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Calabria. Attivo da oggi il numero unico 112 per le emergenze

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Da oggi in Calabria è attivo il 122, il Numero di emergenza unico europeo (Nue) che i cittadini potranno utilizzare per richiedere l’intervento dell’ambulanza, dei vigili del fuoco oppure delle forze dell’ordine. Il servizio è diventato disponibile grazie alla nuova Centrale unica di risposta allestita alla Cittadella regionale a Catanzaro, inaugurata oggi dalla presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, insieme al governatore regionale, Roberto Occhiuto, al vice premier e ministro degli esteri, Antonio Tajani ed al ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. Nel corso della cerimonia è stata simulata una chiamata al 112, con l’attivazione dei relativi e immediati protocolli per il pronto intervento degli operatori di soccorso o di pubblica sicurezza richiesti. Il nuovo servizio garantisce una risposta immediata alla chiamata, l’eventuale richiamata se l’utente interrompe la comunicazione ed, anche, un filtro alle chiamate in arrivo, isolando quelle inappropriate che spesso giungono ai numeri di emergenza, sia delle forze dell’ordine che dei servizi sanitari. Inoltre, quando viene effettuata una chiamata d’emergenza, il telefono attiva automaticamente il proprio servizio di localizzazione per stabilire la sua posizione e invia queste informazioni tramite un sms ai servizi di emergenza che utilizzando il Gps o Wi-Fi riescono a calcolare la posizione esatta del telefono. In tal modo è consentito agli operatori della centrale, ricevuta la chiamata, di localizzare in tempo reale il luogo esatto da dove proviene la richiesta di soccorso, medico o delle forze dell’ordine, a vantaggio della rapidità d’intervento. In base alla necessità, la chiamata viene poi girata all’ente di competenza – polizia, carabinieri, vigili del fuoco o servizio medico – individuando quello più vicino alla richiesta di intervento. Il servizio consente anche un accesso multilingua in tempo reale che permette all’operatore, grazie all’intervento dell’interprete, di comprendere il contenuto della chiamata anche in lingua straniera ed dispone di un’applicazione con una chat utilizzabile da persone senza udito. In caso di emergenza alla centrale, con il blocco delle attività, grazie all’interconnessione, al 112 calabrese risponderà l’analoga centrale allestita a Varese. Tutto ciò consentirà un miglioramento di oltre il 40% del tempo per risposta e localizzazione in caso di chiamata per un’emergenza sanitaria pre ospedaliera.

LE DICHIARAZIONI DEL PRESIDENTE ROBERTO OCCHIUTO

“Questo è l’esempio emblematico di come una regione difficile e complessa come la Calabria possa essere governata. Alberto Zoli, direttore generale di Areu, la società pubblica della Regione Lombardia che è stata scelta come società capace di offrire supporto a tutte le regioni per implementare il 112, ha ricordato la mole di attività svolta per recuperare questo ritardo. Quando ci siamo insediati la Calabria era l’ultima regione nella procedura di implementazione del servizio 112. Abbiamo deciso di allocarlo qui, abbiamo formato il personale, e oggi la presentiamo davanti ad autorevoli esponenti delle istituzioni perché è la dimostrazione di come anche una regione complessa come la Calabria possa essere governata bene e colmare i ritardi accumulati nel tempo. Credo che questa esperienza sia emblematica”.

LE DICHIARAZIONI DEL VICE PREMIER  ANTONIO TAJANI

“Abbiamo contribuito a rendere più europeo il nostro sistema e testimonia quanto per il nostro governo sia importante il sud e la Calabria. Oggi la Calabria è un po’ più europea grazie a questo numero unico di emergenza al quale tutti i turisti possono fare riferimento, dunque una Calabria più moderna e sicura”.

