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Addio a Maurizio Costanzo. Scomparso un maestro del giornalismo

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E’ morto a Roma Maurizio Costanzo, giornalista, conduttore televisivo e radiofonico e sceneggiatore italiano. Aveva 84 anni. Giornalista professionista iscritto all’Ordine del Lazio dal 1° ottobre 1966, era sposato dal 1995 con Maria De Filippi. Costanzo ha firmato decine di programmi radiofonici e televisivi e di commedie teatrali. Ha raggiunto la grande popolarità nel 1976, conducendo in Rai il talk-show Bontà loro. Ma il suo nome è legato al Maurizio Costanzo show, in onda dal 1982. Aveva mosso i primi passi nella professione nel 1956 come cronista del quotidiano Paese Sera, per poi passare al Corriere Mercantile di Genova. Nel 1960 la nomina a caporedattore del settimanale Grazia, quindi il debutto alla radio nel 1963 come autore del programma di Nunzio Filogamo “Canzoni e nuvole”. Tra i suoi programmi più noti, anche Buona domenica. Ha scritto numerosi libri, tra i quali Chi mi credo di essere (2004, in collaborazione con G. Dotto), E che sarà mai? (2006), La strategia della tartaruga (2009), Sipario! 50 anni di teatro. Storia e testi (2015), Vi racconto l’Isis (2016) e Smemorabilia. Catalogo sentimentale degli oggetti perduti (2022).

 

Risultava in malattia, sorpreso alla guida di un autobus

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Un autobus Scania proveniente da Caccuri e diretto a Catanzaro sul quale viaggiava una squadra di calcio è stato fermato per un controllo da una Pattuglia della Polizia di Stato sulla S.S.106. Da un primo controllo documentale è risultato che il conducente del mezzo guidava senza averne titolo. Nello specifico, senza la carta tachigrafica e senza la relativa qualificazione del conducente alla guida di mezzi conto terzi poiché mai conseguite. Tali anomalie e l’agitazione del conducente hanno insospettito gli operanti ad effettuare dei controlli successivi. Trasferita la pratica alla Squadra di Polizia Giudiziaria, si accertava che lo stesso fosse un dipendente pubblico e il giorno del controllo risultava essere in congedo straordinario per malattia dalla propria attività lavorativa. A seguito di quanto appurato, oltre alle relative sanzioni amministrative e al fermo del mezzo, l’uomo veniva deferito all’Autorità Giudiziaria per il reato di truffa aggravata.

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“Il sentiero dei Nubi”, romanzo di Maria Luisa Sgandurra edito da Mario Vallone Editore

