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Porto di Gioia Tauro. Approvati all'unanimità il bilancio consuntivo e la relazione annuale 2022

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Con il parere favorevole dei revisori dei conti, il Comitato di Gestione, riunitosi questa mattina nei locali dell’Autorità di Sistema portuale dei Mari Tirreno meridionale e Ionio, ha approvato all’unanimità il Bilancio Consuntivo relativo all’esercizio 2022 e la collegata Relazione annuale. Tra le pieghe del documento finanziario, redatto dal dirigente di Settore Luigi Ventrici, è stata evidenziata la positività della gestione attraverso alcuni elementi, che ne definiscono la ponderatezza con cui è stato amministrato l’Ente. Quale risultato dell’accertamento del Consuntivo 2022, è stato rilevato: il rispetto dei limiti di spesa, per come previsto dalla normativa vigente in materia, la riscossione in conto competenza di oltre il 97% dei canoni demaniali, ma anche il pagamento delle fatture con 12 giorni di anticipo dalla scadenza, rispetto ai limiti stabiliti per legge, quale segno di attenzione verso i propri fornitori. Nello specifico, dall’analisi del documento finanziario, è stato accertato un avanzo di amministrazione di oltre 130 milioni di euro. Si tratta di somme, in parte, già vincolate alla valorizzazione infrastrutturale degli scali portuali, che ricadono nella propria circoscrizione. A scopo prudenziale, l’Ente ha, inoltre, vincolato 16 milioni di euro a copertura di eventuali spese da affrontare in caso di soccombenza dei contenziosi in essere. Dalla illustrazione della rendicontazione, l’ammontare delle Entrate, accertate nel corso del 2022, ammonta a circa 68 milioni di euro a fronte dei 68 milioni di euro destinati alle Uscite. Sono stati, complessivamente, riscossi 36 milioni di euro mentre i pagamenti effettuati hanno avuto una consistenza di 22 milioni di euro. Il fondo cassa al 31 dicembre 2022 è di circa 169 milioni di euro. Si tratta di somme liquide importanti, che hanno una chiara destinazione d’uso e sono disponibili per finanziare ulteriori opere infrastrutturali. L’oculata gestione economica dell’Ente è stata, come ormai da diversi anni, finalizzata anche nel 2022 all’abbattimento delle tasse d’ancoraggio, da rimborsare alle compagnie di navigazione che attraccano negli scali portuali di competenza dell’Ente, al fine di sostenere la competitività dei propri porti.  L’approvazione del Bilancio Consuntivo 2022 e della relativa Relazione annuale è stata preceduta, nella giornata di ieri, dalla presentazione all’Organismo di Partenariato, che ha espresso il consenso unanime ai due Documenti, da parte del presidente dell’Autorità di Sistema portuale dei Mari Tirreno meridionale e Ionio, Andrea Agostinelli. Nello specifico, il presidente Agostinelli, dalla illustrazione della Relazione annuale 2022, ha evidenziato il conseguimento degli obiettivi strategici, fissati dal Ministero delle Infrastrutture, che l’Ente, nel corso del 2022, ha raggiunto al 100 percento. Tra gli altri elementi esposti ai presenti, anche, l’andamento medio dei lavori pubblici, sostenuti dall’Ente a supporto dello sviluppo dei porti di sua competenza, completati all’80 percento. Nel corso della discussione dell’odierno Comitato di Gestione, tra le concessioni demaniale rilasciate, dopo una complessa istruttoria, illustrata ai presenti dal Dirigente di Settore Pasquale Faraone, è stata autorizzata la concessione alla ditta CADI Srl nell’ambito dello sviluppo turistico del porto di Vibo Valentia Marina. Si tratta di un’importante e attesa decisione che manifesta, altresì, la fattiva attenzione che l’Ente rivolge all’ulteriore sviluppo dello scalo portuale vibonese nel settore turistico nautico.

