Notizie

Problematica Abramo Customer Care chiesto al prefetto di Catanzaro un tavolo tecnico

Written by Redazione

A seguito delle risultanze del Consiglio Comunale aperto sulla problematica Abramo Customer Care che si è tenuto lo scorso 22 maggio il sindaco Vincenzo Voce, il presidente della Provincia Sergio Ferrari e il presidente del Consiglio Comunale di Crotone Mario Megna hanno indirizzato al prefetto di Catanzaro Enrico Ricci una nota con la quale si chiede l’istituzione di un tavolo tecnico presso la Prefettura con il coinvolgimento del presidente della Regione, delle organizzazioni sindacali e di una delegazione di lavoratori. Tavolo che possa promuovere e sollecitare la problematica a livello ministeriale e governativo. Nella nota viene rinnovata la fortissima preoccupazione per il futuro dei dipendenti, senza una prospettiva di interventi strutturali per il settore che stabiliscano regole certe ed investimenti per un comparto che rappresenta un asset strategico per l’economia territoriale. Ed, inoltre, ribadita la necessità di un piano strategico che sia orientato a tutelare la forza lavoro, a offrire garanzie per la continuità a medio e lungo termine dell’esercizio, oltre alla richiesta al Governo di interventi urgenti per affrontare una crisi sistemica che possa mettere concretamente in sicurezza il comparto e tutelare realmente i lavoratori. Siamo di fronte, aggiungono, ad una situazione di completa deregolamentazione per la quale occorre una immediata e netta inversione della politica nazionale industriale ed economica e che lo Stato riprenda le redini di un settore di grande rilevanza strategica, difendendo i posti di lavoro che nel territorio assumono una rilevanza fondamentale anche dal punto di vista sociale.

Creare speranza oggi, l'evento organizzato dal Rotary di Palmi per prospettare alle nuove generazioni un futuro lavorativo in Calabria

Written by Redazione

Oggi il presidente dell’Autorità di Sistema portuale dei Mari Tirreno meridionale e Ionio, Andrea Agostinelli, ha incontrato gli studenti dell'IIS Einaudi Alvaro di Palmi e del Liceo Scientifico Guerrisi di Cittanova, nell'ambito del progetto organizzato dal Rotary Club di Palmi dal titolo "Creare speranza oggi", presieduto dall’avv. Maria Stella Morabito. L’iniziativa rientra, anche, nel programma nazionale di Assoporti “Italian Port Days – Opening port life and culture to people” che punta ad “aprire” gli scali portuali italiani, nello stesso periodo, ad eventi, incontri e visite per informare e avvicinare le popolazioni alla vita e alla cultura portuale. In particolare, a Gioia Tauro, il progetto del Rotary Club Palmi si è posto l’obiettivo di prospettare alle nuove generazioni l’opportunità di un futuro lavorativo in Calabria attraverso la conoscenza della più grande azienda della regione, che offre lavoro, tra diretti e indotto, ad oltre 4000 persone. Per focalizzare l’attenzione sulle potenzialità e sulle risorse, soprattutto umane e professionali del territorio, il progetto ha visto il coinvolgimento, tra gli altri, dell’imprenditore Pippo Callipo, titolate dell’azienda “Giacinto Callipo Conserve Alimentari spa”, che all’interno del porto di Gioia Tauro ha realizzato un proprio stabilimento per la ricezione del tonno dagli oceani Indiano, Pacifico e Atlantico. Nel corso della mattinata, il presidente Andrea Agostinelli ha illustrato agli studenti l’importante infrastrutturazione dello scalo portuale di Gioia Tauro, primo porto di transhipment d’Italia e tra i più importanti del bacino del Mediterraneo. Si è quindi soffermato sulla capacità del porto di continuare a registrare una sempre maggiore crescita, sia nel terminale contenitori MCT che in quello del trasbordo delle autovetture Automar, dovuta al costante lavoro di investimento, in sinergia tra pubblico e privato, per assicurare le più alti performance produttive richieste dal mercato globale. L’attenzione dell’incontro è stata, principalmente rivolta agli aspetti relativi alla legalità, necessari a garantire sicurezza e operatività allo scalo e a chiunque decida di lavorare in questa realtà. Ad illustrarne i particolari è stato il cavaliere Pippo Callipo cha ha sottolineato quanto per un imprenditore sia fondamentale avere la certezza di poter lavorare in una realtà, come è appunto quella di un porto, senza dover sottostare a logiche poco legali ma, al contrario, consapevole di avere alle spalle una Istituzione pubblica che, insieme alle Forze dell’ordine, assicurino fiducia e così piena produttività. Nel rivolgersi agli studenti, Callipo ha ripercorso l’iter burocratico che lo ha visto, inizialmente, impegnato nella richiesta autorizzativa e, successivamente, in tutti gli step della sua attività produttiva interna al porto di Gioia Tauro per evidenziarne la sana gestione. L’obiettivo è stato quello di dimostrare, attraverso il racconto di una serie di esempi concreti, quanto sia fondamentale avere la consapevolezza che, anche, in Calabria ci siano le condizioni per poter operare nel pieno rispetto della legalità, che è l’elemento base da cui partire per costruire il proprio futuro. Ha quindi stimolato gli studenti a credere nelle potenzialità che questo territorio offre a chi lo sceglie per vivere e lavorare onestamente, senza dover necessariamente emigrare. <<In Calabria si può progettare il proprio futuro – ha concluso Callipo – purché si abbia la capacità di scegliere da quale parte stare, consapevoli della vicinanza delle Istituzioni pubbliche>>.  Il Progetto “Creare speranza oggi” organizzato dal Rotary – Distretto 2102 Italia – Club Palmi, in collaborazione con il Rotaract Club Palmi, ha visto il coinvolgimento, oltre che dell’Autorità di Sistema portuale dei Mari Tirreno meridionale e Ionio, anche della Camera di Commercio di Reggio Calabria, di Confindustria Reggio Calabria e dell’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria.

