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LOCRIDE: I CARABINIERI ARRESTANO 10 AFFILIATI ALLA ‘NDRANGHETA.

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Nella mattinata di oggi 28 gennaio 2021, i Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria hanno dato esecuzione ad un’Ordinanza di Custodia Cautelare emessa dal Tribunale di Locri su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria a carico di 10 soggetti ritenuti affiliati a diverse consorterie criminali del territorio locrideo.

I destinatari dell’odierno provvedimento restrittivo sono già stati condannati dal Tribunale di Locri il 22 giugno 2020 a conclusione del procedimento penale scaturito a seguito dell’operazione di Polizia “Mandamento Jonico”, poiché ritenuti responsabili di aver fatto parte di una associazione di tipo mafioso operante sull’intero territorio nazionale, allo scopo di commettere delitti in materia di armi, contro il patrimonio, la vita e l’incolumità individuale, nonché in materia di commercio di sostanze stupefacenti, estorsioni, usure, furti, abusivo esercizio di attività finanziaria, riciclaggio, reimpiego di denaro di provenienza illecita in attività economiche.

Gli arrestati si identificano in:

  1. AGUÌ Roberto di anni 49, condannato in primo grado alla pena di anni 13 e mesi 6 di reclusione;
  2. GULLÌ Domenico di anni 35, già condannato alla pena di anni 9 di reclusione, ritenuto appartenere alla locale di Melito Porto Salvo;
  3. IETTO Carmelo Gaetano di anni 74, già condannato alla pena di anni 20 di reclusione;
  4. MANGLAVITI Giovanni di anni 56, di Bovalino, già condannato alla pena di anni 19 di reclusione, ritenuto colpevole del reato di associazione a delinquere di tipo mafioso;
  5. MARVELLI Giuseppe di anni 67, già condannato alla pena di anni 24 di reclusione, ritenuto responsabile della locale di Natile di Careri,;
  6. MARVELLI Paolo di anni 32, già condannato alla pena di anni 12 di reclusione;
  7. PELLE Antonio di anni 33, già condannato alla pena di anni 14 e mesi 8 di reclusione;
  8. ROMEO Tommaso Pasquale di anni 72, già condannato alla pena di anni 12 di reclusione;
  9. SCIPIONE Tonino di anni 41, già condannato alla pena di anni 9 di reclusione;
  10. SANTANNA Filippo di anni 70, già condannato alla pena di anni 9 di reclusione.

 Gli arrestati sono destinatari di custodia carceraria ad eccezione del SANTANNA che è stato sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari.

Comando Regione Carabinieri Forestale “Calabria”: un’azione costante a tutela del patrimonio boschivo, fauna e flora. 2020: il bilancio

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Controllare il territorio con l’obbiettivo di prevenire e reprimere gli illeciti ma soprattutto tutelare il
patrimonio ambientale di cui la Calabria e la Sicilia sono esempi di ricchezza. E’ questo il principale
obiettivo dei militari a disposizione del Comando Regione Carabinieri Forestale Calabria, che ha
competenza su Calabria e Sicilia. Un’azione constante, intensa e ramificata quella dell’Arma
Forestale, che si concentra su più fronti finalizzati alla tutela del patrimonio boschivo, della fauna
selvatica, degli animali da affezione, alla repressione dello smaltimento illecito dei rifiuti e
dell’inquinamento delle acque, con particolare attenzione alla tutela e sicurezza agro-alimentare. Un
presidio del territorio composto da circa 300 uomini e 53 Stazioni in Calabria e 63 unità in Sicilia
suddivise nei Centri Anticrimine Natura di Agrigento, Catania e Palermo, che hanno registrato una
crescita dell’attività preventiva rispetto agli anni precedenti ma anche una importante “è
fondamentale la collaborazione dei cittadini che identificano i carabinieri della specialità Forestale
come custodi e protettori dell’ambiente che ci circonda” afferma il Comandante della Regione
Carabinieri Forestale Calabria, Colonnello Giorgio Maria Borrelli, che plaude al lavoro svolto dai
militari sul complesso e vasto territorio calabro-siculo. A consuntivo dell’attività svolta dai Reparti in
Calabria e Sicilia nel corso del 2020, si citano i 44.346 controlli effettuati, di cui 42.177 in Calabria e
2.169 in Sicilia, le 22.275 persone controllate ed i 6434 veicoli. Controlli questi che hanno generato la
denuncia per varie violazioni ambientali di 1397 persone, 635 sequestri, di cui 505 in Calabria, e 27
arresti, dei quali 22 effettuati in Calabria. Gli illeciti amministrativi riscontrati e sanzionati sono stati
2530, di cui 2295 in Calabria, che hanno portato ad elevare sanzioni amministrative, nel solo
territorio calabrese, per circa 4.000.000 di euro con 87 sequestri amministrativi e oltre 2500 persone
sanzionate. Particolarmente attivi sono stati i Nuclei Investigativi dell’Arma Forestale (NIPAAF),
che hanno svolto importanti e complesse attività di indagine, disvelando numerosissime attività
illegali legate all’inquinamento ambientale e al traffico di rifiuti. Particolare attenzione i Carabinieri
Forestale pongono anche alle specie di flora e fauna in via di estinzione il cui commercio
internazionale è regolato dalla convenzione di Washington e messa in atto dai Nuclei CITE presenti a Reggio Calabria, Palermo e Catania che svolgono un’incessante attività investigativa e di controllo sia sul territorio che presso gli esercizi commerciali, quali negozi di animali ed antiquari.