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“Ci sono sempre molte vie da scoprire per comprendere l’Unica Via”. Questa la risposta della Dama del Balenio al protagonista Thebauryon, che prima le aveva chiesto: “Lei sa dirmi perché mi trovo qui? Nessuno sembra rispondere a questa domanda, o forse semplicemente nessuno vuole rispondere…”. E poi, è ancora il “poeta” Thebauryon, che trova nelle sue riflessioni una possibile risposta: “Stavo visitando diversi mondi, tutte in una carrellata di foto messe in sequenza. Entravo a gamba tesa dentro ogni micro clima e ne uscivo con una nuova morale appresa, ma senza che quegli abboccamenti mi lasciassero di fatto qualcosa di più concreto. Avevo la sensazione che fossero incontri a metà, piccole conversazioni e grandi oracoli centellinati di cui non riuscivo a godere a pieno, come se scattoso dovessi correre sempre verso il successivo luogo dove chissà chi o cosa avrei trovato”. L’esordio letterario di Maria Luisa Sgandurra, “Il sentiero dei Nubi”, edito da Mario Vallone Editore, è una storia sospesa tra realtà e fantasia, è una vicenda intensa, la scintilla di una luce antica che ritorna sempre. Ricorda Il meraviglioso Mago di Oz, tra i numerosi richiami letterari di cui si nutre il romanzo, con l’accenno esplicito alla protagonista Dorothy (p. 33) e, nella sua simbologia di chi si sente lontano, isolato dal mondo, anche il “Peter Schlemihl” di A. Von Chamisso. Senza voler fare ulteriori paragoni azzardati, ma un semplice confronto di tematiche trattate, che poi sono le stesse presenti in molti scrittori in diversi secoli, questa prima fatica letteraria di Sgandurra rappresenta un lavoro di buon livello, al centro del quale si percorre un “sentiero”, questo cammino dell’uomo, di donne e uomini, di tutti gli esseri umani che cercano la felicità, la purezza dell’anima, che sperano in un futuro migliore per la specie e vorrebbero conoscere il proprio io una volta per tutte. Nelle 122 pagine di questo racconto lungo, la Sgandurra propone una vicenda intima, filosofica e psicologica, un percorso dove l’aspetto più importante non è il fine, il traguardo, la metà, ma quella strada, il sentiero, la via, i suoi colori, le sue ombre, gli incontri con i personaggi fantastici “inventati” dall’io, le sensazioni, le riflessioni, lo specchiarsi e vivere le esperienze che “accadono” cercando sempre più di conoscere il proprio essere, la propria anima. Tanti scrittori prima di lei lo hanno fatto e certamente tanti ancora in futuro riproporranno questa materia letteraria sotto altre forme, la plasmeranno a loro piacimento, la trasformeranno in una poesia, in un racconto, in una pièce teatrale, in un romanzo. Simboli, metafore e, soprattutto, allegorie. Ogni lettore in questo percorso che è “Il sentiero dei Nubi” si può ritrovare, può provare a comprendere anche solo in parte il mondo che lo circonda, può cercare una risposta alle proprie domande e può, in particolare, porsi nuove domande, fare un passo in più per conoscersi, capirsi. Queste, nelle ultime pagine del romanzo, le riflessioni di Thebauryon: “Abbracciai la mia ombra, finalmente compresi quanto io stesso avessi fatto per me: mi feci guida del mio viaggio per non soccombere al misero e al superfluo. Le parti del mio essere sono riuscite a comunicare tra loro per mezzo del Sentiero. […] Ho visto mondi che io stesso ho creato per me, ho conosciuto me stesso dando voce a personaggi onirici […] Ho parlato con me stesso in un flusso di coscienza a infinite voci”. È un romanzo impegnativo, un piccolo diamante grezzo, l’opera prima di Maria Luisa Sgandurra. Un altro viaggiatore ha fatto la sua comparsa nel mondo fantastico dei sogni e si racconta, vuole parlare di sé e parla di noi per mezzo degli altri che vivono in un universo parallelo. Il quando e il perché sono annullati, esiste il dove e il come da vivere, ci viene suggerito, in modo più empatico. Si traccia una linee lungo la quale si può ragionare, riflettere, sognare e tornare a ripensarsi, perché il libro con protagonista Thebauryon è solo uno specchio, un ostacolo necessario creato dalla mente, che si lascia andare alle sue pericolose magie per poi provare, nel suo lento cammino introspettivo, a rimodellare il reale. 

Francesco Marmorato

Tentata Estorsione con metodo mafioso: 4 arresti

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Alle prime luci dell’alba, a Cosenza, Castrovillari e nella provincia di Reggio Calabria la Polizia di Stato con il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 4 indagati per tentata estorsione, aggravata dal metodo mafioso. Le accurate indagini svolte dalla Squadra Mobile di Cosenza attraverso una serie di accertamenti documentali, e attività tecniche, hanno consentito di ricostruire, l’ipotizzata tentata estorsione ai danni di un imprenditore della provincia di Cosenza che aveva subito minacce tese a farlo desistere da un servizio di trasporto e custodia di equini per conto di un comune della provincia di Reggio Calabria, che aveva intimato lo sgombero di un centro ippico insediato su un terreno comunale. Gli esiti degli approfondimenti investigativi, accolti nella ordinanza cautelare, hanno consentito di ricostruire la vicenda, un soggetto, titolare di un Centro Ippico nel reggino, locatario di un terreno di proprietà comunale, che si era opposto allo sgombero, intimatogli dall’Ente, una volta appresa la disponibilità dell’imprenditore cosentino a realizzare il trasporto coattivo degli animali per conto del Comune, si attivava al fine di porre in essere le condotte minacciose, che venivano realizzate con la complicità di due soggetti appartenenti alla criminalità reggina e cosentina, utilizzando quale materiale latore delle minacce un compaesano dell’imprenditore vittima della tentata estorsione volta ad ottenere l’indisponibilità al trasporto ed alla relativa custodia degli equini.

