Catanzaro. L'assessorato all'ambiente lancia la campagna sul corretto smaltimento dei rifiuti elettronici
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I Carabinieri della Compagnia di Sellia Marina, nel catanzarese, hanno arrestato e posti ai domiciliari, due giovani 19enni, originari della provincia di Napoli, con l’accusa di tentata truffa ai danni di un’anziana signora. I provvedimenti cautelari, emessi su richiesta della locale Procura, scaturiscono da una complessa indagine svolta dai militari in servizio presso la Stazione dei Carabinieri di Botricello che si è articolata nell’acquisizione delle dichiarazioni della persona offesa, nell’analisi delle immagini di sistemi di videosorveglianza ed in accertamenti tecnici sulle celle telefoniche e sulle utenze utilizzate dagli indagati. I presunti autori del fatto criminoso avrebbero contattato, lo scorso mese di luglio, un’anziana signora botricellese, sia sull’utenza fissa che su quella mobile, e qualificandosi falsamente prima come carabiniere e poi come avvocato, le avrebbero rappresentato che la figlia, residente fuori Regione, aveva provocato un sinistro stradale con feriti gravi, nonché le avrebbero richiesto la corresponsione di una somma di 4.200 euro in contanti o in preziosi, simulando che la stessa fosse funzionale ad evitare l’arresto della congiunta, in quanto responsabile dell’incidente. Non avendo la disponibilità in contanti dell’intera somma richiesta, la vittima avrebbe consegnato ad uno dei complici, recatosi presso la sua abitazione, l’importo di 100 euro e 131 grammi in oro, tra cui le sue fedi nuziali.
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Il Tribunale di Catanzaro ha emesso 16 misure di Sorveglianza speciale di pubblica sicurezza su proposta della locale questura nei confronti di persone residenti a Catanzaro e nei comuni della provincia accusate di atti persecutori e maltrattamenti contro familiari o conviventi. Le sedici misure di cui 13 applicate da inizio anno e 3 in questo mese sono scaturite dalle attività di indagine della polizia anticrimine. Dalle investigazioni degli agenti è emerso che nella maggior parte dei casi le condotte criminose sono state consumate in ambito familiare o al termine di relazioni sentimentali con conviventi ed in alcuni casi vittime di maltrattamenti ed atti persecutori sono stati anche i figli in tenera età. I destinatari dei provvedimenti – 15 italiani ed uno straniero – devono osservare una serie di obblighi e divieti compreso il divieto di avvicinamento alla parte offesa ed ai luoghi che frequenta, oltre ad essere sottoposti al ritiro dei documenti di identità validi per l’espatrio. “L’esortazione della Polizia di Stato – si legge nel comunicato della questura di Catanzaro – è sull’importanza che le vittime continuino a denunciare tutti i comportamenti di vessazione e di violenza, anche di fatti avvenuti successivamente a quelli per i quali abbiano già presentato una denuncia, che potrebbero essere sintomatici di una capacità criminale persistente e di una pericolosità sociale del maltrattante e dello stalker.”
