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Falcomatà eletto nell'Ufficio di Presidenza di Anci con delega ai Servizi pubblici locali

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Il sindaco metropolitano di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà è stato eletto, unico rappresentate calabrese, nel nuovo Ufficio di Presidenza dell’Associazione nazionale Comuni italiani, guidato dal neo presidente Gaetano Manfredi che gli ha assegnato la delega ai Servizi pubblici locali. Per il primo cittadino reggino si tratta di un’ulteriore conferma in Anci, il massimo organismo rappresentativo dei Comuni italiani. Le nuove deleghe di Falcomatà, questa volta, avranno un respiro su tutto il territorio nazionale, riguardando i servizi più utili e necessari per i cittadini. “Ringrazio il presidente Manfredi e tutta la nuova squadra di Anci per la fiducia che hanno riposto nei miei confronti, rivolgo a lui e agli altri colleghi sindaci un grande in bocca al lupo per il lavoro che dovremo affrontare nei prossimi mesi. I Comuni sono la colonna portante del sistema democratico dell’Italia, il primo riferimento istituzionale per tutti i cittadini che dopo la riforma elettorale, hanno avuto la possibilità di eleggere direttamente i sindaci”. Così il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà che aggiunge: “Sarà fondamentale il confronto con gli altri colleghi sindaci e con le altre Istituzioni, con l'Unione Europea, con il Governo nazionale e con le Regioni. Le deleghe assegnatemi, infatti - conclude Falcomatà - riguardano le principali funzioni dei Comuni, ossia l’erogazione di servizi pubblici locali, vitali per cittadini, famiglie, imprese, che devono essere garantiti a pari livello su tutto il territorio nazionale, come previsto dalla Costituzione”.

 
 

Il Prof. Vincenzo Carbone insignito della Medaglia Lewis Fry Richardson 2025

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Il Prof. Vincenzo Carbone, Professore Ordinario del Dipartimento di Fisica dell'Università della Calabria, ha ricevuto la Lewis Fry Richardson Medal per l’anno 2025, uno dei più prestigiosi riconoscimenti internazionali nell’ambito della geofisica che celebra contributi nel settore che siano ritenuti di eccezionale valore scientifico dalla comunità, in relazione alla loro innovatività e agli avanzamenti che hanno apportato alla comprensione dei fenomeni naturali complessi. Solo tre italiani, prima del Prof. Carbone, avevano ottenuto questo prestigioso riconoscimento, istituito nel 1997. In particolare, la European Geophysical Union (EGU) ha voluto premiare gli studi del Prof. Carbone nel campo della fisica dei plasmi spaziali, nello studio del vento solare, della magnetosfera terrestre e dello space weather. Le sue ricerche hanno infatti arricchito profondamente la comprensione dei fenomeni non lineari che regolano l'interazione tra il vento solare e il campo magnetico terrestre, nonché gli effetti di questi fenomeni sull'ambiente spaziale e sulla Terra. Il Prof. Carbone ha, inoltre, contribuito in modo significativo allo studio dei sistemi complessi, analizzando e sviluppando modelli teorici avanzati che spiegano le dinamiche non lineari che caratterizzano i fenomeni naturali, dai processi spaziali a quelli atmosferici e geofisici. La sua capacità di integrare diverse aree disciplinari e applicare metodi innovativi ha portato alla creazione di modelli in grado di descrivere la natura di questi fenomeni in modo più preciso ed efficace. In quest’ambito, ha anche portato il suo contributo all'analisi dei cambiamenti climatici, e alla comprensione del ruolo dello studio dei sistemi non lineari per la comprensione dei fenomeni climatici in evoluzione e del loro impatto sul nostro pianeta. Questo riconoscimento non solo celebra la carriera del Prof. Carbone, ma conferma l’eccellenza della ricerca condotta dal Dipartimento di Fisica dell'Università della Calabria, che si conferma punto di riferimento internazionale per l’alta formazione e la ricerca nelle scienze geofisiche, spaziali e della fisica dei plasmi. Il Prof. Carbone ha commentato: “Ricevere questo premio è un onore che condivido con il mio gruppo di ricerca. La scienza è sempre il risultato di un lavoro collettivo, e questo riconoscimento è il frutto di anni di collaborazione, impegno e passione condivisa.”

L’Associazione Valentia in udienza privata con Papa Francesco: giovani, speranza e responsabilità.

