Calabria

Tropea. Grande attesa per il Blue Jazz ad Ottobre.

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A Ottobre cambiano atmosfera, linguaggio e ritmo. Blue Jazz Tropea prende forma e presenta il suo programma: 10 serate, 20 formazioni musicali, due piazze protagoniste e un intero mese dedicato alla musica afroamericana, alle sonorità latine e alle sue contaminazioni.

La prima edizione della rassegna prenderà il via venerdì 2 ottobre e proseguirà fino a sabato 31 ottobre, con appuntamenti ogni venerdì e sabato sera in Piazza Ercole e Piazza Vittorio Veneto. Una città come palcoscenico a cielo aperto, dal mare alle piazze, dal tramonto alla sera, per accompagnare cittadini, ospiti e viaggiatori dentro una proposta culturale nuova, pensata per rendere Tropea viva, attrattiva e riconoscibile anche in autunno.

Blue Jazz Tropea – sottolinea il Sindaco Giovanni Macrì – nasce come laboratorio e come investimento culturale. Vogliamo costruire un appuntamento fisso del calendario cittadino, capace di portare persone a Tropea, sostenere le attività economiche, offrire nuove ragioni di permanenza e rafforzare quella strategia di destagionalizzazione sulla quale stiamo lavorando con continuità.

La rassegna nasce dal jazz, dalla sua eleganza e dalla sua capacità di improvvisare, dialogare e creare incontri. Ma il programma allarga il pentagramma anche al blues, allo swing, alle sonorità latine e a linguaggi musicali differenti. Da Stolen Jazz Trio a Sasà Calabrese Trio, dal Collettivo Musicale Calabro a Francesco Caligiuri Group – Olimpo feat. Michel Godard, da Bruno Marrazzo & Rosa Martirano a Giuseppe Santelli Trio, da Nova Luna a Nauplia Quartet, da Swinging Four a 3 for Queen, Toxicity Duo, da DiStella feat. Federfolla a Even Trio, da Myriad Jazz Quartet a Rocco Riccelli Quartet, da Nives Raso Latin Jazz Quartet a Quel Trio feat. Sebastiano Ragusa, da Lorenzo Iorio Quartet a The Axolotl Project e Body&Soul, saranno loro i protagonisti delle dieci serata

Questa prima edizione sarà anche un banco di prova: servirà a sperimentare, ascoltare, migliorare e costruire il futuro della rassegna. L’obiettivo non è soltanto organizzare serate musicali, ma dare a ottobre una nuova identità nel calendario tropeano, prima del percorso che accompagnerà la città verso il Villaggio di Natale e le iniziative del periodo natalizio. Noi mettiamo le piazze – conclude Macrì – la città mette la sua magia, i musicisti il loro talento. Blue Jazz Tropea nasce con questa ambizione: trasformare ottobre in un mese di musica, incontro, qualità e bellezza condivisa. Dal 2 ottobre parte il primo palco. E ad ottobre, Tropea suona black.

 

Azienda Ospedaliera ed eccellenza UniCal: inaugurata all'Annunziata la Cardiochirurgia

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«Oggi non stiamo semplicemente celebrando l'apertura di un nuovo reparto all'avanguardia, che colma un vuoto avvertito da troppo tempo dalla nostra comunità, ma stiamo gettando le basi per una scuola medica capace di unire l'eccellenza della ricerca universitaria all'assistenza territoriale di altissimo livello». Con queste parole il Rettore dell’Università della Calabria, Gianluigi Greco, ha commentato l’inaugurazione della nuova Cardiochirurgia dell'Ospedale dell’Annunziata di Cosenza. La guida del reparto è stata affidata a Luca Paolo Weltert, recentemente selezionato dall'UniCal come direttore della cattedra di Chirurgia cardiaca. Si tratta di una figura di rilievo internazionale, in grado di coniugare una vasta esperienza chirurgica e una spiccata vocazione alla ricerca con un profondo spessore umano, maturato operando in delicati contesti internazionali di emergenza.

Questa mattina, nel corso di una conferenza stampa, è stata illustrata la piena operatività del nuovo blocco cardio-toraco-vascolare. Nei giorni scorsi, infatti, l'équipe ha già eseguito con pieno successo le prime tre operazioni chirurgiche: la sostituzione di una valvola aortica unicuspide, un triplice bypass aortocoronarico e un intervento combinato su aorta ascendente, valvola aortica e bypass coronarico.

