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Libritalia Edizioni annuncia con orgoglio un nuovo progetto editoriale “Play – La musica nel teatro”. Manuale per studenti, scritto da Vittorio Matteucci insieme a Maria Teresa Ionadi, con la direzione editoriale di Simona Toma.

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Vittorio Matteucci firma con Libritalia il via ad un progetto innovativo. Un viaggio tra voce, scena e didattica per le nuove generazioni del teatro musicale. Libritalia Edizioni annuncia con orgoglio un nuovo progetto editoriale  “Play – La musica nel teatro”. Manuale per studenti, scritto da Vittorio Matteucci insieme a Maria Teresa Ionadi, con la direzione editoriale di Simona Toma. L’opera nasce come un punto di incontro tra esperienza artistica e riflessione pedagogica, offrendo a studenti, insegnanti e appassionati del teatro musicale uno strumento concreto e ispirato per comprendere la forza espressiva della musica in scena. Frutto di anni di palcoscenico, insegnamento e ricerca, Play esplora il legame profondo tra voce, parola e movimento. Il volume accompagna il lettore in un percorso teorico e pratico che unisce emozione e tecnica, offrendo spunti didattici e riflessioni nate dall’esperienza diretta dell’artista. Libritalia, nella sua missione di pubblicare opere di valore che stimolino la riflessione e la crescita culturale, ha scelto di dare voce a questo titolo proprio per la sua capacità di analizzare con rigore e passione un tema che tocca il cuore dell’esperienza teatrale e musicale. In un mercato editoriale dove le pubblicazioni legate al teatro sono spesso limitate Play risponde alla crescente domanda di approfondimenti teorici che possano arricchire il dibattito culturale italiano e internazionale sulla musica nel teatro. Il libro si posiziona quindi come un testo di riferimento per chi desidera esplorare la relazione tra queste due forme d’arte in modo approfondito e originale. Un artista tra voce e anima, cantante, attore e interprete d’eccezione, Vittorio Matteucci è una delle figure più rappresentative del teatro musicale italiano contemporaneo. Laureato in lettere moderne e formatosi musicalmente fin da giovanissimo, Matteucci ha dedicato la sua carriera alla ricerca dell’equilibrio tra parola, musica e interpretazione, costruendo un percorso artistico di straordinaria coerenza e intensità. Dopo le prime esperienze come cantautore e interprete pop negli anni ’80 e ’90, si afferma nel panorama nazionale grazie alla sua voce capace di spaziare dal lirico al moderno. Il grande successo arriva con Notre Dame de Paris di Riccardo Cocciante e Luc Plamondon, dove interpreta magistralmente il personaggio di Frollo, ruolo che lo consacra come una delle voci simbolo del musical italiano. Seguono interpretazioni memorabili in Tosca – Amore disperato di Lucio Dalla, Jesus Christ Superstar (nel ruolo di Giuda), Dracula Opera Rock, La Divina Commedia – L’opera, e numerosi altri titoli di grande rilievo. Oltre al teatro, Matteucci ha portato la sua voce e la sua esperienza anche nel mondo della televisione, della concertistica e della formazione: da anni, infatti, è impegnato nella didattica vocale e teatrale, trasmettendo alle nuove generazioni la passione per la parola cantata e l’etica del palcoscenico. Un progetto condiviso, accanto a lui, Maria Teresa Ionadi contribuisce all’opera con una prospettiva didattica approfondita e innovativa, rendendo il testo un punto di riferimento per la formazione teatrale contemporanea. La supervisione di Simona Toma ha garantito una direzione editoriale attenta e coerente con la missione di Libritalia: unire qualità artistica e valore educativo. “In un momento storico in cui il mondo dello spettacolo cerca nuove forme di rinascita e di senso, Play rappresenta un atto di fiducia nella formazione, nell’arte e nelle nuove generazioni. È un libro che parla al futuro, partendo dalla passione e dalla competenza di due grandi interpreti della scena italiana.” — Enrico Buonanno, editore di LibriItalia.