GIOIA TAURO. APPARTAMENTO ABBANDONATO NASCONDEVA UN VERO E PROPRIO ARSENALE: MAXI SEQUESTRO DI ARMI E DROGA DEI CARABINIERI

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A Gioia Tauro, i Carabinieri, nei giorni scorsi, insieme alle unità specializzate dello Squadrone Eliportato dei Cacciatori di Calabria di Vibo Valentia, nell’ambito di un servizio di controllo del territorio, hanno rinvenuto un vero e proprio arsenale.

Nello specifico, nel corso di una perquisizione presso un appartamento disabitato, sulla SS18, all’interno di una stanza, i militari hanno ritrovato, dentro un secchio di plastica, ben occultati da diversi strati di cellophane: una mitraglietta modello “Uzi” perfettamente oleata, in ottimo stato di utilizzo, senza matricola e con 2 caricatori, una scatola contenente 50 proiettili calibro 9 luger, e un involucro con ulteriori 20 cartucce calibro 7,65.

Nelle immediate vicinanze, gli operanti hanno inoltre scoperto un ordigno artigianale improvvisato, perfettamente funzionante, del peso lordo di 850 grammi, collegato ad una miccia a rapida combustione, nonchè, due sacchetti di plastica contenenti più di 4 kg di polvere pirica, verosimilmente idonea al confezionamento di altri ordigni artigianali.

Sul posto, è intervenuto anche personale specializzato dei Carabinieri Artificieri del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Reggio Calabria, che ha tempestivamente messo in sicurezza il materiale esplodente e provveduto al successivo repertamento e brillamento della sostanza.

In altro locale dell’appartamento, invece, i Carabinieri hanno altresì scovato, nascosti all’interno di un radiatore, due confezioni contenenti 77 grammi totali di sostanza stupefacente di tipo cocaina, materiale per il confezionamento e un bilancino di precisione.

Quanto rinvenuto è stato sottoposto a sequestro dai militari dell’Arma e messo a disposizione della Procura della Repubblica di Palmi, per gli ulteriori approfondimenti al fine di verificare l’utilizzo dell’arma in eventuali fatti illeciti.

 

GIOIA TAURO. CONTRASTO AL CAPORALATO: CARABINIERI DENUNCIANO TITOLARI DI TRE AZIENDE AGRICOLE

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A San Ferdinando e Laureana di Borrello, i Carabinieri insieme alle unità specializzate del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Reggio Calabria, nell’ambito di controlli volti a contrastare il fenomeno del caporalato, hanno segnalato all’Autorità Giudiziaria, tre titolari di aziende agricole e contestato sanzioni amministrative per un totale di 11.500 euro.

 

Nello specifico, a seguito di controllo ispettivo presso un’azienda agricola in area montana, gli uomini dell’Arma hanno riscontrato violazioni, da parte di due braccianti extracomunitari, poiché lavoratori dipendenti senza regolare contratto, in violazione al Testo Unico sull’immigrazione. Contestata, in questo caso, al datore di lavoro, una sanzione ammontante a 4.300 euro.

A Rosarno, invece, nel corso di altri due accessi ispettivi, presso aziende agricole, i militari operanti hanno identificato in un caso 10 braccianti agricoli di origine africana, uno dei quali, è risultato assunto senza regolare contratto, e 4 nell’altro, uno dei quali, anche in questo caso con posizione irregolare: contestate ai titolari delle aziende, in entrambi i casi, una sanzione amministrativa di 3.600 euro.