Un progetto strategico per il territorio. L'attivazione della Cardiochirurgia colma una lacuna storica per la provincia. Il nuovo reparto, che può contare su 16 posti letto dedicati e sull'ausilio di tre moderne sale operatorie all'interno del blocco cardio-toraco-vascolare, va a inserirsi in un innovativo dipartimento multidisciplinare. Il progetto aveva già iniziato a prendere forma nei mesi scorsi con l’ingaggio come professore straordinario presso l’UniCal del prof. Daniele Maselli, indiscussa autorità nazionale della cardiochirurgia. Il Prof. Weltert si unisce al prof. Maselli e a una task force di altissimo spessore internazionale composta da specialisti universitari e clinici già operativi in corsia. Tra questi spiccano Matteo Orrico, esperto in tecniche mininvasive per la chirurgia aortica complessa e Direttore dell'Unità Operativa di Chirurgia Vascolare ed Endovascolare, e Franca Melfi, figura di caratura internazionale nel campo della Chirurgia toracica e Direttrice del Dipartimento Cardio-Toraco-Vascolare. 

Si tratta di un progetto che guarda non solo al presente, ma alla formazione delle future generazioni, come ha sottolineato ancora il Rettore Greco nel corso del suo intervento: «L'UniCal, la Regione Calabria e l'Azienda Ospedaliera lavorano in profonda sinergia per far crescere il capitale umano, investendo prima di tutto sulla qualità delle persone. Abbiamo puntato su docenti giovani, brillanti e di comprovata esperienza clinica e scientifica. Il nostro orizzonte strategico guarda al futuro: grazie al contributo del prof. Maselli e del prof. Weltert, l'obiettivo è arrivare presto all'apertura di una Scuola di specializzazione dedicata, capace di formare i futuri cardiochirurghi calabresi affinché possano finalmente crescere e operare nella loro terra, invertendo la rotta dell'emigrazione sanitaria».

«L'apertura della Cardiochirurgia all'Ospedale Annunziata è un risultato atteso da circa vent'anni dalla popolazione e che oggi, finalmente, diventa realtà – ha dichiarato il Direttore Generale di Azienda ospedaliera, Vitaliano De Salazar –. Non inauguriamo soltanto un nuovo reparto, ma una struttura destinata a cambiare concretamente la capacità di risposta del nostro sistema sanitario alle patologie cardiovascolari più complesse. Quello di oggi è un traguardo che ha richiesto visione, programmazione e un grande lavoro di squadra. L'Azienda Ospedaliera ha investito nella realizzazione di un moderno blocco cardio-toraco-vascolare e nella costruzione di un percorso assistenziale capace di mettere in rete competenze e professionalità diverse. Le prime tre operazioni eseguite nei giorni scorsi rappresentano la conferma più concreta che oggi questo progetto è pienamente operativo». «La Cardiochirurgia – ha aggiunto De Salazar – nasce, dunque, con una responsabilità importante: offrire ai cittadini cure di alta specialità senza costringerli a lasciare il proprio territorio. Ma nasce anche con una prospettiva ancora più ambiziosa, quella di costruire insieme all'Università della Calabria un polo di eccellenza clinica, scientifica e formativa, capace di attrarre professionalità, formare nuovi specialisti e contribuire a ridurre la mobilità sanitaria».

«Questa Cardiochirurgia – ha sottolineato il prof. Weltert – nasce con una chiara vocazione all'eccellenza e con un profondo spirito di servizio verso un territorio che attendeva da tempo cure avanzate per le patologie cardiache tempo-dipendenti. Questo traguardo, però, è il frutto di uno sforzo congiunto e di un rigoroso lavoro di squadra: una stretta collaborazione trasversale che coinvolge tutto il dipartimento chirurgico cardio-toraco-vascolare, la direzione, i laboratori, la radiologia e la cardiologia clinica. Solo unendo le forze, e valorizzando le diverse professionalità, possiamo dare una risposta concreta ai bisogni dei pazienti».

Il profilo di Luca Paolo Weltert. Nato a Torino nel 1976, il Professor Weltert unisce all'altissima specializzazione chirurgica una forte sensibilità maturata sul campo in missioni internazionali con l'organizzazione umanitaria Emergency. Prima di arrivare a Cosenza, ha prestato servizio come dirigente medico allo European Hospital di Roma dal 2007 ad oggi, affiancando all'impegno clinico l'attività accademica come professore associato presso la Saint Camillus International University of Health Sciences.

