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"Fuochi di Speranza": il cinema entra nelle carceri e si trasforma in strumento di dialogo e rinascita

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Portare il cinema dove raramente arriva, trasformandolo in un ponte tra storie, esperienze e possibilità di futuro. Con questo obiettivo l’associazione culturale crotonese E io ci sto ha realizzato “Fuochi di Speranza – Storie di Rinascita attraverso il Cinema”, un progetto - finanziato dal MiC e SIAE all'interno del bando SIAE "Per Chi Crea" - che ha portato il documentario Lux Santa del regista Matteo Russo all’interno di sei istituti penitenziari italiani (tre case circondariali e tre istituti minorili). Il tour, partito nell'ottobre 2025 da Catanzaro e proseguito a Bari e in altre città, ha previsto la proiezione del film seguita da un confronto diretto tra i detenuti e il regista. Un percorso ideato non solo come momento culturale, ma come vero e proprio spazio di introspezione su temi nevralgici come la marginalità sociale, la libertà e il riscatto personale. Al centro degli incontri c’è stato Lux Santa, girato nel quartiere Fondo Gesù di Crotone. Il documentario racconta la vita di alcuni giovani cresciuti in un contesto complesso, segnato da assenze familiari, mentre preparano il tradizionale falò di Santa Lucia. Le storie dei protagonisti – ragazzi costretti a crescere troppo in fretta, spesso con padri assenti o a loro volta detenuti – hanno trovato una profonda eco nelle esperienze personali dei carcerati. Grande attenzione è stata dedicata in particolare ai giovani detenuti degli istituti minorili, pubblico privilegiato del progetto, che si sono riconosciuti nei ragazzi di periferia raccontati nel film. Durante i dibattiti, il falò è emerso come il simbolo centrale dell'intero progetto: un’immagine potente di materiali di scarto che si trasformano in luce, metafora tangibile di come, anche nei momenti più difficili, sia possibile ricostruire la propria strada. Un risultato reso possibile non solo dalla forza del cinema del reale, ma anche dall'ecosistema umano delle strutture coinvolte. Il progetto, infatti, ha messo fortemente in evidenza la passione, l'umanità e la dedizione profusa quotidianamente dalle persone che operano all'interno delle strutture carcerarie, il cui supporto è stato fondamentale per trasformare le proiezioni in autentici momenti di ascolto e consapevolezza. “Fuochi di Speranza” si conferma uno dei progetti più significativi di E io ci sto, realtà da sempre impegnata nell'usare il cinema documentario per generare impatto sociale. Uscendo dalle sale tradizionali per raggiungere luoghi spesso invisibili, l'associazione ha dimostrato che anche nei contesti più complessi è possibile accendere una scintilla di cambiamento.

Operazione antimafia “Libeccio”: arresti tra Crotone e Isola Capo Rizzuto

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È scattata all’alba l’operazione “Libeccio”, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, che ha portato all’esecuzione di 19 misure cautelari: 18 in carcere e una ai domiciliari. L’inchiesta colpisce le cosche Arena, Manfredi e Gentile, attive nel territorio crotonese. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione mafiosa, estorsione, rapina impropria, accesso indebito ai dispositivi di comunicazione da parte di detenuti e reati in materia di droga, anche in forma associativa, aggravati dal metodo o dalle finalità mafiose.

I provvedimenti sono stati eseguiti a Crotone e Isola Capo Rizzuto, oltre che nelle carceri di Tolmezzo, Spoleto, Cassino, Napoli Secondigliano e Catanzaro Siano. L’operazione è stata condotta dal Nucleo investigativo del Reparto operativo di Crotone, dal Reparto anticrimine di Catanzaro del Ros e dalla Sezione operativa della Compagnia di Crotone, con il supporto dei Comandi provinciali di Cosenza e Catanzaro, del Nucleo Cinofili, dell’ottavo Nucleo elicotteri e dello Squadrone eliportato “Cacciatori” di Vibo Valentia.

