Fiumara

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Il Decreto Ponte va avanti spedito. E, grazie a parlamentari attenti al nostro territorio, va avanti anche con un occhio di riguardo alle realtà locali che, molto probabilmente, verrebbero altrimenti bypassate o comunque non tenute in grande considerazione, come invece sta accadendo.” A dirlo – in una nota stampa – sono i sindaci dei comuni di Calanna, Laganadi, San Roberto, Sant’Alessio in Aspromonte e Fiumara Domenico Romeo, Michele Spadaro, Antonino Micari, Stefano Calabrò e Vincenzo Bellè, intervenendo a proposito delle ultime novità di Governo strettamente connesse all’Area dello Stretto, che riguardano il cosiddetto “Decreto Ponte”.

NOTA

“I nostri Comuni saranno quelli maggiormente interessati dalla grande costruzione e dalle opere complementari. Pertanto, è fondamentale che qualcuno pensi con cognizione di causa a tutte le ricadute che avremo da queste parti, tentando al contempo di strappare qualche buon risultato per ottenere migliorie per tutto il contesto dell’Area dello Stretto. Riteniamo che gli emendamenti al Decreto Ponte che portano la firma dell’Onorevole Francesco Cannizzaro vadano proprio in questa direzione. In particolare quello approvato ieri, che darà man forte all’Autorità di Sistema portuale dello Stretto affinché intervenga sui porti di zona, quindi Reggio Calabria, Villa San Giovanni ed anche Saline Joniche. Il Ponte ci sarà, è solo questione di tempo; quindi non possiamo permetterci di restare inermi e passivi dinnanzi ad una svolta epica. Come Area dello Stretto – scrivono ancora i Sindaci – dobbiamo arrivare pronti dal punto di vista infrastrutturale e della mobilità. In questo senso, i porti vicini al Ponte saranno fondamentali per una serie di aspetti… in primis quello dei trasporti alternativi, ma non meno importanti la logistica ed il turismo, quindi in chiave economica. Chi non riesce a leggere tra le righe vuol dire che non comprende fino in fondo cosa voglia dire la costruzione del Ponte e cosa porterà con sé. Il nostro Deputato di riferimento non solo lo ha capito, ma ha capito quanto importante sia poter essere all’interno di determinate dinamiche connesse al Ponte, da cui trarre vantaggi e non le solite lamentele da benaltrismo che portano solo stallo e inerzia.”

Domenico Romeo – Sindaco di Calanna
Michele Spadaro – Sindaco di Laganadi
Antonino Micari – Sindaco di San Roberto
Stefano Calabrò – Sindaco di Sant’Alessio
Vincenzo Bellè – Sindaco di Fiumara

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Rosarno. Commercialista accusato di aver sfruttato le proprie competenze contabili a favore della cosca Pesce, Sequestrati 400 mila euro

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La Guardia di Finanza di Reggio Calabria ha sequestrato beni mobili ed immobili per un valore complessivo di circa 400 mila euro ad un commercialista di Rosarno rinviato a giudizio per i reati di concorso esterno in associazione mafiosa e concorso in estorsione aggravato dal metodo mafioso. Il professionista è accusato di aver sfruttato a favore della cosca Pesce le proprie competenze in materia contabile, societaria e fiscale al fine di favorirne gli interessi economici ed evitare che iniziative giudiziarie potessero aggredirne i patrimoni immobiliari. L’obiettivo è stato raggiunto attraverso la creazione di società cantiere, intestazioni fittizie e periodiche modifiche delle compagnie societarie. Il commercialista ha messo anche disposizione del clan il proprio studio, utilizzato come base per incontri su questioni di interesse della cosca e per compiere affari illeciti. Le indagini di natura patrimoniale – compiute dalle fiamme gialle su delega della Direzione Distrettuale di Reggio Calabria – hanno fatto emergere una notevole sproporzione tra il patrimonio nella disponibilità diretta e indiretta del professionista è la capacità reddituale dichiarata. Al termine dell’operazione la Sezione misure di prevenzione del Tribunale, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, ha emesso il provvedimento di sequestro di beni mobili ed immobili nella sua disponibilità. Sequestrati due fabbricati, due terreni, tre auto, denaro contante per circa 40 mila euro e di tutti i rapporti bancari, finanziari e le rispettive risorse economiche.

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Nuovo sbarco di migranti nel porto di Roccella Jonica

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Nuovo sbarco di migranti nella notte nel porto di Roccella Ionica, nella Locride. Si tratta di 55 extracomunitari, in prevalenza afgani e siriani, tra cui anche 5 donne, 7 bambini e diversi nuclei familiari. I profughi, secondo le indagini, sono partiti nella tarda serata di mercoledì scorso dalla costa della Turchia a bordo di una barca a vela individuata dalla Guardia Costiera di Roccella Ionica alla deriva a diverse miglia di distanza dal porto roccellese. Una motovedetta della Guardia Costiera ha tratto in salvo i migranti trasportandoli sino al porto calabrese dove sono stati sottoposti a controllo medico. Su disposizione della Prefettura di Reggio Calabria momentaneamente vengono ospitati nella tensostruttura realizzata oltre un anno e mezzo fa all’interno del porto e gestita dai volontari della Croce Rossa, della Protezione civile e da una equipe di Medici senza frontiere. Con quello di questa notte sale a 13 il numero degli sbarchi nel Porto calabrese nel solo 2023, per un totale di oltre duemila persone.

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Ardore. Casa trasformata in laboratorio per lavorazione cocaina, Due arresti

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Nelle campagne di Ardore, nella Locride, personale della squadra mobile di Reggio Calabria ha scoperto una casa trasformata in un laboratorio per la lavorazione della cocaina. Il proprietario dell’abitazione, un 60enne italiano ed un colombiano di 41 anni sono stati arrestati in flagranza del reato di detenzione e produzione illecita di sostanza stupefacente, aggravati dall’ingente quantità. I poliziotti hanno osservato l’italiano scendere dalla propria auto mentre trasportava pesanti buste della spesa. Fatta irruzione all’interno della casa, hanno trovato i due soggetti intenti a tagliare e confezionare droga. Trovati e sequestrati circa 34 chili di cocaina, oltre 11 chili di sostanza da taglio e un grosso quantitativo di acetone. Nell’abitazione era stata allestita una vera e propria raffineria dove la droga veniva sottoposta a un processo di miscelazione tra la cocaina, con un altissimo grado di purezza, e la sostanza da taglio. Il composto serviva poi a realizzare panetti del peso di un chilogrammo ciascuno. Per realizzare tale processo all’interno dello stabile era stata installata una pressa idraulica. Nel laboratorio, inoltre, erano presenti frullatori, un forno a microonde, bilance e tutta un’altra serie di attrezzi funzionali a tagliare la cocaina. Su richiesta del procuratore di Locri Giuseppe Casciaro e del pm titolare delle indagini, il gip ha ritenuto sussistenti i gravi indizi di reato e ha emesso nei confronti dell’italiano e del colombiano un’ordinanza di custodia cautelare in carcere.

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