Travolgente l’entusiasmo delle Consulte studentesche al Giubileo

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Tra i tantissimi studenti che hanno animato Città del Vaticano dal 27 ottobre all’1 novembre, anche i Rappresentanti delle Consulte studentesche alla cui presenza il Ministro Valditara ha voluto dare particolare rilievo a conclusione del suo appassionato discorso ricordandone il fondamentale contributo al G7, al G20 ed all’evento mondiale sull’AI svoltosi a Napoli. La loro partecipazione, coordinata da Franca Falduto, insieme a quella delle delegazioni della Scuola calabrese, è stata preceduta da un’attenta attività di studio, ricerca e discussione sulle tematiche rappresentative dei nuclei concettuali di un’educazione globale alla pace, all’inclusione, alla fratellanza e alla cultura del rispetto. Al centro dell’attenzione e oggetto del confronto fra gli studenti quattro punti cardine: 1) Mettere al centro la persona; 2) La famiglia; 3) La società della pace e della riconciliazione; 4)Economia, politica e ambiente: obiettivo comune il promuovere riflessioni e approfondimenti atti a favorire lo sviluppo di competenze per come previsto dalle Linee guida per l’insegnamento dell’Educazione civica. Durante i laboratori gli studenti hanno riflettuto su come sviluppare atteggiamenti e adottare comportamenti fondati sul rispetto verso ogni persona, di per sé unica e irripetibile, in una scuola capace, nel quotidiano, di rovesciare il paradigma competitivo a vantaggio di quello cooperativo; una scuola in cui tutti siano partecipi del destino degli altri anche in un rinnovato rapporto tra le generazioni e tra uomo e donna, per riuscire a costruire un dialogo universale e intergenerazionale improntato ai principi di reciprocità e corresponsabilità. Per favorire questo processo, tutti, studenti e docenti, ma anche genitori hanno riconosciuto che è necessario partire dalla quella cellula fondamentale della società quale è la Famiglia in cui coltivare relazioni generative e costitutive della persona attingendo ad una rinnovata alleanza educativa, non solo pratica ma anche etica e valoriale, di intenti, di e di regole su cui fondare un nuovo patto educativo con la Scuola. Gli studenti hanno anche riflettuto sulla responsabilità individuale sostenuti dalla conoscenza della Carta costituzionale, della Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione Europea e della Dichiarazione Internazionale dei Diritti umani per imparare a gestire la convivenza sociale e la vita quotidiana in famiglia, a scuola, nella comunità e nel mondo del lavoro. Significativo il dibattito sorto dal confronto sulle sfide del nostro tempo che c’impongono un cambiamento per la costruzione di una società della pace e della riconciliazione a cui la scuola, già palestra di accoglienza e inclusione, deve concorrere. Animato anche il dibattito su questioni di portata globale (climate change, riduzione dei divari, trasformazione dei processi e del mercato del lavoro), che richiedono necessariamente un cambiamento dei nostri stili di vita verso un rinnovato orizzonte culturale in cui ognuno si senta corresponsabile del bene comune. In tal senso imparare a partecipare al dialogo e al dibattito pubblico, così come avviene in Consulta, deve consentire di superare logiche divisive e conflittuali e sostenere il concetto di partecipazione democratica al servizio di tutti per preparare i cittadini alla sfida che consenta anche di rinnovare il rapporto con e tra noi stessi, ma anche tra noi e le meraviglie della natura, oltre che con le cose tra cui la tecnologia con il supporto prezioso dei docenti. Infine, non si può che ricondurre tutte queste riflessioni al nucleo essenziale del Giubileo del Mondo Educativo perfettamente sintetizzato dalle parole del Papa: “Condividere la conoscenza non è sufficiente per insegnare: serve amore…. e una difficoltà attuale delle nostre società è quella di non saper più valorizzare a sufficienza il grande contributo che insegnanti ed educatori danno, in merito, alla comunità. Ma facciamo attenzione: danneggiare il ruolo sociale e culturale dei formatori è ipotecare il proprio futuro…”

Il Convitto Filangieri di Vibo Valentia e la scuola media di Piscopio protagoniste all'evento la Scuola è Vita