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L’Associazione Valentia, rappresentata dal suo Presidente Anthony Lo Bianco, ha avuto l’onore di partecipare all’udienza privata con Papa Francesco, in occasione del ventesimo anniversario del Consiglio Nazionale Giovani. Un momento storico, celebrato nella suggestiva cornice della Sala del Concistoro, che ha visto il Pontefice rivolgere un appello diretto ai giovani: essere protagonisti del cambiamento in un mondo che affronta sfide epocali. Anthony Lo Bianco ha descritto l’incontro come “un’esperienza indelebile, che rafforza il nostro impegno quotidiano per costruire una società più giusta e solidale.” Il Presidente ha aggiunto: “Le parole di Papa Francesco sono state una chiamata all’azione per tutti noi, un invito a non arrenderci di fronte alle difficoltà, ma a trasformarle in opportunità di crescita personale e collettiva.” Durante l’udienza, il Santo Padre ha esortato i giovani a non smettere mai di sognare e a vivere con entusiasmo e speranza. “Quando un giovane smette di sognare, diventa un ‘pensionato della vita’,” ha detto il Papa, lanciando un monito contro la rassegnazione e la perdita della speranza. Il Pontefice ha indicato il beato Pier Giorgio Frassati come esempio di impegno e coerenza, sottolineando il suo entusiasmo per la fede e il suo amore per il prossimo. Ha invitato i giovani a conoscerlo e a seguirne le orme, coltivando il coraggio e la gioia di vivere con generosità. Papa Francesco ha riconosciuto il ruolo fondamentale del Consiglio Nazionale Giovani come spazio per rappresentare le nuove generazioni a livello locale, nazionale ed europeo. Ha sottolineato la necessità di “fare rete” tra realtà associative che promuovano valori come solidarietà e inclusione, invitando i giovani a “fare chiasso” per portare all’attenzione della società le loro istanze. Ha toccato temi cruciali come il lavoro, la famiglia, l’educazione, la tutela dell’ambiente e il disagio sociale, richiamando l’urgenza di creare un “villaggio dell’educazione” basato su un’alleanza intergenerazionale per affrontare insieme le sfide del nostro tempo. L’Associazione Valentia, già impegnata in numerosi progetti per la promozione della cultura, dell’educazione e della partecipazione attiva dei giovani, trova nuovo slancio nel messaggio del Santo Padre. “Le sue parole ci spingono a rinnovare il nostro impegno per costruire ponti, combattere le disuguaglianze e dare voce a chi non ce l’ha,” ha affermato Anthony Lo Bianco. L’incontro si è concluso con un messaggio di straordinaria semplicità e profondità. Papa Francesco ha chiesto ai giovani: “Siete capaci di giocare con i bambini e di accarezzare gli anziani?” Un invito a riscoprire la tenerezza, l’attenzione verso gli altri e il valore del servizio alla comunità. Con il cuore pieno di gratitudine e di ispirazione, l’Associazione Valentia si prepara a portare avanti il proprio lavoro, consapevole dell’importanza di costruire un futuro migliore per le nuove generazioni. “Andate avanti nel vostro servizio,” ha esortato il Pontefice, “portando la speranza dei giovani nelle sedi istituzionali e nella società.” Questo incontro rappresenta per l’Associazione Valentia non solo un riconoscimento del proprio operato, ma un nuovo inizio, un invito a trasformare le sfide in opportunità, mettendo al centro il bene comune e la responsabilità collettiva.

 
 

In arrivo quasi un milione di euro per le università calabresi

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La ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini ha comunicato in una nota la destinazione di 993.972 mila euro da parte del Ministero dell’Università e della Ricerca  agli atenei calabresi per promuovere iniziative a favore dell’inclusione degli studenti, all’attivazione ed al potenziamento di servizi di supporto come gli sportelli antiviolenza. Gli atenei beneficiari saranno l’Università della Calabria, l’Università degli studi Magna Grecia di Catanzaro e l’Università degli studi Mediterranea di Reggio Calabria. “Stiamo proseguendo – spiega la ministra Bernini – il potenziamento della ‘cassetta degli attrezzi’ che mettiamo a disposizione delle università e delle AFAM affinché garantiscano agli studenti gli strumenti necessari per affrontare delle situazioni di disagio in maniera tempestiva. Il nostro obiettivo – conclude – è creare le condizioni per prevenire le emergenze e assicurare a tutti un percorso di crescita personale, non solo una gara di performance”. In totale le risorse destinate dal ministero attraverso il Fondo di Finanziamento Ordinario ammontano a 35 milioni di euro. A queste si aggiungono inoltre 20 milioni dell’Avviso Pro-Ben 2024 per finanziare progetti di ricerca per fornire risposte efficaci alle condizioni di fragilità emotiva e disagio psicologico strettamente legate all’aspetto cognitivo.

