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Corrompevano funzionari della Costa d’Avorio per cercare oro

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La Polizia ha arrestato tre persone con l’accusa di corruzione internazionale nei confronti di funzionari della Costa d’Avorio e trasferimento fraudolento di valori.

Lo ha disposto il Gip di Locri su richiesta della Procura. Dall’inchiesta, denominata “Tutto il mondo è paese” avviata nel 2020 dal Commissariato di Bovalino è emerso che gli indagati avevano costituito nel 2017 due società, una per il commercio e l’estrazione di prodotti minerari e petroliferi e l’altra di import-export.

Tramite la prima società gli indagati chiedevano al competente ufficio ivoriano l’autorizzazione per la ricerca e l’estrazione di oro su terreni in un Parco nazionale e che, per tale motivo, non poteva essere rilasciata.

Per ottenerlo gli indagati avrebbero corrotto funzionari della Repubblica della Costa D’Avorio con tangenti di sette milioni di franchi (pari a circa 10.600 euro) e di un milione di franchi (pari a circa 1.500 euro).

Socio occulto e amministratore al pari degli altri soci italiani ora indagati c’è soggetto ritenuto contiguo alla cosca di ‘Ndrangheta Marando di Platì, già sottoposto a Sorveglianza speciale.

Locri. Arrestata per concussione dottoressa in servizio al Pronto soccorso

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I finanzieri del Gruppo di Locri hanno arrestato in flagranza del reato di concussione un medico 50enne in servizio al Pronto soccorso dell’ospedale cittadino.

La dottoressa, che è anche consulente del Tribunale di Locri, prima dell’arresto avrebbe incassato circa 4 mila euro in contanti da una persona alla quale avrebbe anche chiesto altri 2 mila euro da consegnare nei prossimi giorni, per il rilascio di un certificato medico compiacente da depositare in un procedimento civile nei confronti dell’Inail.

A coordinare le indagini della Guardia di Finanza è il procuratore di Locri, Luigi D’Alessio.

Dda di Reggio Calabria ‘blocca’ in Kosovo 400 kg di cocaina: 25 fermi

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La Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria ha disposto l’esecuzione di una “consegna controllata” di droga, un carico di 400 kg di cocaina purissima sequestrato in Kosovo.

Il carico era partito dal porto di Santos, in Brasile, era transitato dal porto di Gioia Tauro, poi ha fatto tappa a Durazzo in Albania e infine è stato bloccato il Kosovo.

Il blitz è scattato nei Balcani quando la guardia di finanza, la polizia albanese e quella kosovara, hanno fermato il camion e sequestrato 400 panetti nascosti in scatole contenenti ufficialmente della carne di pollo.

Nell’immediatezza dei fatti sono state sottoposte a fermo di polizia 25 persone, tra operai, impiegati ed autisti dell’azienda destinataria, la società “Mc Food”.

Al dettaglio sulle piazze di spaccio europeo, la cocaina sequestrata avrebbe fruttato al gruppo criminale oltre cento milioni di euro.

Fatture pagate due volte dall’Asp: sequestrato studio radiologico di Siderno

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Il Tribunale di Reggio Calabria ha disposto il sequestro dello studio radiologico privato Fiscer di Siderno coinvolto nell’inchiesta sulle doppie fatture pagate dall’Azienda sanitaria provinciale che ha portato un mese fa alla richiesta di rinvio a giudizio a carico dei 19 indagati.

La guardia di finanza ha sequestrato disponibilità finanziarie e beni del valore di oltre 4 milioni di euro.

Per il titolare dello studio diagnostico che opera in convenzione con il servizio sanitario nazionale è stato chiesto il processo così come per l’ex commissario straordinario dell’Asp Santo Gioffré.

Operazione ‘Metameria’. Mani della ‘ndrangheta anche sul carburante ‘in nero’

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A conclusione dell’operazione “Metameria” della Dda di Reggio Calabria, i carabinieri hanno eseguito un Decreto di sequestro preventivo a Reggio e in Provincia di Messina nei confronti di cinque imprese con relativo patrimonio aziendale del valore complessivo di circa 15 milioni di euro.

L’ulteriore porzione dell’attività di indagine ha permesso di denunciare 15 persone ritenute responsabili di riciclaggio ed autoriciclaggio, violazione norme sulle accise e fatturazione per operazioni inesistenti.

L’operazione ‘Metameria’ il 16 febbraio scorso aveva portato all’arresto di 28 persone e aveva consentito di ricostruire i rapporti della cosca di ‘ndrangheta Condello di Archi con imprenditori collusi.

Il nuovo filone di indagine ha posto in luce la figura di Francesco Iannò, imprenditore nel settore della distribuzione dei carburanti a Reggio Calabria.

E’ emerso che può disporre di un ingente quantitativo di carburante c.d. “in nero” che sottrae alla compagnia petrolifera grazie alla complicità di diversi soggetti che poi viene reimmesso nella rete di distribuzione da lui controllata con i due impianti di Reggio.

In giro fuori dagli orari consentiti. Sorvegliato speciale arrestato dai carabinieri

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A Bianco, i Carabinieri, nei giorni scorsi, hanno arrestato R.G., 50 anni, sorvegliato speciale con obbligo di soggiorno nel comune di Africo per aver violato le prescrizioni della sorveglianza speciale cui era sottoposto, uscendo dal comune di Africo senza autorizzazione. L’arrestato non è nuovo a violazioni: il giorno del suo compleanno aveva organizzato una festa a casa sua, con una decina di invitati, tutti sanzionati dai militari dell’Arma per violazione delle norme anti covid-19.

Nello specifico, gli uomini dell’Arma, passando per le vie del centro, hanno notato, nascosto in parte dalla mascherina, un uomo dai tratti familiari che una volta fermato, è stato loro immediatamente chiaro di chi si trattasse. Peccato che lo stesso non avrebbe dovuto trovarsi lì: il 50enne, infatti, in ottemperanza alle prescrizioni imposte, non era autorizzato ad allontanarsi dal comune di Africo, se non per motivi specifici, e soltanto fino alle 11.  L’uomo è stato così sottoposto agli arresti domiciliari nella sua abitazione, dove è rimasto fino alla convalida dell’arresto, a seguito della quale è stato  nuovamente sottoposto alla misura della sorveglianza speciale.

 

Resta alta la guardia dell’Arma, in tutta la provincia, nel monitorare tutti quei soggetti ritenuti per legge socialmente pericolosi. I militari continueranno ad eseguire, a tutela della comunità, controlli periodici nei confronti di tutti coloro che, per ordine del giudice, sono sottoposti a misure limitative della libertà personale.