Reggio Calabria. Continua l'impegno della Città Metropolitana nella promozione delle eccellenze reggine
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Una quindicina i trattori e tanti agricoltori stanno manifestando a Rosarno, nel reggino, nei pressi dello svincolo dell’Autostrada A2 del Mediterraneo. Vogliono richiamare l’attenzione delle Regioni e del Governo sui problemi che attanagliano i settori agricoltura e pesca in Italia e in Calabria. Lo slogan scelto per la protesta è “Un paese senza agricoltori e pescatori non è libero e non ha futuro“. Dopo un breve marcia sulla superstrada 682 Jonio-Tirreno si sono fermati nei pressi di una rotonda dove rimarranno in presidio permanente per almeno tre giorni. I manifestanti aderiscono all’Associazione Nazionale “Altra Agricoltura”. “Poi – hanno detto gli organizzatori – vedremo cosa accadrà nelle interlocuzioni che i vertici delle nostre associazioni avranno con il Governo“. La mobilitazione riparte ad un anno da quella che si tenne negli stessi luoghi un anno fa con presidi e cortei. Oltre al presidio di Rosarno, nella regione, sono in programma altri due momenti tra Botricello e Steccato di Cutro e a Crotone. Per oggi è in programma a Catanzaro una prima riunione tra le delegazioni di agricoltori e pescatori con l’assessore all’Agricoltura della Regione Calabria Gianluca Gallo. Tutta la zona interessata alla manifestazione è presidiata da Polizia di Stato e Carabinieri.
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Otto persone sono indagate nell’ambito di un’operazione denominata“Asterisco” condotta dai Carabinieri del N.I.P.A.A.F. del Gruppo Carabinieri Forestale di Reggio Calabria, diretti dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria, Direzione Distrettuale Antimafia, che hanno smascherato, un traffico illecito di rifiuti finalizzato al risparmio di costi ed alla commercializzazione degli stessi, stoccati nelle aziende amministrate dagli indagati, in assenza dei trattamenti previsti e con formulari redatti con dati falsi sulla tipologia dei rifiuti. Le indagini, hanno consentito di individuare che i soggetti, titolari di aziende del reggino, gestivano all’interno degli impianti, i veicoli fuori uso non sottoponendoli alla necessaria preventiva bonifica tramite la prevista asportazione degli elementi inquinanti da sottoporre a distinti cicli di recupero e smaltimento, mantenendo così la qualità di rifiuti pericolosi. Gli autoveicoli fuori uso, non sottoposti a bonifica, venivano commercializzati come rifiuti non pericolosi. Inoltre è stato accertato, che in molte occasioni all’interno dei veicoli rottamati erano riposti rifiuti, costituiti da scarti di lavorazione o rifiuti privi di valore commerciale che dovevano essere smaltiti separatamente con i costi conseguenti. I veicoli ridotti volumetricamente erano poi trasportati alle aziende acquirenti con un peso fraudolentemente aumentato. In questo modo, la riduzione volumetrica permetteva la formazione dei cosiddetti “pacchi auto” o “pacchi carrozzeria” con all’interno i rifiuti nascosti. Le indagini svolte hanno anche permesso di accertare ulteriori attività di gestione illecita. I rifiuti costituiti da apparecchiature elettriche (RAEE) non erano, preventivamente al conferimento presso impianti specializzati al riciclo e valorizzazione, sottoposti a sottrazione delle parti pericolose e in alcuni casi erano riempiti con altri rifiuti. Gli estintori esausti erano trattati con mezzi meccanici con conseguente esplosione e rilascio in atmosfera di polveri pericolose. Le balle di paraurti di autovetture da sottoporre a riciclaggio erano in realtà conferite mescolate con rifiuti, anche pericolosi, destinati invece a smaltimento. I fusti metallici non erano preventivamente bonificati asportando i liquidi contenuti, potenzialmente pericolosi, ma trattati in modo tale da causare sversamenti nel suolo aziendale e mescolamenti con altro materiale metallico trattato e conferito ad altre aziende. Tali operazioni, comportavano notevoli risparmi economici ed i rifiuti trattati non perdevano la loro qualifica di pericoloso e, quindi, l’asterisco che contraddistingue appunto i rifiuti pericolosi. Agli indagati sono stati anche contestati i reati di invasione di terreni, collocando i rifiuti anche su terreni, pubblici e privati, al di fuori delle aree aziendali nonché il deturpamento e imbrattamento di cose altrui. I sequestri eseguiti dai Carabinieri Forestali riguardano le quote sociali e i patrimoni aziendale di due società, i patrimoni aziendale di due ditte individuali nonché di un furgone utilizzato per la movimentazione dei rifiuti. Il G.I.P. di Reggio Calabria ha nominato due Amministratori Giudiziari per la gestione delle aziende.
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In occasione della Giornata
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