 

 

Reggio Calabria. Operazione "Gioventù Rurale", Revocati 63mila euro di contributi

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Un’operazione della Guardia di finanza nella provincia di Reggio Calabria, denominata “Gioventù rurale”, ha portato alla revoca di 63 mila euro di contributi revocati e segnalati alla Regione Calabria, per un importo complessivo di milione 500 mila euro di contributi controllati. L’inchiesta ha riguardato l’utilizzo dei fondi cofinanziati dall’Unione Europea in materia di Politica agricola comune per lo sviluppo dell’imprenditoria giovanile. Nella regione sono stati ispezionati venti beneficiari, tredici dei quali sono risultati non in regola per aver indebitamente ottenuto i fondi concessi nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale Calabria, con la denominazione ‘Pacchetto giovani’, mirati all’agevolazione dell’inserimento dei giovani nel settore agricolo. L’acquisizione della documentazione, l’incrocio con le Banche dati e il compimento di sopralluoghi ha consentito di appurare che molte delle certificazioni presentate in via provvisoria non sono mai divenute definitive, e che alcuni dei percettori hanno cessato la partita Iva prima dei cinque anni previsti dalla liquidazione del finanziamento pubblico. Per ottenere il finanziamento era necessario ottenere la qualifica di imprenditore agricolo professionale (Iap) o quella di coltivatore diretto (Cd) presso l’ente regionale o territoriale competente al rilascio e rispettare alcune condizioni, tra le quali la conduzione dell’azienda per almeno cinque anni successivi al ricevimento dei finanziamenti. I beneficiari ispezionati si erano avvalsi della possibilità di conseguire tali qualifiche ‘sotto condizione’, ovvero impegnandosi ad acquisirle definitivamente tali requisiti entro due anni. A seguito degli accertamenti, due terzi dei destinatari dei fondi risultati non in regola sono tenuti a restituire oltre un milione di euro.

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Reggio Calabria. Operazione "Gioventù Rurale", revocati 63mima euro di contributi

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Un’operazione della Guardia di finanza nella provincia di Reggio Calabria, denominata “Gioventù rurale”, ha portato alla revoca di 63 mila euro di contributi revocati e segnalati alla Regione Calabria, per un importo complessivo di milione 500 mila euro di contributi controllati. L’inchiesta ha riguardato l’utilizzo dei fondi cofinanziati dall’Unione Europea in materia di Politica agricola comune per lo sviluppo dell’imprenditoria giovanile. Nella regione sono stati ispezionati venti beneficiari, tredici dei quali sono risultati non in regola per aver indebitamente ottenuto i fondi concessi nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale Calabria, con la denominazione ‘Pacchetto giovani’, mirati all’agevolazione dell’inserimento dei giovani nel settore agricolo. L’acquisizione della documentazione, l’incrocio con le Banche dati e il compimento di sopralluoghi ha consentito di appurare che molte delle certificazioni presentate in via provvisoria non sono mai divenute definitive, e che alcuni dei percettori hanno cessato la partita Iva prima dei cinque anni previsti dalla liquidazione del finanziamento pubblico. Per ottenere il finanziamento era necessario ottenere la qualifica di imprenditore agricolo professionale (Iap) o quella di coltivatore diretto (Cd) presso l’ente regionale o territoriale competente al rilascio e rispettare alcune condizioni, tra le quali la conduzione dell’azienda per almeno cinque anni successivi al ricevimento dei finanziamenti. I beneficiari ispezionati si erano avvalsi della possibilità di conseguire tali qualifiche ‘sotto condizione’, ovvero impegnandosi ad acquisirle definitivamente tali requisiti entro due anni. A seguito degli accertamenti, due terzi dei destinatari dei fondi risultati non in regola sono tenuti a restituire oltre un milione di euro.

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Truffa a compagnia di assicurazioni, Tre denunce

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Una misura cautelare interdittiva del divieto di esercitare l’attività professionale per un anno, è stata notificata dai Carabinieri di Gioia Tauro nei confronti di un 83enne e i due figli di 46 e 48 anni. I tre sono stati denunciati all’autorità Giudiziaria di Palmi, per associazione a delinquere, finalizzata alla truffa aggravata verso una nota compagnia assicurativa di veicoli. Nello specifico, il provvedimento è scattato all’esito di attività di indagine avviata verso la fine del 2020, a seguito di diverse anomalie riscontrate nel corso di vari controlli alla circolazione stradale, eseguiti dai militari dell’Arma. Da approfondita attività di accertamento è emerso che diversi veicoli o motocicli sottoposti di volta in volta a controllo su strada, risultavano sprovvisti di copertura assicurativa nonostante i conducenti dichiaravano di essere in possesso della regolare documentazione veicolare. Gli approfondimenti successivi hanno permesso di appurare che il modus operandi adottato dai tre denunciati, presentandosi in qualità di titolare e dipendenti di una filiale assicurativa era sempre lo stesso, i contratti venivano fatti sottoscrivere ai clienti, circa una trentina nel complesso quelli risultati vittime della truffa subita senza che però ne venisse mai data comunicazione alla compagnia assicurativa. In altri casi è stato invece constatato l’annullamento d’ufficio dei contratti regolarmente comunicati. In tal modo il premio assicurativo pattuito con il cliente veniva indebitamente incassato per un danno stimato arrecato alle parti offese di circa 50 mila euro. Dalle indagini, inoltre, è emerso che tra i mezzi risultati oggetto di truffa sprovvisti di copertura assicurativa, vi fosse persino l’autovettura della polizia locale di uno dei comuni della piana di Gioia Tauro. Nei confronti dei soggetti denunciati, sono state sequestrate anche alcune somme di denaro, al fine di un parziale ristoro del danno.