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In occasione del Giubileo del Mondo Educativo, l'Aula Paolo VI in Vaticano ha ospitato l'evento conclusivo dell'iniziativa 'La Scuola è Vita', un momento di riflessione e dialogo tra giovani studenti, autorità istituzionali ed ecclesiastiche sul futuro dell'istruzione. L'incontro ha rappresentato la tappa finale di un percorso dedicato al mondo educativo nell'ambito dell'Anno Santo. Gli studenti provenienti da tutt’Italia hanno avuto l'opportunità di condividere le proprie esperienze e aspettative riguardo al sistema scolastico attuale.  Presente una delegazione di allievi del Convitto Filangieri – Scuola media di Piscopio – accompagnati dai docenti Tripodi e Martillotto e dal Rettore Alberto Capria, proseguendo il percorso di ampliamento dell’offerta e delle opportunità formative avviato da oltre un decennio. L'evento 'La Scuola è Vita' ha messo in luce la volontà condivisa di costruire un sistema educativo più inclusivo e attento alle esigenze dei giovani. Le testimonianze e gli interventi hanno sottolineato l'importanza di un'istruzione che sappia essere fonte di speranza e strumento di pace, in linea con i valori promossi dal Giubileo del Mondo Educativo. Il Cardinale José Tolentino de Mendonça, prefetto del Dicastero per la Cultura e l'Educazione, ha rivolto un messaggio di speranza ai presenti, definendo i giovani come le "stelle del futuro",  sottolineando l'importanza di un'educazione che sappia valorizzare le potenzialità di ciascuno, promuovendo un ambiente di fiducia e crescita reciproca. Da parte sua il Ministro dell'Istruzione, Giuseppe Valditara, nel suo apprezzato intervento, ha evidenziato la necessità di superare la cultura dell'"hybris", che pone l'io al centro, per abbracciare un modello educativo basato sulla comunità e sulla collaborazione. Concetto già espresso a Napoli in occasione delle giornate formative sulla Intelligenza Artificiale che ha visto il Convitto Filangieri protagonista anche in quella occasione. Promuovere politiche scolastiche che rispondano alle reali esigenze degli studenti, ha concluso il Ministro Valditara, è una priorità del Governo Italiano. “Un’opportunità unica, ha dichiarato da parte sua il rettore Capria , per riflettere sull’importanza dell’educazione quale strumento fondamentale per la crescita umana, che nasce dalla consapevolezza di una comune appartenenza e dalla visione di un destino condiviso”. Un momento significativo dell'evento è stata la presentazione di una lettera indirizzata a Papa Leone XIV da parte degli studenti partecipanti. Nel testo, essi esprimevano il desiderio di una scuola che infonda fiducia anziché paura di deludere, e che sia capace di accompagnarli nel loro percorso di crescita personale e professionale che potrà restituire speranza e luce al Paese.

 

 

Due tappe in Calabria per l’ultimo tour dei Negramaro

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Ci sono due date in Calabria per i nuovi concerti dei Negramaro in programma nell’estate 2026 con Una storia ancora semplice, un nuovo viaggio nei festival outdoor, a 10 anni dall’ultima volta. Poi la band si fermerà per una lunga pausa. I Negramaro porteranno la loro musica nei festival italiani e queste sono le prime date annunciate: Roma 20 giugno, Marostica 3 luglio, Collegno 4 luglio, Brescia 10 luglio, Genova 11 luglio, Riccione 24 luglio, Codroipo 25 luglio, fino al grande ritorno a casa, il 1° agosto alle Cave del Duca di Lecce. Ad agosto, poi la band sarà protagonista a Santa Maria del Cedro (17 agosto) e Roccella Jonica (18 agosto). Una storia ancora semplice è un viaggio nella memoria e nel presente, un racconto sonoro che attraversa due decenni di successi, da Mentre tutto scorre a Estate, da Meraviglioso a Solo 3 minuti, fino a Casa 69 e ai brani più recenti di Free Love.

Le Consulte studentesche incontrano il Procuratore Gratteri: una lezione esclusiva in Piazza Plebiscito a Napoli.