Volendo fare un bilancio dell’ultimo semestre, diversi sono stati i controlli ispettivi, circa trenta, in aziende agricole della piana di Gioia Tauro, nell’intento di arginare il fenomeno sempre più radicato del caporalato, contestate sanzioni per circa 200.000 euro, nel complesso e  200 i lavoratori identificati, molti dei quali risultati “in nero”, altri in difetto per varie irregolarità, assoggettati dalle regole imposte dai loro datori di lavoro, imprenditori locali, il cui unico intento si è sempre mostrato lo stesso: ottenere manodopera a basso costo, a discapito dei loro dipendenti, costretti a lavorare in condizioni assolutamente precarie.

REGGIO CALABRIA. PRESENTATA LA GIUNTA FALCOMATÀ: C’È ANCHE ROSANNA SCOPELLITI

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Molte new entry nella Giunta del rieletto Sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà, presentata questa mattina nel suggestivo spazio del monumento che ospita “L’Opera” di Edoardo Tresoldi, sul lungomare Italo Falcomatà. Della Giunta fanno parte quattro uomini e quattro donne e tra queste ultime Rosanna Scopelliti, ex parlamentare e figlia del magistrato di Cassazione Antonino Scopelliti, ucciso in un agguato mafioso a Campo Calabro nel 1991.

Non ufficializzato ancora il nome del vicesindaco: “Una persona – ha detto Falcomatà – che non fa parte dell’ambiente comunale, e che a casa della sua indisponibilità odierna, ho scelto di non annunciare. Lo faremo nei prossimi giorni”. La giunta Falcomatà bis è composta da Irene Vittoria Calabrò (Finanze, Tributi, Attività produttive); Mariangela Cama (Pianificazione territoriale e urbana sostenibile e programmazione progetti strategici – Edilizia, Vigilanza e Demanio Marittimo – Mobilità e Trasporti – Società partecipate); Rosanna Scopelliti (Cultura – Turismo – Legalità – Scuola – Università); Giuseppina Palmenta (Sport – Politiche di genere – Politiche giovanili – Europe Direct); Rocco Albanese ( Manutenzioni (Edilizia scolastica, stradale, idrica, fognaria, illuminazione e cimiteri – Politiche abitative ed Edilizia residenziale pubblica – Dismissione e valorizzazione del Patrimonio – Protezione Civile); Paolo Brunetti (Ambiente – Ciclo integrato dei rifiuti – Depurazione – Verde pubblico – dismissione amianto – Polizia Municipale); Giovanni Muraca (Lavori pubblici – Grandi opere – Risorse UE); Demetrio Delfino (Welfare e politiche della famiglia).

 

‘NDRANGHETA: APPALTI PILOTATI PER FAVORIRE COSCHE

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Un cartello criminale composto da imprenditori e funzionari pubblici per pilotare gli appalti e agevolare le cosche della ‘Ndrangheta. E’ quanto hanno scoperto la Guardia di Finanza e lo Scico che hanno eseguito decine di arresti in diverse regioni italiane. L’indagine, coordinata dalla Dda di Reggio Calabria, ha preso di mira i profili ‘imprenditoriali’ dei Piromalli, la cosca che opera nella Piana di Gioia Tauro. I finanzieri hanno eseguito anche sequestri di beni e imprese per oltre 103 milioni di euro. I provvedimenti cautelari e i sequestri sono scattati nelle province di Reggio Calabria, Catanzaro, Cosenza e Vibo Valentia. L’operazione denominata ‘Waterfront’, è l’epilogo delle indagini sull’ala imprenditoriale dei Piromalli. Dagli accertamenti è emersa l’esistenza di un cartello composto da imprenditori e pubblici ufficiali ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla turbativa d’asta aggravata dall’agevolazione mafiosa, frode nelle pubbliche forniture, corruzione ed altri reati. Sono 11 i funzionari pubblici coinvolti. Tra loro anche un funzionario dell’Anas in servizio a Reggio Calabria e tecnici dei comuni di Rosarno e Gioia Tauro. I finanzieri di Reggio Calabria e dello Scico, hanno portato alla luce altre ipotesi di reato di frode in pubbliche forniture, portate a termine grazie anche a funzionari pubblici infedeli.