Catanzaro. Siglato Protocollo: Nasce l'azienda unica "Renato Dulbecco"

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Nasce a Catanzaro l’Azienda ospedaliero-universitaria unica “Renato Dulbecco”. Il protocollo d’intesa che dà vita al più grande hub sanitario della Calabria e tra i principali del sud, è frutto della fusione per incorporazione tra l’Azienda ospedaliera Pugliese Ciaccio e l’Azienda ospedaliero universitaria Mater Domini. E’ stato sottoscritto alla Cittadella dal presidente della Regione Roberto Occhiuto e dal Rettore dell’Università Magna Graecia GiovanBattista De Sarro. Alla firma hanno partecipato anche il presidente del Consiglio regionale Filippo Mancuso, promotore della legge sull’Azienda unica; i rettori degli atenei Mediterranea, Giuseppe Zimbalatti e Dante Alighieri Antonino Zumbo, e dell’Unical Nicola Leone, i sindaci di Catanzaro Nicola Fiorita e di Cosenza Franz Caruso ed i consiglieri regionali.

DICHIARAZIONI DEL PRESIDENTE OCCHIUTO

“Questo risultato di oggi non è ascrivibile solo alla città di Catanzaro e all’Università Magna Graecia, ma a tutta la regione perché l’obiettivo è fare in modo che dall’istituzione di questo policlinico si riverberino effetti positivi in tutta la regione. C’è molto da fare ancora nella sanità della Calabria, ogni volta che facciamo qualcosa di buono evitiamo di utilizzare toni trionfalistici perché sappiamo che molto ci aspetta e molto altro dobbiamo fare. Però, abbiamo la soddisfazione di poter dimostrare che finalmente nella sanità di questa regione c’è un governo, nel senso che ci sono delle attività di governo che si stanno svolgendo. Stiamo ricostruendo dalle macerie questo nostro sistema sanitario e per farlo è decisivo il ruolo delle Università che, secondo la mia visione, ma anche quella del governo regionale e del Consiglio regionale possono seminare competenze in tutta la regione. Il risultato che oggi otteniamo relativo alla creazione di una grande azienda risultante dalla fusione del Pugliese Ciaccio e del Mater Domini, è un risultato che in Calabria è stato inseguito da anni, ma per tanti anni siamo rimasti solo alle dichiarazioni. Adesso invece siamo riusciti a ottenere questo risultato per iniziativa soprattutto del Consiglio regionale, del suo presidente, della maggioranza che sostiene il mio governo regionale che ha posto in cima ai suoi obiettivi la realizzazione di questa importante attività. Noi siamo molto orgogliosi di avere qui a Catanzaro un’università che merita di essere rafforzata mentre altri investimenti nell’offerta formativa è legittimo che si facciano in tutta la regione. Ho sempre detto che il modo migliore per consolidare l’offerta formativa e anche la possibilità che questa riverberi risultati in termini di assistenza sanitaria fosse quello di rafforzare l’Università Magna Graecia che ha già assunto un ruolo importante nel panorama nazionale e che ha bisogno di un policlinico che in qualche modo sia adeguato al ruolo importante che ha. Ho sostenuto inoltre che c’è la necessità di seminare competenze ovunque, e che in una regione come la nostra che registra un deficit sanitario così alto più impegno c’è da parte delle Università per formare i giovani medici e specializzare medici meglio è per tutti. Stiamo preparando anche un programma di importanti investimenti nel finanziamento di borse di specializzazione, ricorrendo alle risorse dell’Unione europea, circa 40-50 milioni saranno destinati a finanziare borse di studio di specializzazione. Stiamo facendo tutte quelle cose che se in Calabria fossero state fatte dieci anni probabilmente oggi avremmo un sistema sanitario e anche universitario più performante“.