Gioia Tauro. Sviluppo di nuovi scambi commerciali, visita istituzionale della delegazione governativa brasiliana

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Domani, martedì 10 marzo, alle ore 12:00, il Comune di Gioia Tauro ospiterà una delegazione governativa brasiliana in visita istituzionale nella città e successivamente al Porto di Gioia Tauro.
La delegazione sarà accolta presso il Palazzo Comunale dal sindaco Simona Scarcella, che incontrerà i rappresentanti istituzionali brasiliani insieme ai sindaci dei Comuni della Piana di Gioia Tauro.
All’incontro prenderanno parte anche il Presidente del Consiglio Regionale della Calabria, Salvatore Cirillo, i vertici dell’Autorità di Sistema Portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio, rappresentanti di MCT – Medcenter Container Terminal e di Confindustria.
La visita istituzionale rientra nell’ambito di una serie di trattative politiche e istituzionali finalizzate allo sviluppo di nuovi scambi commerciali e alla possibile definizione di accordi di collaborazione tra il porto brasiliano di Itajaí, tra i principali scali logistici del Paese e secondo porto del Brasile per volume di movimentazione, e il porto di Gioia Tauro.
Dopo l’incontro previsto alle ore 12:00 presso il Comune di Gioia Tauro, la delegazione si sposterà al Porto di Gioia Tauro per una visita alle infrastrutture portuali e per approfondire le opportunità di cooperazione logistica e commerciale tra i due scali.
L’iniziativa rappresenta un’importante occasione di dialogo internazionale per la nascita si sane relazioni economiche tra la Calabria e il Brasile, con particolare attenzione al ruolo strategico del Porto di Gioia Tauro nei traffici marittimi del Mediterraneo.
 

Cosenza. Al via la composizione del nuovo Consiglio provinciale

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Si definisce la composizione del nuovo Consiglio provinciale di Cosenza al termine di una consultazione incerta e combattuta, decisa soltanto dagli ultimi voti ponderati. A prevalere è stato Biagio Faragalli, sindaco di Montalto Uffugo e candidato del centrodestra, che ha superato di misura il sindaco di Cosenza Franz Caruso, sostenuto dal centrosinistra, nonostante quest’area potesse contare sui centri più popolosi come Cosenza, Rende e Corigliano-Rossano. Il voto di secondo livello ha confermato la sua imprevedibilità. Con l’elezione di Faragalli si compone anche il nuovo Consiglio provinciale, formato da dodici seggi: otto alla maggioranza e quattro alla minoranza. Nella squadra che sostiene il nuovo presidente entrano figure provenienti da tutto il territorio, tra cui Giuseppe Turano da Corigliano-Rossano, Antonino De Lorenzo da Praia a Mare, Federico Belvedere da Rende, Silvio Cascardo da Cerzeto, Gabriella Luciani da Cetraro, Luigi Garofalo da Cassano allo Ionio, Pasquale De Franco da Aieta e Caterina Bruno da San Lucido. All’opposizione siederanno invece Graziano Di Natale da Paola, Antonio Uva da Corigliano-Rossano, Giuseppe Ciacco da Cosenza e Francesco Beltrano da Rende, che rappresenteranno la componente progressista. Il centrosinistra paga la frammentazione interna e l’esclusione della lista “Insieme per la Provincia”, rimasta fuori dall’assemblea. Il nuovo assetto conferma la compattezza del centrodestra attorno alla candidatura di Faragalli e apre una fase amministrativa che dovrà misurarsi con le esigenze di un territorio vasto e complesso, chiamato a ritrovare equilibrio e programmazione.

San Nicola Arcella tra i Borghi più Belli d’Italia, Princi: “Un riconoscimento che valorizza la Calabria”