  

Sicurezza su strade e autostrade, Conclusa la campagna Roadpol della Polizia Stradale

Written by Redazione

Il Compartimento Polizia Stradale per la Calabria, con le sue cinque sezioni Catanzaro, Reggio Calabria, Cosenza, Vibo Valentia e Crotone, ha concluso nei giorni scorsi l’attività ROADPOL, al termine di una settimana dedicata alla campagna Truck and Bus, finalizzata ad una maggiore sicurezza sulle strade e autostrade. Lo scopo è quella di operare un’intensificazione dei controlli, da parte di tutte le Polizie Stradali Europee, dei mezzi pesanti adibiti al trasporto di merci, degli autobus e dei veicoli destinati al trasporto di merci pericolose, sia d’immatricolazione nazionale sia straniera. I controlli sono tesi alla verifica dello stato psicofisico dei conducenti, al rispetto dei limiti di velocità, il rispetto della normativa ADR sul trasporto delle merci pericolose e tutte le altre prescrizioni sull’autotrasporto previste dalla normativa nazionale e comunitaria, quali i tempi di guida, di pausa, di sistemazione del carico e di tutte le altre norme previste dalla disciplina della circolazione e da quelle di settore. All’esito delle attività sono stati controllati 499 veicoli pesanti e 70 autobus, e per 175 veicoli sono scattate sanzioni. In particolare, 51 sanzioni legate alla velocità e 35 per inosservanza della normativa comunitaria relativa ai tempi di guida, di pausa e di riposo. In 7 casi è stata accertata la circolazione in eccedenza di peso. Per un veicolo, è scattata l’intimazione a non proseguire il viaggio, mentre altre 39 sanzioni hanno riguardato l’irregolarità documentale. Nel complesso sono state ritirate 4 patenti di guida e decurtati 202 punti. Le attività proseguono.

Fondi strutturali. Siglato protocollo tra Regione e Guardia di Finanza

Written by Redazione

Intensificare il coordinamento dei controlli e lo scambio di informazioni per la vigilanza sulle operazioni finanziate attraverso fondi strutturali e investimenti europei per impedire ingerenze criminali di ogni genere. E’ questo l’obiettivo del protocollo d’intesa siglato a Catanzaro dalla Regione Calabria e dalla Guardia di finanza. L’accordo, sottoscritto dal governatore Roberto Occhiuto e dal comandante regionale del Corpo generale di divisione Gianluigi D’Alfonso, si inserisce nella scia di collaborazione instaurata tra le parti con i protocolli sull’attuazione del Piano di rientro dal disavanzo della spesa pubblica sanitaria e per la tutela delle risorse stanziate dal Pnrr e si propone di valorizzare ulteriormente i rapporti inter istituzionali allo scopo di combattere le indebite percezioni di sovvenzioni pubbliche. L’attuale documento, che rinnova e aggiorna i termini delle intese strette in passato, introduce nuove modalità di collaborazione e scambio informativo finalizzate a migliorare l’efficacia dei controlli sui finanziamenti dell’Ue Fse plus, Fesr, Feaga e Feasr 2021/2027 per il recupero di somme indebitamente percepite e per garantire una comunicazione tempestiva alla Commissione europea di eventuali irregolarità. In particolare, si prevede la trasmissione dell’elenco dei beneficiari alla Guardia di finanza per controllarne l’affidabilità; la possibilità di accedere da parte dei reparti della Finanza alle banche dati regionali per poter verificare se ci siano soggetti ‘a rischio di malversazione o di gestione illegale dei fondi’; la segnalazione da parte della Regione di situazioni sospette o anomale per approfondimenti e la possibilità di interrompere le erogazioni e una serie di iniziative a livello di formazione comune sulle procedure amministrative di gestione dei fondi. “La Calabria ha tanti problemi oltre che tante risorse – ha detto il presidente Occhiuto – per cui è necessario l’impegno di più istituzioni e più livelli istituzionali per affrontarli e risolverli. Sono felice di questo rapporto sinergico che si è creato e che fa sì che i fondi dell’Ue vengano spesi nella direzione di creare reali benefici per il nostro territorio”.