LE DICHIARAZIONI DEL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI

“Questo è un progetto sul quale qualche anno fa l’Italia ha avuto una procedura di infrazione e si ritrova adesso come miglior progetto di realizzazione del numero unico per l’emergenza in Europa. L’altro l’elemento di novità è l’abbattimento delle chiamate inappropriate che arrivano alle centrali per non aggravarle. Dunque, un processo di efficientamento importante. “

L’INTERVENTO DEL PRESIDENTE DEL PARLAMENTO EUROPEO ROBERTA METSOLA

“Oggi è un giorno importante perché si migliora l’assistenza in caso di emergenza. Un ricordo a Jole Santelli una donna forte che aveva a cuore questa regione”.

 

Cosenza. Microcredito di Libertà per le donne vittime di violenza

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Si chiama Microcredito di Libertà ed è rivolto alle donne vittime di violenza che vogliono rendersi autonome. Offre un finanziamento a tasso 0 fino a 10mila euro per superare una momentanea difficoltà finanziaria e fino a un importo massimo di 50mila euro per avviare o sviluppare iniziative imprenditoriali. In aggiunta alle opportunità del percorso regionale di sostegno all’emersione di nuove imprese femminili in Calabria Yes I Start Up Donne, il nuovo progetto è stato presentato e promosso in Provincia di Cosenza da Katya Gentile, presidente della VI Commissione Agricoltura Turismo, Commercio, Politiche Giovanili del Consiglio Regionale della Calabria insieme ad Antonello Rispoli, responsabile dell’Ente Nazionale per il Microcredito. Coordinati dal comunicatore strategico Lenin Montesanto all’evento di presentazione, ospitato nella Sala degli Specchi del Palazzo del Governo, sono intervenute anche Rita Benigno, responsabile ufficio stampa, servizio logistica eventi ed Urp dell’ente Provincia che ha portato i saluti della Presidente Rosaria Succurro e Matilde Spadafora Lanzino, presidente della Fondazione Roberta Lanzino ODV Centro Antiviolenza e Casa Rifugio di Rende, attiva da 34 anni. La violenza sulle donne – ha sottolineato la Presidente Spadafora – resta un cancro che in quanto tale deve essere affrontato da tutti, nessuno escluso e in modo concreto. Ben vengano, dunque, iniziative concrete come queste che prendono a cuore il nocciolo vero della questione: la solitudine ed il dramma in cui si ritrovano le donne dopo avere superato il trauma psicologico ed essere uscite con fatica dal percorso giudiziario. Di questo hanno bisogno: lavoro e casa. Il ruolo delle istituzioni pubbliche – ha concluso – deve essere proprio quello di chiudere il cerchio intorno alla lotta contro la violenza di genere. YES I START UP DONNE – ha aggiunto la consigliera regionale Gentile – è uno strumento importantissimo per quante, purtroppo vittime di violenza, desiderano rendersi autonome e conquistare quel riscatto che hanno rincorso tutta la vita. Ci siamo voluti focalizzare sulle donne più fragili, quelle che vengono assistite dai centri antiviolenza ed ospiti delle case rifugio per condividere con loro quest’altro importante strumento, il Microcredito di Libertà perché può essere prezioso ad esempio per sostenere gli studi dei figli, pagare un affitto per uscire dai centri o, ancora, per spese di trasporto e sanitarie. Promosso dal Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri – ha spiegato Rispoli – il Microcredito di Libertà offre anche assistenza gratuita di un tutor di microcredito, sia nella fase istruttoria che durante il periodo di ammortamento e corsi gratuiti di formazione all’educazione finanziaria e all'autoimprenditorialità. I REQUISITI. – Il Microcredito sociale è destinato a donne, residenti in Italia, in condizione di transitoria difficoltà finanziaria. Il Microcredito imprenditoriale, invece, è destinato a donne che vorrebbero realizzare un progetto imprenditoriale: lavoratrici autonome o libere professioniste titolari di partita IVA da non più di 5 anni e con massimo cinque dipendenti; oppure imprese con le seguenti caratteristiche: imprese individuali, anche neocostituite, titolari di partita IVA da non più di 5 anni e con massimo cinque dipendenti; società di persone, società tra professionisti, s.r.l. semplificate e società cooperative, associazioni, anche neocostituite, titolari di partita IVA da non più di 5 anni e con massimo 10 dipendenti.