DICHIARAZIONI DEL RETTORE DE SARRO

“La potenzialità di queste due aziende è qualcosa di veramente importante per questo ritengo che potrà essere a servizio non solo della Calabria ma anche delle regioni vicine. E’ interesse di tutti che la cultura medica possa diffondersi sul territorio. Ci sono voluti quasi vent’anni però alla fine ci siamo riusciti. Ce lo si aspettava prima per fortuna questo governo regionale, rispetto ai precedenti, ci ha messo poco tempo, un anno e pochi mesi, a prendere la decisione dimostrando una volontà di voler migliorare la situazione anche assistenziale e solo dell’università. Il prossimo passo riguarderà l’apertura del nuovo pronto soccorso. Rispetto alla sede in cui si era pensato di ubicarlo e tenuto conto di dove era stato costruito il policlinico dovrebbe essere spostato. L’obiettivo è quello, infatti, di cercare di fare arrivare il malato nel più breve tempo possibile dove deve essere trattato. La struttura identificata in precedenza ha vent’anni e quindi non è modernissima. C’è comunque tutta la buona volontà di identificare il luogo migliore anche per raggiungere più rapidamente le sale operatorie e la rianimazione e tutte le strutture radiologiche principali. La cosa più importante sarà integrare le competenze senza che ci siano attriti. Il buon senso dovrà prevalere anche con la presenza di un management imponente e autorevole“.

DICHIARAZIONI DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO MANCUSO

“Penso che quello raggiunto oggi sia un risultato storico, inseguito da oltre vent’anni e ottenuto nel primo anno di legislatura. Tutto questo fa ben sperare e segna, in questo 21 febbraio, una data importante, da ricordare, per la sanità catanzarese e calabrese. Conoscendo i tempi della burocrazia e della politica mi ero dato più tempo; però, ci siamo stati addosso, sia io che il presidente della Regione anche grazie all’impegno del rettore De Sarro e abbiamo raggiunto questo risultato. L’auspicio che formulo adesso è che quei tanti calabresi che si recano ogni anno fuori regione per farsi curare si riducano e siano sempre di meno. Così come auspico che tutti gli studenti calabresi che vanno fuori regione per studiare medicina possano scegliere di rimanere in Calabria utilizzando anche questa grande opportunità. E che, soprattutto, una volta formatisi, rimangano nella loro regione evitando di mettere le loro professionalità al servizio di altri territori e contribuendo a ridurre la carenza di medici di cui soffre la nostra regione“.

 

Tar Calabria. Pennetti: "Contenziosi e ricorsi in calo ma servono più magistrati"

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Si è tenuta a Catanzaro l’inaugurazione dell’anno giudiziario del Tribunale amministrativo regionale. I dati presentati dal Presidente del Tar Calabria Giancarlo Pennetti mostrano una diminuzione di contenziosi e ricorsi in ambito sanitario, un miglioramento sul piano della legittimità degli atti mentre le interdittive antimafia rimangono sempre numerose e soprattutto c’è una forte carenza di organico.