Impianti solari mai operativi, 5 persone a giudizio per danni erariali

Written by Redazione

Ammonta a 1,5 milioni di euro, il danno erariale contestato dalla Corte dei conti della Calabria nei confronti di due dirigenti pubblici e tre professionisti per impianti solari realizzati nel 2012 in 24 presidi ospedalieri nelle province di Cosenza, Crotone e Vibo Valentia e mai entrati in funzione. La Procura regionale della Corte dei conti presso la Sezione giurisdizionale per la Calabria ha notificato l’atto di citazione in giudizio a cinque persone tra i quali un dirigente della Regione Calabria e uno dell’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza all’epoca dei fatti, perché coinvolti a vario titolo nella realizzazione dell’appalto, per la realizzazione di impianti solari per la produzione di calore a bassa temperatura per l’acqua calda sanitaria. Le indagini, coordinate dal procuratore regionale Romeo Ermenegildo Palma e dal vice procuratore generale Giovanni Di Pietro e condotte dai finanzieri del Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Catanzaro, avrebbero consentito di accertare come gli impianti, costruiti nel 2012, non siano mai entrati effettivamente in funzione a beneficio delle strutture sanitarie, tanto da versare in stato di totale abbandono e incuria, in assenza dei previsti interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria. Secondo l’accusa, in fase di progetto non sarebbe stato effettuato un corretto dimensionamento degli impianti in rapporto alle esigenze delle strutture oggetto degli interventi. Inoltre non vi sarebbe stato il coordinamento con gli impianti idraulici preesistenti e alcuni impianti risultavano addirittura situati in zone a ridotta irradiazione solare. Inoltre, dagli accertamenti compiuti, sarebbe emerso che nella maggior parte dei casi i lavori sono stati realizzati senza le preventive autorizzazioni o concessioni comunali e, quando necessario, senza le autorizzazioni previste in presenza di vincoli di tutela paesaggistico-ambientale, tanto che alcuni Comuni hanno comminato sanzioni e hanno emesso ordinanze di demolizione delle opere abusivamente eseguite. Ai cinque vengono contestate condotte colpose sia in merito alla correttezza dei progetti sia ai successivi controlli. La realizzazione degli impianti è stata coordinata dall’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza quale capofila e stazione appaltante, anche nell’interesse delle altre aziende sanitarie, con la collaborazione tecnico-amministrativa di un consorzio appositamente costituito, con compiti anche di vigilanza e di coordinamento. Il danno contestato è pari al contributo che era stato erogato dal ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare (oggi ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica) per la realizzazione degli impianti, nell’ambito di un programma di energia termica rinnovabile per le aziende sanitarie.

Il FAI promuove per il secondo anno le Camminate nella biodiversità, Il 19 maggio ai Giganti della Sila