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La partecipazione al Summit sull’AI, ha creato un’opportunità davvero preziosa alle Consulte studentesche della Calabria coordinate da Franca Falduto: occasione, più unica che rara, che mai si sarebbe verificata se non fosse stata fortemente voluta dal Procuratore Nicola Gratteri che ha sempre riservato una costante attenzione agli studenti, particolarmente a quelli che esercitano un ruolo di rappresentanza. 

Che il Procuratore Gratteri stia dedicando da sempre la propria vita alla lotta alla mafia, è noto a tutto il mondo così come lo è il suo impegno nell’ azione educativa di prevenzione della criminalità organizzata documentato anche dal seguitissimo programma televisivo “Lezioni di Mafie”.

Ma, in questa occasione, il gruppo necessariamente selezionato da Franca Falduto, composto da un simbolico parterre di Presidenti di varie regioni d’Italia, ha potuto vivere un’esperienza straordinaria: incontrare in esclusiva, in un angolo di Piazza Plebiscito delimitato sapientemente dalle auto e dagli uomini di scorta, il loro amatissimo paladino della Giustizia. A farli sentire ancor di più dei veri privilegiati, i tanti passanti che, increduli, chiedevano di potersi avvicinare, riconosciuto il volto popolare del Procuratore che, grazie alla notevole attenzione mediatica riservatagli, è noto e stimato ovunque, in Italia e all’Estero.

La ragione del consolidato rapporto con le Consulte deriva dal fatto che l’organismo istituzionale di rappresentanza nasce trent’anni orsono, quasi in concomitanza con le prime indagini importanti dell’allora meno noto, ma sempre appassionato giovane Nicola Gratteri. Sin da subito, quindi, il suo stile di vita, così coerente con il suo operato, ha rappresentato un modello di riferimento per la coraggiosa lotta contro un male così pervasivo e dilagante dimostrando di credere fermamente nelle parole di Giovanni Falcone: “La mafia è un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio e avrà anche una fine”. 

I Presidenti, attenti lettori dalla prima all’ultima opera a loro, in quanto giovani, dedicata, hanno avuto risposte convincenti anche sull’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale nelle indagini investigative in considerazione della metamorfosi avvenuta dalla criminalità nei bunker a quella ovunque ci sia una buona connessione. 

Non sono mancati, oltre ad importanti spunti di riflessione, tanti aneddoti ed altrettante parole d’incoraggiamento che hanno pervaso l’atmosfera magica di un incontro che lascerà il segno nell’esistenza di coloro che lo hanno vissuto.

Il Commissario straordinario dell’Autorità di Sistema portuale dei Mari Tirreno meridionale e Ionio, Paolo Piacenza, partecipa alla “Genoa Shipping Week”

