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OLIVERIO SCRIVE A ZINGARETTI: "PASSO INDIETRO PER NON DISTRUGGERE PATRIMONIO CHE E' LA MIA STORIA"

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Lettera aperta a Nicola Zingaretti, Segretario Nazionale del PD

Salomone uomo di enorme saggezza a cui Dio ha dato la capacità di saper distinguere il bene dal male, permette il trionfo della verità sulla menzogna.
Due donne reclamano entrambe la maternità di un bimbo e Re Salomone, dopo aver chiesto chi fosse la vera madre e aver ricevuto l’ovvia risposta da entrambe, propone di dividere il bimbo in due.
Un giorno gli si presentarono davanti due donne per avere un giudizio riguardo una disputa. Disse la prima: io e questa donna viviamo nella stessa casa. Un giorno io ho partorito un bambino e tre giorni dopo anch'ella diede alla luce un figlio. In quel periodo non c'era nessuno in casa oltre a noi due. Una notte questa donna per errore si coricò sul suo piccino e lo soffocò, allora, mentre io dormivo, ella si alzò e si prese il mio bambino, mettendomi nel letto il suo. Al mattino, quando mi svegliai, trovai il bambino morto e mi disperai, ma subito mi accorsi che il piccino non era il figlio mio, bensì quello dell'altra donna.
“No!” gridò allora l'altra madre. Il bambino vivo è il mio, il tuo è quello morto. Ti sei sbagliata e non c'era nessuno in casa che possa testimoniare!”
Le due donne continuarono a litigare così davanti al re: era la parola di una contro la parola dell'altra e il re ebbe bisogno di tutta la sua saggezza per scoprire la verità. Al fine Salomone si fece portare una spada e disse: “Ognuna di voi sostiene che il bambino vivo è il suo e che quello morto appartiene all'altra donna. Ora taglieremo in due il bambino vivo cosi ciascuna delle due madri ne avrà una parte”. “No!” disse la prima donna: “Piuttosto lasciate a lei il bambino, ma vi scongiuro sire, non uccidetelo”. L'altra madre invece si mostrò d'accordo con il giudizio dei re: “Va bene sire, tagliatelo in due come avete detto”. A quel punto Salomone non ebbe più dubbi: “Date il bambino alla prima madre: è chiaro che lo ama veramente come una madre ama il figlio suo, mentre alla seconda non importa niente della vita del piccolo!”
La vera madre non avrebbe permesso che il figlio morisse a costo di non vederlo mai più.
Caro Zingaretti, la parabola della Bibbia che ho messo in premessa vuole significare una cosa ben precisa:
pur ritenendo di avere tutte le ragioni del mondo non faccio dividere il bambino a metà. Di altri sono e saranno le responsabilità.
La Storia si incaricherà di fare giustizia di tutto, presto o tardi.
Io faccio un passo indietro per non consentire che venga distrutto e dilaniato un patrimonio che è la mia storia politica. La storia di Fausto Gullo e dei braccianti poveri e diseredati, la storia dei morti di Melissa, la storia delle lotte contro la ndrangheta, la storia di Giannino Losardo e di Peppe Valarioti e dei tanti uomini e donne assassinati per l’affermazione dei diritti, per la legalità e la giustizia; la storia di Riace e di ciò che rappresenta, la storia di tanti giovani che credono nel riscatto di questa terra; la storia della mia famiglia.
La storia di ieri e di oggi che prosegue.
Continuerò ad andare in giro per la Calabria, nei centri piccoli e grandi, nelle scuole e nelle università, nei luoghi della sofferenza e della speranza per mostrare il lavoro che abbiamo avviato in questi 5 anni in condizioni difficilissime e soprattutto per dimostrare che un’altra Calabria è possibile, che si può cambiare il corso delle cose con l’azione continua e costante del buon governo.
Ti riconfermo che è stato un errore politico grave e serio non aver voluto ricercare una soluzione che potesse rappresentare al meglio il fronte democratico nell’imminente campagna elettorale per le regionali, una soluzione di autentico rinnovamento, come fino all’ultimo ho sollecitato.
Altrettanto grave e miope è stata la gestione burocratica e irrispettosa dell’intera vicenda e l’ostinazione ad impedire, in questi mesi, una soluzione partecipata ed aperta alle forze del centrosinistra, ai movimenti civici, agli iscritti e agli elettori democratici calabresi. Gli stessi che in tutte le occasioni, come le elezioni primarie che ci hanno visto in modo disinteressato a tuo attivo sostegno, hanno dimostrato generosità e voglia di decidere nell’interesse generale.
Ad una grande forza democratica come il PD non giovano egoismi correntizi e meschini veti “non detti”, ma una visione alta, in Calabria come per il resto del Paese.
La mia, la nostra storia non finisce qui.
Buon Natale
Mario Oliverio
Cosenza 24 dicembre 2019

'NDRANGHETA. MANGIALAVORI: COLPO FERALE GRAZIE INVESTIGATORI

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Quello messo a segno questa mattina è un colpo fatale a tutti i clan di 'ndrangheta che infestano la Calabria, l'Italia e molte parti d'Europa. Al procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri, ai magistrati della Dda e ai militari impegnati nell'operazione va il ringraziamento di tutti i cittadini onesti che hanno scelto di stare dalla parte dello Stato e della legalità. Così il senatore e componente della commissione parlamentare Antimafia Giuseppe Mangialavori.

