Catanzaro. Monteverdi "Successo per una notte al Museo"
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Sabato prossimo, 20 gennaio, il Capoluogo di Regione ospiterà la festa regionale della Polizia Locale. La ricorrenza, prevista dall’articolo 5 della legge regionale n.15/2018 che ne disciplina i servizi, ha lo scopo di approfondire, nel giorno di San Sebastiano patrono del Corpo, le tematiche relative alla sicurezza, alla conoscenza del codice della strada e all'educazione alla legalità, ed è occasione per conferire particolari riconoscimenti agli operatori che si siano distinti per azioni e condotte, meritevoli, nello svolgimento delle funzioni di polizia locale. Particolarmente nutrito il programma della festa, che vivrà due momenti. Il primo è previsto alle ore 10:00 presso la sede del Comando in via Daniele con, in apertura, i saluti del sindaco Nicola Fiorita, del presidente del Consiglio Regionale Filippo Mancuso, del consigliere regionale Antonio Montuoro in rappresentanza del presidente della Regione Roberto Occhiuto e dell’assessore con delega alla P.L. Filippo Pietropaolo. A seguire, un momento di riflessione sulle funzioni, i compiti e le attività del Corpo, nel corso del quale sono previsti gli interventi del neo comandante dei vigili del Capoluogo Vincenzo Ruocco e di Salvatore Lopresti, dirigente regionale per la Sicurezza e la P.L. Successivamente, alle ore 11:00 presso la chiesa di San Pio X, l’arcivescovo della Diocesi di Catanzaro-Squillace, S.E. monsignor Claudio Maniago, celebrerà la santa messa. La festa si concluderà subito dopo il rito con un momento conviviale presso il Comando. “Sono particolarmente lieto di vivere questo bel momento, così significativo, a poche settimane dal mio insediamento – ha commentato il comandante Ruocco –. Ma sono anche onorato di vestire i panni del padrone di casa per accogliere colleghi da tutta la regione nel nostro Comando che, non dimentichiamolo, contiene al suo interno l’unico museo della Polizia Locale esistente in Calabria, testimonianza di tradizione, dedizione e spirito di servizio”. L’assessore comunale con delega alla Sicurezza, Marinella Giordano, dal canto suo si è detta “compiaciuta del fatto che sia il Capoluogo di Regione a ospitare la ricorrenza proprio nel momento in cui l’Amministrazione comunale sta producendo una serie di sforzi per irrobustire il Corpo dei vigili urbani”. Un lavoro – ha aggiunto – che ha già prodotto risultati importanti come la nomina del nuovo vertice e che si accinge a produrne ancora con le assunzioni di nuove unità attualmente in itinere. La Polizia Locale è il presidio di maggiore prossimità tra l’Istituzione e i cittadini ed è nostra ferma intenzione continuare a impegnarci per garantire efficienza e qualità al servizio”.
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Riceviamo e pubblichiamo Nota dell’assessore alle Attività Produttive, Antonio Borelli
"Doveva essere la svolta nelle politiche per lo sviluppo del Mezzogiorno dal 1 gennaio 2024. In realtà, la Zes Unica partirà salvo imprevisti l’1 marzo, sostituendosi alle otto aree Zes designate tra cui quella della Calabria. Per ora solo un piccolo ritardo per via della Struttura di Missione centralizzata, non ancora pronta per adempiere ai suoi compiti, tant’è che si è dovuto ricorrere alla proroga degli attuali commissari delle singole Zone regionali per evitare una vacatio che avrebbe creato non pochi problemi. Un quadro, questo, che ci dà ancora una volta la misura della complessità della materia con cui abbiamo a che fare e che crea al contempo una certa apprensione. Preoccupa che un’unica Zes, con tutti i territori regionali dentro, inneschi una dinamica di concorrenza tra i territori stessi nella quale chi è debole ha più probabilità di restare al palo. Ma anche all’interno di ciascun territorio potrebbero innescarsi dinamiche negative. In precedenza, infatti, l’autorizzazione unica veniva emessa solo per gli investimenti produttivi realizzati all’interno di agglomerati definiti come retro porti, porti, agglomerati industriali, aeroporti e retro aeroporti: zone ben circoscritte per creare condizioni ottimali in termini economici, finanziari, amministrativi ma anche di sicurezza, visto che il