 

Unical. Venerdì 1 dicembre l'evento IR SILA tra obiettivi realizzati ed obiettivi futuri

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L'Università della Calabria è lieta di annunciare l'evento "IR SILA Tra Obiettivi Realizzati e Prospettive Future", che si terrà presso la Sala Cinema in Piazza Vermicelli a Rende, venerdì 1 dicembre 2023. L'incontro rappresenta un'importante opportunità per esplorare i risultati finora ottenuti grazie al progetto SILA 4.0, comprendere a fondo il contributo della Infrastruttura di ricerca SILA rispetto all’avanzamento della ricerca nell’ambito dei rischi ambientali naturali ed antropici per il territorio e discutere le prospettive future in collaborazione con importanti attori istituzionali e stakeholders.

Programma:
9.00 – 9.30 Saluti Istituzionali
Il Magnifico Rettore dell'Università della Calabria, il Presidente della Regione Calabria, il Dirigente del Dipartimento Istruzione, Formazione e Pari Opportunità e la Delegata ai Laboratori di Ricerca e Infrastrutture di Ricerche, Prof.ssa Donatella Armentano, daranno il benvenuto agli ospiti.
9.30 – 10.00 SILA 4.0: FACTS & FIGURES DEL PROGETTO La Prof.ssa Donatella Armentano modererà la sessione dedicata agli aspetti tecnico-scientifici, finanziari e organizzativi del progetto SILA 4.0, con contributi rispettivamente dalla Prof.ssa Vincenza Calabrò, responsabile scientifico, dalla Dott.ssa Caterina Pullia, responsabile amministrativa, e dalla Dott.ssa Rossella Ciacci, manager del progetto.
10.00 – 11.00 ESEMPI DEI RISULTATI OTTENUTI GRAZIE AL POTENZIAMENTO La Prof.ssa Vincenza Calabrò guiderà una sessione esplorativa sui risultati ottenuti dal progetto SILA 4.0, con particolare attenzione alla mission e ai servizi erogati, tra cui monitoraggio, modellazione, mitigazione e gestione degli impatti.

11.00 – 11.20 COFFEE BREAK
11.20 – 13.20 ATTORI ISTITUZIONALI DISCUTONO INVESTIMENTO & PROSPETTIVE FUTURE La sessione sarà dedicata agli interventi dei rappresentanti istituzionali e stakeholder chiave con due sezioni: - L'importanza dell'INVESTIMENTO con interventi del Dott. Menotti Lucchetta e della Dott.ssa
Rosalba Maida del Dipartimento Istruzione, Formazione e Pari Opportunità Regione Calabria della
Regione Calabria e del Dott. Carlo Di Noia di FinCalabra S.p.A.
- SILA E LE ESIGENZE DEL TERRITORIO: PROSPETTIVE FUTURE con i contributi dell’Avv. Domenico Costarella e del dott. Luigi Mollica della Protezione Civile, dell’Ing. Loredana Marsico del Centro Funzionale Multirischi dell’ARPACAL, del Prof. Muzzupappa UNICAL che illustrerà le relazioni tra il progetto TECH4YOU e le IR, del Sindaco di Crotone, Ing. Vincenzo Voce, insieme a imprenditori e aziende.

13.20 – 14.00 Discussione
Un'opportunità per il pubblico di interagire con gli esperti e approfondire ulteriormente le tematiche affrontate.

15.30 Visita laboratori
Chiusura dell'evento con un'opportunità unica di esplorare i laboratori di ricerca di SILA. Un'occasione necessaria per fare il punto sulla ricerca scientifica, l’innovazione e comprendere le sfide territoriali sul tema del monitoraggio e la mitigazione del rischio ambientale. Siamo entusiasti di accogliere giornalisti, ricercatori, istituzioni e appassionati per una giornata all'insegna dell'innovazione e della condivisione di conoscenze. All’evento è stato dato il patrocinio dell’Ordine degli Architetti Pianificatori, Paesaggisti, Conservatori di Cosenza. Verranno attribuiti i crediti formativi.