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"In bocca al lupo per la selezione finale che si terrà il 5 aprile su Rai3. Sostenere San Nicola Arcella significa sostenere l’intera Calabria", le parole dell'eurodeputata reggina.
“Mi congratulo con l’Amministrazione comunale e tutta la comunità di San Nicola Arcella per il prestigioso ingresso nella rete dei Borghi più Belli d’Italia. Un importante riconoscimento che premia la bellezza, la cura del centro storico e l’impegno costante della comunità nella valorizzazione del proprio patrimonio storico e culturale”. Lo afferma l’eurodeputata calabrese Giusi Princi.
Il Comune di San Nicola Arcella (Cosenza) entra così nel circuito nazionale che seleziona i borghi più significativi d’Italia in termini di patrimonio, paesaggio, qualità urbana e politiche di accoglienza turistica. L’inserimento è subordinato al rispetto dei criteri stabiliti dalla “Carta di Qualità” dell’Associazione I Borghi più belli d’Italia, che valuta la capacità dei borghi di coniugare tutela del patrimonio culturale e ambientale con uno sviluppo economico e sociale sostenibile.
“Come membro della Commissione Cultura del Parlamento europeo – prosegue l’On. Princi – considero profondamente importante far emergere e promuovere le ricchezze culturali della nostra Regione. San Nicola Arcella rappresenta proprio un esempio virtuoso di come storia, arte e paesaggio possano diventare leve strategiche per lo sviluppo e l’attrattiva turistica, rafforzando l’economia locale”.
L’eurodeputata sottolinea poi che l’ingresso nella rete dei Borghi più Belli rappresenta anche una significativa opportunità di promozione a livello europeo e internazionale. Il borgo potrà infatti beneficiare di strumenti consolidati di valorizzazione come la guida nazionale, il portale dell’Associazione – che registra oltre 1,5 milioni di visitatori unici all’anno – e i canali social, oggi tra i principali riferimenti istituzionali per la promozione del turismo in Italia e in Europa.
“Le aree interne e rurali – evidenzia l’Onorevole Princi – rappresentano un patrimonio strategico per il futuro dei nostri territori. Investire sui borghi significa valorizzare il paesaggio, tutelare il patrimonio culturale e rafforzare la coesione sociale delle comunità. È una sfida che riguarda non solo la Calabria, ma l’intera Europa, chiamata a sostenere lo sviluppo dei territori più piccoli e a trasformarli in motori di crescita culturale ed economica”.
A rafforzare ulteriormente la dimensione internazionale è la Federazione “Les Plus Beaux Villages de la Terre”, costituita dalla stessa Associazione insieme a Francia, Spagna, Giappone e Belgio: un network che consente ai borghi italiani di essere valorizzati e promossi anche nel contesto europeo e globale, affermando l’eccellenza del nostro patrimonio culturale e paesaggistico nel turismo sostenibile.
Dopo essere stato scelto come borgo rappresentativo della Calabria nella fase regionale, San Nicola Arcella si prepara a confrontarsi con i borghi candidati dalle altre regioni d’Italia in una competizione nazionale che mette in luce alcune delle realtà più affascinanti e identitarie del nostro Paese. Il comune dell’Alto Tirreno cosentino è noto soprattutto per l’Arcomagno, la suggestiva formazione rocciosa naturale che crea un grande arco affacciato sul mare racchiudendo una piccola spiaggia.
“A tutta la comunità – conclude l’On. Princi – rivolgo un sincero in bocca al lupo per la selezione finale che si terrà il 5 aprile su Rai3. Sostenere San Nicola Arcella significa sostenere l’intera Calabria. E sono certa che, anche in questa prestigiosa vetrina nazionale, saprà raccontare al meglio il valore storico, culturale e paesaggistico del nostro territorio, contribuendo a promuovere e valorizzare l’immagine calabrese”.
 

Violenza di Genere, ok al Piano regionale 2026-2028. Straface: “È la prima volta. oltre 8 milioni di euro per una strategia condivisa”