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È stata una settimana intensa quella che ha visto il Commissario straordinario dell’Autorità di Sistema portuale dei Mari Tirreno meridionale e Ionio, Paolo Piacenza, partecipare alla “Genoa Shipping Week”, un appuntamento biennale che riunisce operatori portuali, marittimi e logistici provenienti da tutto il mondo. Nel corso dei suoi incontri, tra i quali il XII Forum “Shipping and Intermodal Transport” e il convegno “Unire i porti, costruire il futuro”, questa mattina ha partecipato all’appuntamento, organizzato da SRM – Intesa San Paolo, sui “Grandi scenari dei container: i nuovi mercati”, nel corso del quale operatori marittimi e logistici hanno fatto il punto sulle rotte e sulle dinamiche che stanno caratterizzando il trasporto globale dei container. Nel suo intervento, il Commissario Piacenza ha focalizzato l’attenzione sugli investimenti infrastrutturali che si stanno realizzando a Gioia Tauro che servono a garantire – ha detto – “la tipicità del nostro porto, che è quella di accogliere le navi più grandi al mondo, che attualmente circolano nel mercato internazionale. Elemento questo che ha garantito, anche in questi anni di grande crisi globale, a partire dalle pandemie fino alla chiusura del canale di Suez, senza dimenticare la direttiva europea Ets, potenzialmente impattante sullo sviluppo dei traffici marittimi, una crescita costante con numeri incredibili. Come ho già avuto modo di dire nei vari incontri ai quali ho partecipato in questa settimana, - ha aggiunto Piacenza - abbiamo chiuso il 2024 con 3,9 milioni di teus movimentati. Nei primi nove mesi di questo anno abbiamo già registrato una crescita dell’11,6% rispetto ai primi nove mesi del 2024 per cui, con buone probabilità, chiuderemo il 2025 abbattendo, per la prima volta, la barriera dei 4 milioni di teus. Sono numeri incredibili che meritano di essere analizzati  nel contesto nazionale, perché il porto di Gioia Tauro movimenta il 40% dei container italiani. Un dato che deve far riflettere sull’importanza vera del transhipment, che non può essere considerato quale mera attività di trasbordo ma che rappresenta un’essenziale porta d’ingresso della merce internazionale nel mercato nazionale. Bisogna altresì soffermarsi - ha continuato - sui 3,9 milioni di teus movimentati nel 2024 rilevando come, di questi, 3,3 milioni riguardano container pieni. Un dato importante perché fa comprendere come si è mossa l’economia nazionale e mediterranea e quale sia il ruolo fondamentale, all’interno della stessa, che ricopre il nostro porto. Tutto questo - ha aggiunto – vuole dire produzione di valore aggiunto, ad esempio in termini di  IVA, nei porti dove la merce viene sbarcata e quindi tasse e introiti che rimangono sul territorio, sulla quale bisognerebbe tuttavia riflettere considerato che poche di queste risorse rimangono nel porto di transhipment che, tuttavia, come visto, è elemento essenziale di questa catena. Aggiungo, inoltre, che dei 3,9 milioni di teus movimentati, circa 800 mila sono contenitori che arrivano o vanno verso i porti nazionali, da questo punto di vista dire che il porto di Gioia Tauro sia un porto di transhipment è vero, ma forse è riduttivo perché bisogna considerare che senza il porto di Gioia Tauro circa 800 – 900 mila teus di merce non arriverebbe in altri porti d'Italia e quindi nel mercato nazionale>>.  Il commissario Paolo Piacenza ha, quindi, descritto quelli che sono gli interventi infrastrutturali che garantiranno la leadership di Gioia Tauro: - <<Entro la fine dell'anno avvieremo un importante intervento di dragaggio, superiore ai 5 milioni di euro, per garantire quella che è la caratteristica del nostro porto: 18 metri di profondità su una banchina lunga quasi quattro chilometri, che permette al porto di Gioia Tauro di ricevere le mega navi di ultima generazione e di rispondere positivamente al fenomeno del gigantismo navale>>. <<Io penso che il porto di Gioia Tauro sia un porto essenziale – ha continuato Piacenza - che crescerà ulteriormente, tant'è vero che le nostre previsioni di traffico puntano ai 7 milioni di teus entro il 2029. Tutto questo, però, lo si può raggiungere con investimenti in infrastrutture che devono essere finanziati. Mi riferisco all’ampliamento dei piazzali, alla velocità di movimentazione dei container, alla digitalizzazione e sicurezza dei sistemi informatici. E poi anche alla capacità di attrarre ed esportare merci via treno. Abbiamo un parco ferroviario di sei binari da 750 metri che, nei primi nove mesi dell’anno, ha movimentato 616 coppie di treni destinati a crescere. Anche questi dati, riferiti alla merce che arriva da altre realtà nazionali, che grazie alle navi giganti di Gioia Tauro può avere un mercato internazionale, deve servire ad aprire una riflessione complessiva di sistema, affinché un porto di transhipment abbia una rilevanza assoluta sull'economia nazionale della portualità>>. Piacenza ha concluso il suo intervento con lo sguardo rivolto, anche, alla possibilità di sviluppo del retroporto: - <<L'obiettivo che mi pongo in questo momento è verificare come poter riuscire a sviluppare le aree retroportuali portando valore aggiunto al nostro porto e al territorio. Penso che avere un porto di tali capacità fisiche e non sfruttare la zona portuale adiacente, che non è interrotta come in altri porti d’Italia da autostrade e colline, sia un'occasione da non poter perdere per assicurare maggiore sviluppo al territorio>>.