Calabria: Dall'alta velocità all'altra velocità. Mazza (CMG): "È tempo di smetterla con la solita politica dei due pesi e due misure”

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Riceviamo e pubblichiamo. 

Avrebbe dovuto essere la risoluzione ai problemi calabresi della mobilità; l'ingresso della Regione in un processo di sviluppo coerentemente europeo; il ragionevole tasso dell'interesse per favorire l'uscita della Calabria dal pantano dell'immobilità trasportistica. Quanto descritto, almeno nelle originarie intenzioni, le aspettative riposte nell'agognata linea AV SA-RC. Una doppia lingua di ferro che dall'estrema punta dello stivale dovrebbe raggiungere Salerno, ove già da tempo esiste la modernità, l'evoluzione, il sentirsi fieramente cittadini italiani ed europei. E per la prima volta, nella travagliata storia di questa Regione, era stata presentata un'ipotesi progettuale slegata da lacci e lacciuoli. Un tracciato rispettoso di tutti gli ambiti regionali, pensato con una ramificazione ad albero che dal flusso principale e baricentrico avrebbe raggiunto ogni singolo ambito della Calabria. Anche quello più periferico, marginalizzato, bistrattato e finanche disconosciuto: l'Arco Jonico. Alla fine, però, questa speranza si sta sgretolando come un castello di sabbia. Si avvia anch'essa, infatti, ad essere inghiottita dalla spirale del centralismo. La politica, all'ipotesi di un tracciato Praia-Tarsia o, in alternativa, il più lineare tragitto Lagonegro-Tarsia (entrambe le ipotesi già vagliate da studi di fattibilità e fondamentali per le esigenze di connessione alla linea AV dei comprensori crotonese e sibarita), sembrerebbe preferire un sostanziale restiling della ferrovia esistente da Praia in giù. Parlo di restiling — pur non essendo un tecnico — perché anche un bambino capirebbe che lungo il Tirreno cosentino, realizzare una nuova linea AV sarebbe pura utopia. Fatto salvo che non si vogliano buttare giù la maggior parte delle Comunità ivi localizzate. Con l'aggravante di sventrare ancor più di quanto non sia stato fatto con la Tirrena Meridionale, le pendici che dalla Catena Costiera strapiombano verso la linea di costa. Eppure, tra un trionfalismo e l'altro, legato il più delle volte a banali quisquiglie, la politica calabrese, sull'argomento, sembra disincantata, assopita. Sarò sincero: il pensiero che molti Amministratori, soprattutto lungo il versante jonico, ignorino il dibattito in atto sulla futura linea ad alta velocità, mi ha sfiorato. Forse saranno alle prese con i preparativi di sagre rionali o intenti a stabilire che amperaggio dovranno avere le luminarie da imbastire per le imminenti festività natalizie, ma tant'è. Non si spiegherebbe altrimenti, il tombale silenzio registrato sulla sciagurata ipotesi di mettere da parte il percorso vallivo per ingrassare ed ingessare ulteriormente il Tirreno. Il silenzio, poi, di Enti come la Provincia di Crotone e quella di Cosenza è surreale. Ad onor del vero, devo registrare la presa di posizione dei Sindaci di Corigliano-Rossano e di Tarsia, e, nelle ultime ore, anche del Primo cittadino di Cosenza. Tuttavia non basta. È troppo poco! Le posizioni dei menzionati Amministratori suonano come flebili sussurri senza una coralità di intenti che veda insieme tutti i Sindaci dell'Arco Jonico e delle aree interne. E, insieme a loro, le associazioni di categoria, i gruppi sindacali, gli ordini professionali e il movimentismo civico. Le aspettative riposte nella realizzazione della futura linea AV erano (e mi auguro possano continuare ad essere) quelle di dotare il Mezzogiorno d'Italia di un corridoio ferroviario funzionale e fruibile da parte di tutti. Contrariamente, la già esigua dermografia regionale non consentirebbe neppure di immaginare un investimento di tale portata, senza un ritorno massivo in termini di fruizione dell'opera