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A Catanzaro nel corso di una conferenza stampa nella sala verde della Cittadella regionale è stato presentato il bando “Certificazione della Parità di Genere“. L’avviso pubblico è stato presentato dal presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, dal vicepresidente e assessore all’Organizzazione Filippo Pietropaolo, dagli assessori regionali al Welfare e Pari opportunita’ Caterina Capponi ed al Lavoro Giovanni Calabrese, dalla consigliera regionale di Parità Tonia Stumpo e dal direttore generale del Dipartimento regionale Lavoro Fortunato Varone. Il bando rientrante nel Piano per l’Occupazione 2023-2027 finanzia fino al 100% delle spese sostenute dalle piccole e medie imprese calabresi per ottenere la certificazione secondo la norma Uni/PdR 125:2022. La dotazione complessiva dell’avviso pubblico è pari a 3 milioni di euro. I destinatari – è stato spiegato in conferenza stampa – sono lavoratrici e lavoratori con le seguenti tipologie contrattuali: contratto di lavoro di diritto privato a tempo indeterminato o a tempo determinato (in entrambi i casi sia a tempo pieno, sia a tempo parziale); contratto di apprendistato (ai sensi del dlgs 81/2015); soci-lavoratori di cooperative (che partecipino o non partecipino agli utili). Sono ammesse a presentare domanda di contributo le Pmi che abbiano almeno un dipendente in pianta organica e sede operativa sul territorio della Regione Calabria. Il contributo massimo varia in base alla dimensione aziendale, da 2.200 euro a 9.600 euro. “Sono molto felice – ha dichiarato il presidente Occhiuto – che ci sia un’iniziativa concreta per promuovere la parità di genere attraverso la certificazione per le aziende. Sarebbe bello che si potesse prevedere nei bandi riservati alle aziende in futuro una premialità per le aziende che si certificano in ordine alla parità di genere in una regione dove i tassi di disoccupazione sono molto alti ma soprattutto sono alti quelli che riguardano le donne. Tutti i dati macroeconomici, tutte le realtà territoriali dicono che laddove è più alta la disoccupazione femminile c’è minore sviluppo, quindi investire sulla parità di genere significa anche investire sullo sviluppo della regione. Il bando – ha sostenuto – partirà subito, ci sta lavorando Fincalabra, ci ha lavorato insieme al garante Tonia Stumpo che non ho scelto io e che ho confermato, e sono felice di averla confermata perché questa è una buona iniziativa che pone la Calabria all’avanguardia su un tema sul quale spesso si fanno molte parole e pochi fatti». Per il vicepresidente Pietropaolo “il bando è un’iniziativa abbastanza innovativa, spero che molte aziende vogliono aderire perché vorrà dire che c’è una sensibilizzazione che sta crescendo verso la parità che è l’obiettivo che noi vogliamo raggiungere.” A seguire l’assessore regionale al lavoro Calabrese che ha specificato che “insieme al nostro presidente, siamo pronti per dare un segnale alla Calabria, un segnale di attenzione verso le donne per abbattere le barriere di discriminazione che ci sono nei confronti del mondo e cercare di accrescere il lavoro femminile. Ancora le percentuali sono basse: ci sono ottimi segnali di cambiamento ma ancora il percorso è lungo. Per questo motivo abbiamo voluto incentivare le aziende che spesso non spendono risorse in questa direzione, mettendo a disposizione una dotazione molto importante. Siamo convinti e certi che le aziende calabrese risponderanno in modo positivo”. Infine l’assessore regionale al Welfare Capponi ha concluso affermando che : “Questo bando è importantissimo non solo perché la presentazione avviene nella Giornata internazionale contro le violenze di genere ma perché dà un contributo importantissimo alle medie e piccole imprese dando una certificazione della parità di genere che in questo momento è importantissima perché i dati Istat fanno riflettere.”
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A Catanzaro un detenuto del carcere minorile è stato colto in flagranza mentre utilizzava un micro telefono cellulare per comunicare con l’esterno. E’ stato reso noto dal segretario generale aggiunto del Sappe Giovanni Battista Durante e Francesco Ciccone segretario regionale sottolineando che “sembra che non sia la prima volta“. “Nel carcere minorile di Catanzaro – affermano Durante e Ciccone – ci sono 33 detenuti, a fronte di una capienza massima di 35, di cui oltre il 75% proveniente da altre regioni. Ciò determina frequenti traduzioni fuori regione. Proprio ieri alcuni agenti hanno svolto 22 ore di servizio continuativo. Il reparto di polizia è composto da 40 colleghi, rispetto ad una pianta organica di 51 unità“. “Sono presenti – proseguono i sindacalisti – detenuti con disagio psichiatrico che da diversi mesi vengono spesso ricoverati in Ospedale in regime di Trattamento sanitario obbligatorio. Molte volte devono essere portati anche fuori provincia. Spesso i colleghi non riescono a fruire del riposo, anche per 20 giorni consecutivi e, a volte, sono richiamati dai riposi e dalle ferie.”