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La Giunta regionale della Calabria ha approvato, nell’ultima riunione, il Piano triennale degli interventi regionali per la prevenzione e il contrasto della violenza di genere 2026-2028, in attuazione della Legge regionale 34/2025. Un provvedimento che segna un passaggio operativo fondamentale ed un passo avanti epocale nella costruzione di un sistema regionale integrato di prevenzione, protezione e accompagnamento delle donne vittime di violenza. Il Piano, che ha un valore complessivo di 8.019.047 euro, definisce la strategia regionale per i prossimi tre anni e consolida la rete istituzionale e territoriale coinvolta nel contrasto alla violenza di genere, mettendo in connessione Comuni, Servizi sociali, Sistema sanitario, scuole, università, Centri antiviolenza, Case rifugio, Forze dell’Ordine, Magistratura e Terzo settore. “Con l’approvazione del Piano triennale – dichiara l’assessore regionale al Welfare e alle Politiche sociali Pasqualina Straface – la nostra Regione, grazie anche all’impegno e alla volontà del Presidente Occhiuto nel voler aggredire una delle questioni dirimenti del tessuto sociale calabrese, cambia totalmente paradigma nel contrasto alla violenza sulle donne e sulle persone fragili. Tutto questo nella piena attuazione della Legge regionale 34. Non parliamo più soltanto di principi o di interventi episodici, ma – scandisce – della costruzione di un sistema stabile, coordinato e finanziato, capace di accompagnare le donne nel percorso di uscita dalla violenza e di restituire loro autonomia”. “Si tratta – aggiunge – di un’altra piccola rivoluzione nel welfare che mira a rafforzare e rendere strutturali le politiche regionali di prevenzione e contrasto alla violenza di genere garantendo interventi tempestivi ed efficaci a sostegno della vittima, promuovendo il coordinamento tra istituzioni, servizi, territorio. Interviene sulle criticità rilevate nei percorsi di protezione a sostegno delle donne, dei nuclei familiari e dei servizi territoriali nella tutela dei figli minori coinvolti”. Il Piano nasce anche dal lavoro del Tavolo regionale per la prevenzione e il contrasto della violenza sulle donne, istituito con deliberazione di Giunta del 27 febbraio 2026 e riunitosi per la prima volta il 2 marzo scorso, che riunisce i principali soggetti istituzionali e territoriali impegnati su questo fronte. Il Tavolo svolge funzioni consultive e propositive e contribuisce alla definizione delle politiche regionali attraverso il monitoraggio del fenomeno, il coordinamento delle azioni e la costruzione di protocolli operativi condivisi. L’impianto si sviluppa lungo tre direttrici strategiche: integrazione dei servizi, prevenzione e continuità degli interventi, con l’obiettivo di garantire una presa in carico più efficace e un accompagnamento stabile delle donne vittime di violenza. Mobilita un insieme articolato di risorse nazionali ed europee, destinate a rafforzare i servizi territoriali e le politiche di inclusione. Tra le principali linee di intervento troviamo 1,23 milioni di euro per garantire la sostenibilità operativa dei Centri antiviolenza e delle Case rifugio; 1,02 milioni di euro per azioni di prevenzione, empowerment femminile, reinserimento lavorativo e sostegno abitativo; 348 mila euro per l’apertura di nuovi centri antiviolenza; 836 mila euro per la realizzazione di nuove case rifugio e il rafforzamento della rete regionale di accoglienza; 250 mila euro per la formazione degli operatori impegnati nei servizi di contrasto alla violenza; ulteriori risorse dedicate a campagne di sensibilizzazione, formazione e azioni di contrasto alle discriminazioni. Il Piano prevede inoltre interventi specifici per i minori vittime di violenza assistita e per il rafforzamento dei servizi territoriali che operano nel sostegno alle donne. Tra gli strumenti più significativi attivati dalla Regione rientra il progetto “Donne Libere”, finanziato nell’ambito del Pr Calabria Fesr-Fse+ 2021-2027, con una dotazione complessiva di 3.486.200 euro. Il programma sostiene percorsi personalizzati di autonomia sociale e lavorativa per le donne vittime di violenza, attraverso interventi di accompagnamento, formazione, inclusione lavorativa e sostegno all’autonomia abitativa. Le azioni saranno realizzate attraverso i Centri antiviolenza e le Case rifugio autorizzate, che attiveranno complessivamente 16 progetti pluriennali, con durata fino al 2029, finalizzati a favorire la partecipazione delle donne alla vita economica e sociale. “Il Piano contempla anche iniziative di informazione e sensibilizzazione nelle scuole, interventi di formazione per gli operatori sociali e sanitari e azioni mirate alla prevenzione delle discriminazioni e della violenza di genere. La violenza contro le donne – conclude l’assessore Straface – non è un problema privato ma una questione sociale che riguarda l’intera comunità. Per questo abbiamo scelto di costruire una vera infrastruttura pubblica di protezione e accompagnamento, capace di integrare istituzioni, servizi e territorio. La sfida non è solo proteggere le vittime, ma creare le condizioni perché ogni donna possa ricostruire la propria vita con dignità, sicurezza e autonomia”.