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Indagine "Insula" 39 denunce per occupazione abusiva di alloggi popolari

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A Melicucco, 39 persone di cui 5 di origine straniera, sono state denunciate alla Procura della Repubblica di Palmi dai Carabinieri della Compagnia di Gioia Tauro per occupazione abusiva di alloggi popolari. Le denunce sono scattate a seguito di una mirata attività di controllo volta ad accertare irregolarità su diversi alloggi di edilizia popolare, gestite dall’A.T.E.R.P. di Reggio Calabria. Sono circa un centinaio, le abitazioni attenzionate, al fine di verificarne la regolare occupazione. L’indagine, denominata “insula”, come le tipiche abitazioni popolari dell’antica Roma, ha permesso di accertare reiterate irregolarità in 15 delle unità abitative sottoposte alle verifiche da parte dei militari dell’Arma. Dai numerosi controlli eseguiti, è stato accertato come le varie abitazioni fossero state occupate, senza alcun titolo, da singoli soggetti o da intere famiglie ovvero fossero state cedute, affittate o date in comodato d’uso gratuito a terzi dagli originari assegnatari degli immobili popolari. Accertato inoltre in uno degli appartamenti, un abuso edilizio, la costruzione illecita di una porta, che impediva l’accesso agli ingressi di due appartamenti in uso a membri dello stesso nucleo familiare. Oltre al danno economico nei confronti dell’Azienda Territoriale in fase di quantificazione, rilevante è stato anche il danno sociale derivato dall’occupazione abusiva degli immobili rendendoli inaccessibili a quelle famiglie realmente bisognose e regolarmente in lista, in attesa di un’abitazione a canone locativo agevolato.

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Reggio Calabria. Individuati e arrestati i presunti autori di un omicidio

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La Squadra Mobile di Reggio Calabria, ha arrestato due persone di origini pachistane, una delle quali minorenne, perché ritenute di essere i presunti autori dell’omicidio di Przemyslaw Krzysztof Grudniewski, di 47 anni, cittadino di origini polacche, chiamato da tutti solo “Cristian“. Il delitto risale alla notte tra il 6 e il 7 marzo scorsi, venne trovato privo di vita nella sua abitazione in via Italia . L’uomo, era conosciuto in città e gestiva un autolavaggio. I provvedimenti di fermo sono stati emessi dalla Procura di Reggio Calabria e dalla Procura dei minori, guidate rispettivamente da Giovanni Bombardieri e Roberto Di Palma, e convalidate dai giudici che hanno emesso due ordinanze di custodia cautelare in carcere. Su richiesta dei pm Walter Ignazitto e Giulia Scavello i due sono stati arrestati perché gravemente indiziati per l’omicidio e la rapina aggravata ai danni di Grudniewski, disabile, trovato con le mani legate con delle fascette da elettricista ed un indumento intimo conficcato con violenza nella trachea, che ne ha determinato la morte per asfissia. Il maggiorenne identificato dalla sezione omicidi della squadra mobile è Muhammad Yaseen, di 18 anni. Le indagini attraverso l’acquisizione e l’analisi di numerosissime telecamere sia pubbliche che private, il giovane è stato identificato come uno dei soggetti responsabili del delitto. Yaseen e i suoi complici, infatti, si sarebbero introdotti nell’abitazione della vittima attraverso la porta finestra del balcone, che hanno raggiunto con l’ausilio di una scala, poi abbandonata durante la fuga. Grazie agli accertamenti della polizia scientifica, inoltre, la squadra mobile è riuscita a isolare alcune impronte digitali poi attribuite agli indagati il cui allontanamento a piedi dalla casa di Grudniewski è stata filmato e ricostruito dagli inquirenti che adesso stanno cercando di ricostruire il contesto in cui è maturato il delitto.

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