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Reggio Calabria. L’Ordine dei medici della provincia e il Liceo scientifico reggino “Leonardo da Vinci” promotori di un nuovo modello di didattica

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Il modello didattico, davvero unico, realizzato dall’Ordine dei medici della provincia di Reggio Calabria assieme al Liceo scientifico reggino “Leonardo da Vinci”, è giunto, per quest’anno, al suo ultimo appuntamento grazie all’incontro svoltosi, come tutti gli incontri precedenti, nell’auditorium dello stesso Ente. Si tratta dell’introduzione di una nuova disciplina dal titolo “Biologia con curvatura biomedica”, che ha dato il via ad un percorso oggi adottato da ben 320 Licei italiani e con il coinvolgimento di 105 Ordini dei medici di tutt’Italia. E la possibilità di istituire ufficialmente in tutto il Paese il “Liceo Biomedico” è ad un passo dalla realtà dal momento che la proposta di legge è già stata depositata alla Camera dei Deputati ed al Senato, in attesa che venga discussa.  “Il percorso, iniziato a Reggio Calabria e poi diventato nazionale – ha affermato nel corso del suo intervento il dottore Pasquale Veneziano, presidente dell’Ordine dei medici della provincia di Reggio Calabria - è estremamente importante perché serve ad orientare i ragazzi per una loro possibile iscrizione alla Facoltà di Medicina. Un percorso che sta avendo uno sviluppo davvero interessante perché porterà quasi sicuramente all’istituzione del ‘Liceo ad indirizzo Biomedico’, un successo di grande prestigio sia per il nostro Ordine professionale che del liceo Da Vinci, ambedue da sempre capofila del progetto e quindi anche per tutta la città. Se questo progetto si realizzerà grande merito va sicuramente attribuito alla professoressa Giuseppina Princi la quale si è spesa molto a livello politico presso il ministero della Pubblica istruzione. La giornata di oggi, appena svolta, è quella più importante di questo percorso: riguarda la parte pratica, utile a far conoscere ai ragazzi non solo alcune manovre di assistenza immediata in caso di necessità ma tutti i risvolti dell’attività medica, e cioè cosa significa fare il medico, le prospettive, le difficoltà ed i sacrifici da affrontare ed anche le grandi soddisfazioni che si ottengono esercitando questa bellissima professione. Ringrazio, inoltre, i dottori Domenico Minniti, Luigi Fragomeno, Virginia Bruzzì, Patrizia Genovese, Vincenzo Romeo e Domenico Falcomatà per la loro grande disponibilità in questi incontri teorico-pratici nei riguardi degli studenti”. “Sono sempre di più orgoglioso, ma l’orgoglio non è quello personale di averci creduto fin dall’inizio – precisa il dottore Domenico Tromba, consigliere dell’Ordine, coordinatore Commissione rapporti Scuola – Università e referente nazionale medico del Corso di Biologia con curvatura biomedica – ma piuttosto di vedere oggi la Calabria, e Reggio in particolare, considerate come modello dalle scuole di tutto il Paese. L’Ordine dei medici della provincia di Reggio Calabria e il Liceo Scientifico Leonardo Da Vinci sono, infatti, capofila per il modello di orientamento post-diploma in Biologia con Curvatura Biomedica. Il progetto di orientamento-potenziamento di biologia con curvatura biomedica – spiega il dottore Domenico Tromba - partito dalla Calabria, da Reggio, elevato negli anni su scala nazionale, oggi ha assunto connotati sempre più ampi. Sono adesso ben 320 i Licei italiani che lo hanno sposato per un totale di oltre 30mila studenti e 105 Ordini provinciali dei Medici coinvolti, per un totale di oltre 10mila medici impegnati. La Calabria si