DATI FORNITI DA PENNETTI

“Emerge un quadro chiaroscurale ha detto il presidente del Tar Calabria, Giancarlo Pennetti, nell’incontro con i giornalisti. Per un verso prosegue l’iter di ripresa del calo dei ricorsi legata anche alla vicenda pandemica, però, nello stesso tempo, permane un gap che ancora sembra collegarci a quel periodo. Spesso l’andamento del contenzioso riflette gli equilibri più generali sul piano sociale ed economico di un territorio, nel caso di una regione. In fondo si tratta di un sistema che cerca di uscire ma è ancora trattenuto. C’è un calo di ricorsi di circa 200 e rotti in meno in ingresso nel 2022 rispetto al 2021: pensiamo che questo sia legato all’aumento del costo della vita e alla spirale inflazionistica nel 2022 per Omicron e la guerra, all’aumento dei costi energetici, del costo della vita e dell’impatto sulle famiglie, soprattutto in Calabria dove c’è un reddito pro capite più basso, e quindi anche il fattore di stimolo della ripresa economica che forse arranca in qualche caso, compreso quello del Pnrr. Insomma, un quadro chiaroscurale a livello ed economico che si riflette probabilmente sui ricorsi. Calano i ricorsi in materia di appalto, spesso non sono cali drammatici ma percepibili come significativi. Le interdittive antimafia sono sempre numerose, purtroppo, ancorché anche qui i ricorsi siano stati in diminuzione, aumenta il pubblico impiego, altre voci meno importanti sul piano statistico restano stabili. Nel campo della sanità in Calabria c’è stato un calo di ricorsi, probabilmente legato a un fatto amministrativo. Certamente la riconduzione a unità della struttura commissariale con l’apparato burocratico regionale ha favorito una probabile velocizzazione delle procedure. I ricorsi in materia di silenzio, di accreditamento, dei budget vengono definiti evidentemente in tempi più ridotti da parte dell’apparato regionale guidato nella direzione politico-amministrativo dal presidente della Giunta regionale. Questo superamento dello scollamento che c’era prima tra struttura commissariale statale e uffici regionali ha fatto sì che ci fosse una riduzione di ricorsi questo tipo, e naturalmente questo è un dato positivo. In Calabria c’è una tendenza al miglioramento degli atti amministrativi. Sappiamo che il Sud ha ritardi su vari fronti e la pubblica amministrazione al Sud e in Calabria soffre di una serie di problemi in maniera più significativa rispetto alle amministrazioni del Centro Nord. Per quanto riguarda gli atti amministrativi c’è un processo di continuo miglioramento, ma questo non è un fenomeno recente, e probabilmente è dovuto a una più attenta selezione del personale e un’attribuzione degli incarichi. C’è una tendenza al miglioramento degli atti amministrativi, anche se naturalmente qualche volta contraddetta da situazioni, magari anche determinate dall’affanno di enti con poco personale. Certi dati vanno chiaramente sempre letti in controluce perché si rischia di di essere anche ingiusti nel giudizio, l’importante è che si vada sempre per il meglio, come dice una nota pubblicità televisiva di una nota multinazionale ‘ogni giorno meglio’”.

EMERGENZA ORGANICO

“L’arretrato – ha detto Pennetti – continuiamo a intaccarlo e ridurlo nonostante l’organico non sia completo. Noi tra prima e seconda sezione abbiamo 7 magistrati, dovrebbero essere 12. Io sto chiedendo da molto tempo almeno tre magistrati almeno già da giugno. E’ un sistema che non può andare avanti evidentemente, ciò nondimeno l’arretrato lo abbiamo intaccato considerevolmente perché lo scorso anno nel quadro del Pnrr è partita la possibilità di smaltimento dell’arretrato, quello pendente al 31 dicembre 2019, quello più vecchio. La prima sezione aveva questo tipo di arretrato e ne abbiamo approfittato eliminando con cinque udienze da remoto gran parte di questo arretrato, oltre 400 ricorsi sono stati eliminati e definiti e ne sono rimasti solo 220-230. In effetti poi c’è stato un restringimento dello spazio di ricorsi a questo meccanismo da parte degli organi di autogoverno a determinati Tar che hanno grossi arretrati, come il Tar del Lazio, della Campania Napoli, Lombardia Milano. Noi siamo usciti dal Pnrr, peccato perché correvamo moltissimo nell’eliminazione dell’arretrato, avremmo finito nell’agosto del 2023 invece che nel 2026. Ovviamente io continuo con il lavoro ordinario. Noi dobbiamo essere messi nelle condizioni di fare di più, meglio e in tempi ancora più brevi. Questo Tar ha magistrati validissimi, e un foro che sollecita e stimola, ma se vogliamo mantenere un trend per cui la gente è soddisfatta dobbiamo avere qualche magistrato in più”.