da parte di tutta la popolazione calabrese. La linea in questione non è stata pensata per velocizzare di un quarto d'ora il percorso tra Reggio e Roma, ma per consentire ad ogni angolo del Meridione di spostarsi in tempi europei. Accantonare, quindi, l'idea di un tragitto vallivo — valido compromesso alle esigenze delle aree interne e delle due linee di costa — comprova, ancora una volta, quanto iniquo sia l'andazzo che si registra alle nostre latitudini. Ancor più, certifica quanto in Calabria sia disconosciuto il concetto di coesione territoriale, al solo fine effimero di favorire sterili e vacui interessi di campanile. Se così non fosse, gli intervenuti ad un recente incontro sul tema celebrato a Scalea, non avrebbero salutato la sciagurata ipotesi di un tracciato Praia- Paola come la soluzione di percorso ottimale per la conformazione territoriale calabrese. Costoro, con ogni probabilità, disconoscono che la Sibaritide ed il Crotonese, sono le uniche due aree in Italia che per raggiungere le Località del nord, prima devono compiere una innaturale ed antieconomica virata verso sud. Il massiccio della Sila, infatti, obbliga il Crotonese a scendere su Lamezia e la Sibaritide a circoscrivere le pendici montuose per raggiungere Paola. In entrambi i casi si impiegano circa due ore per compiere insensati itinerari nella sola Calabria. Nessun altro ambito della Regione è costretto a percorrere tragitti assurdi come quelli appena descritti, per raggiungere una stazione nodo sulla tirrenica. La politica jonica si vesta di dignità. Provi, almeno, ad impedire una iattura che condannerebbe ancor di più all'isolamento ed all'oblio lo Jonio. Si smetta di celebrare i quattro spicci che saranno utilizzati per la posa di un filo elettrico lungo la ferrovia jonica. Non ci si può accontentare, sempre e solo, di briciole e molliche, quando altrove si prospettano investimenti miliardari. Vieppiù, con la consapevolezza che a poco serviranno i lavori di semplice elettrificazione lungo la dorsale jonica se poi questa non sarà adeguatamente collettata alla futura linea AV. E di certo il collettore non può essere il rifacimento della Santomarco. Galleria, quest'ultima, totalmente fuori asse rispetto alle Comunità dell'Arco Jonico. La futura infrastruttura ferroviaria, quella pensata per declinare una nuova prospettiva di coesione territoriale per il sud Italia, dovrà essere funzionale a tutti gli ambiti del Mezzogiorno e non solo ad alcuni di essi. Non si trasformi un progetto di alta velocità in un non meglio definibile concetto di “altra velocità”.

Domenico Mazza

 

Si taglia il braccialetto elettronico in diretta facebook, Arrestato 50enne calabrese

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I carabinieri hanno arrestato e tradotto in carcere un cinquantenne di origine calabrese e residente ad Assisi che in diretta Facebook dopo aver minacciato l’ex moglie ed aver inveito contro i militari si è tagliato con una pinza il braccialetto elettronico che doveva tenere al posto in applicazione della misura cautelare del divieto di avvicinamento alla persona offesa e del divieto di dimora nella regione Calabria per aver commesso atti persecutori nei confronti della ex moglie. L’accaduto è stato segnalato dai carabinieri della compagnia di Soverato, in provincia di Catanzaro, dove l’uomo avrebbe commesso gli atti persecutori, all’Autorità giudiziaria del posto, competente sul provvedimento, che ha emesso un’ordinanza di aggravamento della misura cautelare, sostituendo il divieto di avvicinamento e di dimora con la custodia cautelare in carcere. L’uomo, che per lavoro viaggia su tutto il territorio nazionale, è stato rintracciato nella sua abitazione dai carabinieri della stazione di Santa Maria degli Angeli che lo hanno condotto in caserma e successivamente accompagnato al carcere di Capanne a Perugia.