distingue oggi più che mai come modello per tutta l’Italia. Oggi si sta cercando di pensare a numerose soluzioni, (test si, test no) oppure valutazione dopo i primi sei mesi di studio, ma non capisco perché non si voglia accettare quello che è già sperimentato e dare inizio alla nascita del liceo Biomedico. Un percorso di studi di questo tipo, se portato a termine, risolverebbe in maniera definitiva l’accesso alla professione medica e nel contempo andrebbe a formare una classe di professionisti che, una volta laureati, andrebbero a coprire la carenza di personale, un problema che la Sanità pubblica sta affrontando in questi anni con non poche difficoltà per i professionisti e, soprattutto, i pazienti”. Per la Professoressa Giuseppina Princi, già preside del Liceo scientifico Leonardo Da Vinci e vicepresidente Regione Calabria, presente all’incontro, si è trattato di un momento significativo “perché rappresenta la conclusione annuale del percorso di biologia con curvatura biomedica nel quale abbiamo fortemente creduto assieme all’Ordine dei medici della provincia reggina, il suo presidente, Pasquale Veneziano, e il dottore Domenico Tromba per realizzare una bellissima realtà che vede coinvolti anche i docenti di biologia del Liceo, in primis la dottoressa Francesca Torretta e tutti gli altri docenti delle scuole coinvolte nel percorso che ha raggiunto davvero numeri importanti. Da Reggio Calabria, quindi – ha rimarcato la vicepresidente della Regione Calabria - è partito un modello vincente che ha fatto la storia del Paese perché oggi abbiamo sia alla Camera dei Deputati che al Senato due disegni di legge per i quali stiamo lavorando ed entro il corrente anno si spera che l’iter possa essere concluso. In particolare, si sta lavorando per lasciare una percentuale di posti affinché gli stessi ragazzi che frequentano il Liceo abbiano una corsia preferenziale per l’accesso alla facoltà di Medicina”. Grande la soddisfazione per Francesco Praticò, preside del Liceo Scientifico Leonardo da Vinci. “Si tratta di un corso d’eccellenza che ormai da tanti anni è stato attivato e noi come Liceo siamo scuola capofila a livello nazionale. Devo aggiungere che anche le famiglie seguono con grande attenzione questo percorso e non finirò mai di ringraziare la professoressa Princi, già preside del Liceo da Vinci, che ha avuto anni addietro questa intuizione e che adesso è in via di riconoscimento da parte del Ministero dell’Istruzione”. Una soddisfazione condivisa dalla professoressa Francesca Torretta, docente-referente nazionale del Corso Biologia con curvatura biomedica del Liceo Scientifico Leonardo da Vinci. “Speriamo di essere in dirittura d’arrivo perché, come si sa, il percorso è stato ormai sperimentato da più di sei anni a livello nazionale ed altrettanti a livello interno. Ogni anno abbiamo fornito tutti i dati di monitoraggio al Ministero e sembra che il percorso dovrebbe essere istituzionalizzato. La sperimentazione è andata benissimo, anche oltre le nostre aspettative, basta vedere il grandissimo numero di adesioni da parte dei Licei italiani e, tra l’altro, quest’anno verrà pubblicato un nuovo bando per l’adesione di nuovi istituti che ancora chiedono di aderire a questo percorso. Un grande successo, quindi, partito da Reggio Calabria”. Presenti all’incontro gli studenti del Liceo scientifico “Leonardo da Vinci” di Reggio Calabria, accompagnati dai professori Salvatore Lauria, Giuseppe Chindemi e Lorena Chiricosta; quelli del Liceo di Cittanova assieme ai professori Manuela Cosentino e Maria Grazia Martino e gli studenti del Liceo di Palmi, accompagnati dal professore Carlo Gino Currao. 