Written by Redazione

In occasione della Giornata mondiale della biodiversità, 22 maggio, il FAI-Fondo per l’Ambiente Italiano ETS promuove per il secondo anno le Camminate nella biodiversità, che si svolgeranno sabato 18 e domenica 19 maggio 2024 e sabato 25 e domenica 26 maggio. L’iniziativa, diffusa a livello nazionale, rientra nella campagna #FAIbiodiversità, di sensibilizzazione e attivazione a partire dalla conoscenza (per informazioni www.faibiodiversita.it). Guide d’eccezione, studiosi o tecnici, dai biologi, agli agronomi, dai botanici agli apicoltori, e molti altri esperti, condurranno il pubblico in una piacevole passeggiata volta a osservare e conoscere le specie vegetali e animali che abitano i luoghi curati e gestiti dalla Fondazione e a toccare con mano il valore della biodiversità caratteristica di ciascun territorio. Un’opportunità per scoprire che la biodiversità non dipende solo dalla natura, ma anche dalla storia e della cultura, e che pertanto è anche responsabilità dell’Uomo, nel bene e nel male.  I paesaggi italiani, dove natura e storia si intrecciano meravigliosamente, sono un patrimonio di biodiversità da scoprire, e tuttavia le Camminate nella biodiversità vogliono essere l’occasione per scoprire anche quanto questa ricchezza sia fragile e a rischio, e quindi da proteggere. Se il riscaldamento globale è un’emergenza, infatti, la perdita di biodiversità non è meno grave. L’81% degli habitat, nel territorio dell’Unione europea, è compromesso e l’89% in Italia, tra habitat terresti e acque interne. È un problema della natura, ma che ricade drammaticamente sull’Uomo, che della natura è parte, e che è interconnesso e dipendente da servizi fondamentali forniti dagli ecosistemi, da quella biodiversità che troppo a lungo abbiamo dato per scontata. La campagna #FAIbiodiversità vuole porre l’attenzione sulla necessità di preservare la natura, che è anche negli ambienti cittadini, e anzi incrementarla, perché oggi non basta più proteggere la natura esistente, ma bisogna recuperare quella perduta. È questo il principio, innovativo e ambizioso, su cui si basa la legge sul “ripristino della natura”, che il Parlamento Europeo ha approvato il 27 febbraio 2024 come strumento principale della Strategia sulla Biodiversità 2030: asse portante del Green Deal insieme al piano di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici. Il principale obiettivo consiste nel ripristinare almeno il 20% di natura nelle zone terrestri e il 20% nelle zone marine del territorio dell’UE: dal verde negli ecosistemi urbani alla protezione degli impollinatori, al monitoraggio degli elementi caratteristici del paesaggio a elevata diversità, non solo quello naturale, ma anche quello agricolo, che garantisce la nostra alimentazione; dal contenimento del consumo dei suoli al miglioramento della loro qualità, per favorire l’assorbimento del carbonio nel terreno. Il regolamento si pone inoltre l’obiettivo del ripristino di almeno il 30% degli ecosistemi degradati in tutti i Paesi dell’UE entro il 2030 (da foreste a praterie, da zone umide a fiumi, da laghi e fondali marini), e questa percentuale aumenterà al 60% entro il 2040 e al 90% entro il 2050. “Trasformare l'Unione in una società equa e prospera, dotata di un'economia moderna, efficiente sotto il profilo delle risorse e competitiva, volta a proteggere, conservare e migliorare il capitale naturale dell'Unione e a proteggere la salute e il benessere dei cittadini dai rischi e dagli impatti ambientali” è l’obiettivo fissato dal Green Deal Europeo entro cui questa normativa si inserisce, obiettivo che il FAI ha deciso di raccogliere promuovendo la campagna #FAIbiodiversità e proponendo le Camminate. Attraverso i Beni del FAI, a partire dal racconto dell’esperienza diretta e concreta del FAI nella gestione dei suoi Beni, sarà possibile scoprire una varietà di habitat, percorrendo il nostro Paese da nord a sud, riconoscendo le specie caratteristiche, e loro importanza nell’ecosistema, e comprendendo quali e quante minacce vengano oggi dagli effetti del cambiamento climatico, così come ad esempio dal consumo di suolo per l’urbanizzazione, o al contrario dall’abbandono dei territori e dal conseguente degrado dei paesaggi. Le Camminate nella biodiversità saranno l’occasione per conoscere, ad esempio, i pascoli d’alta quota di Monte Fontana Secca a Quero Vas (BL) sul Monte Grappa, le produzioni agricole di eccellenza coltivate all’Orto sul Colle dell’Infinito a Recanati (MC), il picchio e lo scoiattolo nero che popolano la riserva dei Giganti della Sila a Spezzano della Sila (CS), secolari pini larici testimonianza dell’antica silva silana. Le Camminate nella biodiversità sono organizzate in 23 Beni della Fondazione, ma non solo: il calendario delle iniziative si arricchirà quest’anno, per la prima volta, grazie allo straordinario contributo della rete di volontari delle Delegazioni FAI attive in tutte le regioni, che organizzeranno oltre 80 visite di approfondimento e percorsi accompagnati da specialisti della biodiversità in tanti e diversi territori, alla scoperta di questo patrimonio di natura e cultura che caratterizza l’intero nostro Paese (per maggiori informazioni: https://fondoambiente.it/news/rete-territoriale-fai-appuntamento-con-la-biodiversita/). Domenica 19 maggio ai Giganti della Sila sarà possibile partecipare a suggestive camminate che racconteranno la biodiversità del territorio silano: la ricchezza delle specie presenti, le forme di tutela da mettere in atto e la convivenza dell’uomo con queste specie. Le visite speciali verranno svolte grazie al supporto di esperti già impegnati in maniera attiva sul territorio. La narrazione partirà dallo scrigno di biodiversità e resilienza che è il bosco dei Giganti della Sila, per poi svilupparsi attraverso i sentieri che costeggiano la riserva dove, grazie alla partecipazione di appassionati ed esperti studiosi, si approfondiranno le tematiche più attuali che riguardano la tutela della biodiversità, puntando la lente di ingrandimento su alcuni tra i più importanti bioindicatori faunistici: il lupo e gli uccelli.