Arrestato imprenditore per estorsione con metodo mafioso

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A Milano i carabinieri hanno arrestato un’imprenditore originario di Seminara nel reggino collegata ad esponenti della ‘ndrangheta con l’accusa di estorsioni aggravate dal metodo mafioso per favorire l’attività della moglie e battere in modo sleale la concorrenza nel settore dei trasporti di merce in Lombardia. Si tratta di Giuseppe De Marte detto “Pino” al quale i militari dell’Arma hanno notificato anche due decreti di amministrazione giudiziaria nei confronti di due società: la Scatolificio Deles spa con sede ad Origgio in provincia di Varese e la Deles Imballaggi speciali srl di Milano. L’indagine da parte dei militari è partita a Gallarate lo scorso febbraio a seguito della denuncia di estorsione di un imprenditore concorrente del settore trasporti ad opera di De Marte. Dalle attività investigative è emerso che si trattava di una sorta di estorsione “ambientale” creata attraverso costanti episodi di minaccia e violenza  sottoponendo alle pretese dell’arrestato i dirigenti ed i dipendenti delle due società con l’assegnazione ad un’altra ditta le tratte di trasporto nella regione lombarda. Avvalendosi della fama “criminale” di cui gode la famiglia De Marte l’uomo riusciva ad incutere timore nelle vittime richiamando le sue origini e la sua “vicinanza o parentela” con soggetti legati alla ‘ndrangheta. L’attività estorsiva accertata risalente già al 2016 “ha consentito alla società assegnataria di fatturare oltre 8 milioni di euro” e queste pressioni “hanno consentito di ottenere un ingiusto vantaggio patrimoniale attraverso l’affidamento esclusivo delle commesse di trasporto che sono state assegnate in violazione di criteri di economicità e concorrenzialità e anche in assenza di un effettivo fabbisogno dell’operatore economico”.

Operazione antidroga tra Calabria e Lombardia, 20 indagati

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La Guardia di Finanza di Pavia su richiesta del gip di Milano ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nelle province di Pavia, Milano, Reggio Calabria, Lecco e Piacenza nei confronti di 20 indagati – 15 in carcere e 5 ai domiciliari – accusati di appartenere ad un’associazione dedita al traffico di stupefacenti che divisa in sottogruppi aveva lo scopo di procurare ingenti quantitativi di droga da rivendere nella città lombarda. Dalle indagini, condotte dalle fiamme gialle e dalla Dda milanese, è stato individuato un soggetto che avrebbe preso il posto della famiglia Flachi a capo dei vari gruppi criminali godendo del legame con il clan di ‘ndrangheta dei Barbaro di Platì, attivo nella zona di Cologno Monzese, e la criminalità albanese e sudamericana dedite al controllo delle spedizioni della cocaina verso le più importanti piazze intercontinentali. Inoltre dalla contabilità appartenente alla presunta associazione è emerso che ne farebbe anche parte il capo ultrà milanista Luca Lucci  – già finito in carcere con l’inchiesta milanese “Curve di San Siro” – che con la vendita degli stupefacenti avrebbe “generato una ingentissima massa di denaro contante” di circa 11 milioni di euro usando “sistemi di occultamento finalizzati a sottrarre i profitti illeciti alla tracciabilità ed ai sequestri“. Lo spiegano le forze dell’ordine pavesi che chiariscono come l’organizzazione abbia importato enormi quantitativi di cocaina grazie anche al rapporto privilegiato con i nuclei di criminalità organizzata calabresi. Allo stesso tempo l’organizzazione aveva anche distribuito grossi quantitativi di hashish provenienti dal Marocco e dalla Spagna grazie all’opera di un narcotrafficante di altissimo livello – arrestato a seguito di recenti operazioni condotte nella città lombarda –  che conta su solidi rapporti instaurati nel tempo con i più grossi produttori e fornitori magrebini. Parte dello stupefacente veniva commercializzato da noti elementi della malavita milanese legati in affari ai vertici del gruppo criminale imperante nel quartiere Barona di Milano. La componente criminale inoltre utilizzava sistemi di occultamento finalizzati a sottrarre i profitti illeciti alla tracciabilità ed ai sequestri da parte delle Autorità dello Stato attraverso il cosiddetto underground banking. Questa manovra finanziaria veniva gestita da collettori di etnia cinese detentori ormai in via esclusiva dei canali bancari che trasferivano il denaro all’estero secondo il sistema del fei eh ‘ien – circuito finanziario finalizzato al trasferimento di soldi con completa garanzia di anonimato. Dalla ricostruzione dei fatti sarebbero stati importati e distribuiti 1000 chili di cocaina, 1000 chili di hashish e 173 chili di eroina. Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati  “circa 250 chili di droga destinati all’organizzazione e la somma di 800 mila euro contanti durante la fase di trasferimento all’estero”.