Reggio Calabria. Operazione della DDA contro la 'ndrangheta, 12 arresti

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A Reggio Calabria un’operazione contro la ‘ndrangheta condotta dai carabinieri del Comando provinciale per l’esecuzione di 12 ordinanze di custodia cautelare, 11 in carcere e una domiciliari. Gli indagati sono accusati dei reati di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsione, intestazione fittizia di beni e traffico di armi. I provvedimenti sono stati emessi dal Gip distrettuale su richiesta della Dda, diretta da Giovanni Bombardieri. L’inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Walter Ignazitto, ha consentito di ricostruire dinamiche e assetti della cosca di ndrangheta che controlla le attività illecite nel quartiere “Arangea”, nella periferia sud di Reggio Calabria. I carabinieri sono riusciti a ricostruire, in particolare, i metodi seguiti dal gruppo criminale per imporre le estorsioni a numerosi imprenditori di vari settori. I dettagli dell’operazione saranno illustrati dai magistrati della Dda e dai carabinieri nel corso di una conferenza stampa alle ore 10.00 nella sede del Comando provinciale dell’Arma.

Villa San Giovanni. Trovato corpo senza vita di una neonata

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Il corpo senza vita di una neonata di colore è stato trovato questa mattina tra gli scogli a Villa San Giovanni, in provincia di Reggio Calabria, nelle vicinanze degli imbarcaderi dei traghetti per la Sicilia. Il cadavere della bambina, probabilmente partorita da poco tempo, era all’interno di una busta di plastica, contenuta in uno zaino e aveva ancora il cordone ombelicale attaccato. E’ stato un pescatore a individuare lo zaino, abbandonato tra gli scogli, con all’interno la neonata morta. L’uomo ha subito avvertito la Polizia di Stato e sul posto sono intervenuti gli agenti del commissariato di Villa San Giovanni e della squadra mobile di Reggio Calabria che hanno informato il magistrato di turno. Sul luogo del ritrovamento è intervenuta anche la polizia scientifica che sta eseguendo i rilievi. Sembrerebbe che lo zaino sia stato portato tra gli scogli via terra poche ore dopo il parto. Probabilmente, stando ai tratti somatici della neonata, la puerpera è una donna straniera Gli investigatori, stanno concentrando la loro attenzione sull’accertamento delle cause della morte della piccola. La Procura e la polizia, infatti, dovranno capire se la bambina è deceduta durante il parto ed è stata abbandonata già esanime o se la morte sia avvenuta per soffocamento a causa delle modalità in cui è stata abbandonata. Da qui la decisione se aprire un’inchiesta per occultamento di cadavere o per omicidio. Una risposta, in questo senso, la potrebbe dare l’autopsia che verrà disposta dal pubblico ministero. In queste ore, infine, la squadra mobile di Reggio Calabria sta verificando se nella zona ci sono telecamere che abbiano potuto riprendere qualcosa che possa rivelarsi utile per le indagini.

Reggio Calabria. A Piazza Italia un focus su nutrizione e longevità con la Fondazione Valter Longo, l'European Longevity Institute e la Federazione Nazionale degli Ordini dei Biologi

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La Città Metropolitana di Reggio Calabria ha patrocinato l’evento “La Calabria: terra di ultracentenari con la dieta della longevità”, nato dalla collaborazione tra la Federazione nazionale degli Ordini dei Biologi e l'European Longevity Institute, per presentare lo studio della “Fondazione Valter Longo” che, sul territorio reggino e, in particolar modo, nel Comune di Varapodio, sta indagando effetti e correlazione della nutrizione sulla longevità della popolazione. Nel corso di un’assemblea pubblica, tenutasi in Piazza Italia, sono stati presentati i dati dello screening alla presenza Antonluca Matarazzo, amministratore delegato della Fondazione Valter Longo, Corrado Mammì, Direttore dell’Unità operative semplici di dipartimento Genetica Medica del Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria, del tecnologo alimentare Antonio Paolillo per l’Istituto clinico “De Blasi", di Domenico Laurendi della Fondazione nazionale ordine dei biologi, di Antonella Pellegrino e Chiara Nardone del team scientifico dell’European Longevity Institute della Fondazione Valter Longo, di Orlando Fazzolari, sindaco di Varapodio, e del sindaco metropolitano Giuseppe Falcomatà che ha avuto modo di apprezzare le metodologie dello studio immaginando la possibilità di estendere le indagini scientifiche alle diverse aree omogenee della Città Metropolitana di Reggio Calabria. Nel corso della giornata, la “Fondazione Valter Longo”, oltre ad informare i cittadini, ha raccolto nuove adesioni allo studio clinico della dieta della longevità.

Reggio Calabria. Al via il Corso ECM sulla Sla, organizzato dall’Ordine dei medici in partenariato con l’Aisla