'NDRANGHETA. MAXI BLITZ DEI CARABINIERI: OLTRE 300 ARRESTI IN TUTT' ITALIA

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Maxi operazione dei Carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Vibo Valentia con l'esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare del gip di Catanzaro su richiesta della Dda, a carico di 334 persone. L'operazione 'Rinascita-Scott' ha disarticolato tutte le organizzazioni di 'ndrangheta operanti nel vibonese e facenti capo alla cosca Mancuso di Limbadi. Complessivamente sono 416 gli indagati, accusati a vario titolo, di associazione mafiosa, omicidio, estorsione, usura, fittizia intestazione di beni, riciclaggio e altri reati aggravati dalle modalità mafiose. Sequestrati beni per un valore di circa 15 milioni di euro. L'operazione, oltre alla Calabria, interessa varie regioni d'Italia dove la 'ndrangheta vibonese si è ramificata. Alcuni indagati sono stati arrestati in Germania, Svizzera e Bulgaria. Dalle indagini sono emerse cointeressenze con personaggi del mondo politico e dell'imprenditoria. Tra gli arrestati figurano l'ex parlamentare di Forza Italia Giancarlo Pittelli, accusato di associazione mafiosa, dalle indagini sarebbero emersi rapporti diretti tra Pittelli, iscritto al Grande Oriente d'Italia e Luigi Mancuso, uno dei boss dell'omonima cosca, il sindaco di Pizzo e presidente di Anci Calabria Gianluca Callipo, eletto con il Pd ma recentemente avvicinatosi al sindaco di Cosenza Mario Occhiuto di Fi, l'ex consigliere regionale del Pd Pietro Giamborino, ai domiciliari e il segretario del Psi calabrese Luigi Incarnato, anche lui ai domiciliari. Il gip ha imposto il divieto di dimora in Calabria per l'ex parlamentare ed ex assessore regionale del Pd Nicola Adamo, indagato per traffico di influenze. Tra gli arrestati c'è anche l'ex comandante del reparto operativo dei carabinieri di Catanzaro Giorgio Naselli, adesso comandante provinciale a Teramo. Così in conferenza stampa il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri.

JOLE SANTELLI CANDIDATA ALLA PRESIDENZA DELLA REGIONE PER IL CENTRODESTRA

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Forza Italia conferma la candidatura a presidente della Regione Calabria di Jole Santelli. E’ quanto si legge in una nota diffusa dal partito. "In Campania – prosegue la nota - in seguito agli accordi assunti che assegnano al nostro partito l'indicazione del candidato presidente – confermiamo la già più volte annunciata candidatura di Stefano Caldoro".

COMMISSARIO PD STEFANO GRAZIANO INDAGATO PER 'VOTO DI SCAMBIO'

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Stefano Graziano, il consigliere del Pd della regione Campania, presidente della Commissione Sanità e commissario del Partito democratico in Calabria è indagato per “voto di scambio”. La vicenda riguarda la campagna elettorale per il rinnovo del consiglio comunale di Aversa. Il tribunale di Napoli Nord ha emesso un avviso di conclusioni indagini che riguarda oltre Graziano, altre tre persone. “Sono tranquillo – ha dichiarato Graziano - perché assolutamente estraneo alla vicenda che mi vede indagato per non aver raccomandato la persona, che proprio per la mancata segnalazione prima mi ha denunciato e poi ha tentato di diffamarmi utilizzando gli organi di informazione”.

'NDRANGHETA. ARRESTATO IN FRANCIA IL LATITANTE DOMENICO STANGANELLI

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La Direzione Investigativa Antimafia ha coordinato l'arresto in Francia di Domenico Stanganelli, latitante dal 2014, destinatario di un mandato d'arresto europeo per associazione di stampo mafioso, traffico di stupefacenti, riciclaggio, porto e detenzione abusiva di armi nell'ambito di un'indagine che ha colpito le cosche di ‘ndrangheta Molé di Gioia Tauro e Mancuso di Limbadi. Stanganelli è stato arrestato a casa dei suoceri a Vallauris, in costa Azzurra, grazie alla cooperazione tra la Dia, la Polizia giudiziaria di Marsiglia e di Nizza e la Brigata per le ricerche ed intervento francese. Una cooperazione possibile anche grazie alla 'Rete operativa antimafia - Onnet', un progetto sviluppato proprio dalla Dia che prevede di supportare le unità investigative degli Stati membri con agenti specializzati sul fenomeno e di migliorare contestualmente lo scambio d'informazioni utili alle indagini.