contrasto alla criminalità su un polo concentrato di attività produttive può, in teoria, essere più agevole – in teoria perché le recenti intimidazioni agli stabilimenti Callipo, collocati nella Zes lametina, dimostrano che siamo ancora lontani dall’obiettivo. In ogni caso, resta il fatto che l’impostazione adottata fin qui viene oggi vanificata da una Zes unica che guarda ai territori regionali nella loro interezza generando molti interrogativi sia sul piano amministrativo, sia sul piano economico e finanziario. Il primo punto è quello che ci tocca più da vicino come Amministrazione Comunale. C’è l’impegno, da parte del governo, di mantenere i profili di semplificazione amministrativa che le otto Zes avevano predisposto nel loro modello. Ma ci chiediamo come e quando sarà possibile mettere in piedi una macchina amministrativa capace di sostituirsi a tutti i Comuni del sud e ai loro sportelli Suap per portare avanti lo snellimento burocratico? È pur vero che è prevista la creazione dello sportello Sud Zes, ma non si sa ancora come e con quale tempistica sarà attivo. In tale condizione non vorremmo doverci trovare dal 1 marzo a dover gestire in emergenza insediamenti industriali complessi senza i necessari strumenti operativi e normativi compreso il personale addetto. Per quanto riguarda poi l’autorizzazione unica, sappiamo che una delle caratteristiche della Zes è la possibilità di derogare alle previsioni di una serie di strumenti, compresi quelli urbanistici. Un principio senz’altro condivisibile rispetto alla filosofia che sottende le Zone Economiche Speciali ma a condizione che esse siano circoscritte e quindi caratterizzate in un certo senso da una eccezionalità di scopo. Ma cosa succederà quando ad agire sarà la Zes Unica del Mezzogiorno? Che ne sarà delle politiche urbanistiche pianificate dai singoli Comuni? Dovremo convivere tutti con pianificazioni sottoposte costantemente a una sorta di spada di Damocle che potrebbe stravolgerle? Chiunque è in grado di comprendere che non sono interrogativi da poco. Com’è evidente, ci sono molte e fondate ragioni per guardare con preoccupazione alla Zes unica. Ragioni cui si aggiunge la consapevolezza che le dimensioni raggiunte dall’UE sono oramai tali da comprendere anche territori ben più in difficoltà sul piano dello sviluppo rispetto al nostro Mezzogiorno. Consapevolezza che ci aveva portato a proporre in questa lotta contro il tempo anche per la nostra città l’istituzione di una nuova area Zes a Germaneto ancorata a nuovi drivers di sviluppo quali la conoscenza e il sapere. A margini della nuova strategia sul tema della Zona Economica Speciale non si può non invocare un dibattito serio e approfondito sul tema. Un confronto nel quale ciascuno si assuma alla luce del sole la responsabilità delle scelte, secondo i compiti che l’ordinamento gli attribuisce: dal governo centrale, fino ai Comuni. Il nostro punto di vista è chiaro e sentiamo di denunciare il pericolo di un percorso che, se non allineato, potrebbe compromettere il lavoro delle amministrazioni locali e soprattutto gli investimenti prospettici sui nostri territori."
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I carabinieri della Compagnia di Lamezia Terme Scalo, con il supporto dello Squadrone Cacciatori Calabria e del Nucleo Cinofili di Vibo Valentia, all’esito di mirate attività di controllo nella zona di Sant’Eufemia, finalizzate alla ricerca di armi, munizioni e materiale esplosivo, hanno arrestato un 51enne lametino, per detenzione illecita di arma clandestina e relativo munizionamento. I militari a seguito di un’accurata perquisizione personale e domiciliare, hanno rinvenuto occultata all’interno di un forno elettrico presente nell’abitazione dell’uomo, una pistola beretta mod. 35 cal. 7.65 con matricola punzonata e 97 cartucce. La pistola e le munizioni sono state sottoposte a sequestro, in attesa degli accertamenti dattiloscopici e balistici finalizzati ad appurare l’eventuale utilizzo delle stesse per altre attività delittuose. L’arresto è stato convalidato e il GIP del Tribunale di Lamezia Terme, che ha disposto nei confronti del soggetto la misura cautelare della custodia in carcere.
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