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Organizzato dall’Asp di Reggio Calabria, in partenariato con l’Aisla (Associazione italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica) e patrocinato dall’Ordine dei medici della provincia di Reggio Calabria, ha preso avvio, nell’auditorium dello stesso Ordine, il Corso ECM sulla Sla (Sclerosi laterale Amiotrofica), la malattia neurodegenerativa che comporta una progressiva perdita delle capacità di movimento, di deglutizione, della parola e della respirazione. Una malattia che comporta, quindi, in un tempo variabile, profonde modificazioni nelle attività della vita quotidiana non solo del paziente ma dell’intero nucleo familiare. “Gli eventi saranno realizzati in otto moduli – spiega il dottore Giovanni Calogero, referente responsabile del progetto - il progetto nasce su proposta anche dell’Aisla perché si è constatato che i pazienti affetti da Sla e malattie neuromuscolari in genere, necessitano di una presa in carico e di una assistenza multidisciplinare. Questo comporta che l’Asp, grazie alle sue articolazioni organizzative sul territorio, attraverso questo Corso formerà tutte le figure professionali coinvolte come medici, infermieri, logopedisti, terapisti della riabilitazione. Si tratta di una presa in carico e di una assistenza di pazienti – sottolinea il dottore Calogero - che spesso vanno trattati nelle proprie abitazioni proprio perché si tratta di patologie molto importanti che determinano delle gravissime alterazioni a livello neuromuscolare, polmonare, di deambulazione e della capacità di esprimersi. Pazienti, quindi, che hanno bisogno di una assistenza totale, supportando anche le famiglie degli stessi pazienti. L’obiettivo, quindi, è di creare dei team multidisciplinari che prendano in carico il paziente in modo tale che lo stesso possa godere di tutti i servizi e venga rispettata la sua dignità di persona. I docenti, specialisti del campo, sono stati messi a disposizione dall’AISLA e sono tutti di altissimo livello”. Totale la disponibilità dimostrata verso questo tipo di iniziative dall’Ordine dei medici della provincia di Reggio Calabria il cui presidente, dottore Pasquale Veneziano, ha ribadito nel corso del suo intervento. “Il nostro Ordine non è un sindacato dei medici, ma un ente pubblico a protezione dei pazienti. Quindi tutte le iniziative finalizzate a migliorare le loro condizioni trova nel nostro Ordine un sicuro accoglimento. Questo tipo di patologie, includo anche l’Alzheimer, sono davvero drammatiche e solo chi vive una esperienza diretta, sia i pazienti che le famiglie, sanno bene di cosa si tratta. Organizzare questo tipo di corsi credo sia una cosa estremamente fondamentale e restiamo sempre vicini per altre iniziative di questo genere”. Per il direttore sanitario dell’Asp, dottoressa Annamaria Renda, “si tratta di un incontro fondamentale, perché parla di fine vita, di legge-quadro sull’autodeterminazione del paziente di decidere sulle modalità di cura e la possibilità di recedere in qualsiasi momento da quella stessa cura. Inoltre, prima che la malattia evolva nella fase finale, i pazienti avranno la possibilità di individuare una figura di riferimento a cui affidare il loro testamento biologico e, in sostanza, l’autodeterminazione del paziente. Perché non è il medico che sceglie per loro ma sono gli stessi pazienti a decidere come continuare ad essere curati nell’ambito di quella che è la loro dignità. Stiamo formando, con l’aiuto di Aisla degli operatori a trattare questo tipo di pazienti, non soltanto dal punto di vista clinico ma da quello etico-morale e quindi nel rispetto della propria dignità”. C’è da aggiungere, così come sottolineato dalla dottoressa Fortunata Tripodi, neurologa dell’Asp e co-referente responsabile del progetto, che rispetto ad “una malattia degenerativa ad alto impatto, sia sociale che sanitario, l’Asp reggina è stata la prima in Calabria a varare un PDTA (percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali) che segue i pazienti a domicilio e li accompagna dalla deistituzionalizzazione dell’ospedale fino al domicilio. Li accompagna nelle cure sostenendoli in tutto il percorso in maniera multidisciplinare, quindi con tutti gli specialisti interessati alla patologia. Un percorso condiviso con le associazioni e in particolare con l’Aisla, l’associazione di riferimento. Con quest’ultima abbiamo deciso di formare gli specialisti che andranno a domicilio del paziente. Si tratta di qualcosa di assolutamente innovativo e, peraltro, interaziendale, quindi condiviso con l’Ospedale. La Sla è vita ed il paziente ha diritto alla vita, fin quando ovviamente la malattia la rende possibile. Sono ventisei i pazienti affetti da Sla a Reggio e provincia ma si tratta di una patologia in aumento: nell’ultimo mese ci sono state già tre nuove diagnosi. Il corso dura tre anni e questo rappresenta il primo modulo di otto già programmati”.

Reggio Calabria. Tutto pronto per la prima gara di Campionato Italiano di Automobilismo Mannoli - Gambarie

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Un’attesa durata anni, finalmente arrivata nel 2024 al meritatissimo traguardo della massima titolazione conferita da Aci Sport alle gare di slalom: la sfida fra Mannoli e Gambarie, che si corre sulla metà superiore dello splendido percorso della leggendaria cronoscalata Santo Stefano-Gambarie, animerà il fine settimana della Città Metropolitana, grazie all’arrivo dei migliori specialisti nazionali della velocità con le postazioni. Allo start anche Luigi Vinaccia, istituzione assoluta del motorismo nazionale con quattro titoli italiani e oltre 300 vittorie a curriculum, il tricampione Salvatore Venanzio ed il due volte tricolore Michele Puglisi, oltre ad Emanuele Schillace, Salvatore Arresta e ad altri protagonisti assoluti. Fra i piloti locali, le speranze reggine per la Top5 finale sono alimentate dal veterano Carmelo Scaramozzino e dal giovane Gaetano Rechichi. Eccezionale l’impegno umano, economico ed organizzativo sostenuto ancora una volta dalla Scuderia Piloti per Passione, capitanata da Giuseppe Denisi, che per i vent’anni della propria attività vede meritatamente coronati i propri eccezionali sforzi. Unanime il giudizio molto positivo sul percorso da parte dei piloti provenienti da fuori regione, che lo hanno convintamente definito fra i migliori o il migliore in assoluto del campionato. La SS184 del segmento interessato resterà chiusa dalle 8.30 fino al tardo pomeriggio, pertanto la viabilità per arrivare a Gambarie si concentrerà sulla SS183, per chi arriva da Reggio Calabria.