Nella sua carriera ha eseguito circa 3.000 interventi cardiochirurgici, di cui 1.300 come primo operatore. Tra questi figurano 500 casi di bypass aortocoronarico, 350 procedure di sostituzione o riparazione valvolare, complessi interventi sull'aorta e 180 impianti valvolari transcatetere (TAVI). All'attività in sala operatoria affianca la ricerca: è autore di 114 pubblicazioni scientifiche, con un H-index di 20 e 1.600 citazioni. Ha ricoperto il ruolo di Principal Investigator in diversi trial clinici multicentrici (partecipando tra gli altri ai trial internazionali ROMA, RHEIA e REST-ART) e, nel 2023, ha ricevuto il premio Best Abstract and Presentation all'EACTS Aortic Forum di Bruxelles. È inoltre inventore e titolare di due brevetti (uno italiano e uno statunitense) legati allo sviluppo di un innovativo dispositivo di supporto ventricolare d'emergenza, un vero e proprio "cuore artificiale" per supportare i pazienti colpiti da scompenso cardiaco acuto.

Da Tropea partono due passi strategici per i Parchi Marini Regionali della Calabria

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 Dai principi della tutela ambientale condivisa alle azioni concrete di governo del mare. Da Tropea, icona della Calabria nel mondo, partono due passaggi strategici per i Parchi Marini Regionali della Calabria: la nuova operatività integrata con ARPACAL e la cabina di regia per il coordinamento della rete dei diving calabresi. Una rete sulla quale si è innestato anche il contributo della Fondazione Calabria Film Commission, con il direttore Giampaolo Calabrese, che ha richiamato l’esigenza di formare nuove professionalità, compresi operatori subacquei capaci di accompagnare produzioni audiovisive nei fondali marini. Non solo visione, quindi, ma strumenti, dati, monitoraggio, formazione, fruizione sostenibile e responsabilità organizzata. Ma la quinta tappa di Mare Dentro, la prima sul Tirreno, ha mostrato plasticamente anche cosa significa vivere un’area protetta in modo ordinato, con i campi boa funzionali alla fruizione responsabile delle aree protette. Dopo Crotone, Catanzaro, Locri e Reggio Calabria, MAVISU è approdata ieri (martedì 11) nel Porto di Tropea – Marina Yacht Club / Pool Zone Marina Resort Village, per la quinta tappa del viaggio itinerante promosso dall’Ente per i Parchi Marini Regionali della Calabria attorno alla penisola calabrese, tra Jonio e Tirreno, con un brindisi di benvenuto bagnato da un metodo classico delle cantine IGreco. Una tappa non casuale: Tropea, infatti, rimane una delle destinazioni esperienziali più riconoscibili della regione, ma anche uno dei luoghi in cui la bellezza impone una responsabilità più alta di governo, tutela e fruizione ordinata. A sottolineare il lavoro sociale e comunicativo, strategico, per liberare Tropea dallo stereotipo di semplice località turistico-balneare è stato proprio il sindaco del borgo salotto Giovanni Macrì. La forza della destinazione - ha spiegato - nasce dalla capacità di trasmettere al viaggiatore il genius loci, la storia, l’anima di una comunità e non soltanto la bellezza del mare. Ambiente, agricoltura e turismo sono i tre tasselli di un’unica strategia che ne aumenta la reputazione, ne migliorano il marketing territoriale e la destagionalizzazione e generano più attrattività per un turismo esigente. Tra i momenti centrali della giornata, la sottoscrizione dell’Accordo Programma Quadro per la cooperazione istituzionale e integrata tra Ente Parchi Marini Regionali e ARPACAL. Il protocollo rafforza una collaborazione destinata a incidere sulla redazione dei Piani Integrati dei Parchi Marini Regionali, sul monitoraggio ecosistemico, sulla pianificazione dei settori, sulla progettazione comune, sulla logistica territoriale condivisa e sulla costruzione di piattaforme integrate e interoperabili. ARPACAL metterà in campo il proprio braccio tecnico-scientifico; l’EPMR garantirà operatività sui territori e in mare, attraverso una cabina di regia paritetica tra i due enti. Per il Direttore generale dell’EPMR Raffaele Greco - che si è complimentato con il sindaco Giovanni Macrì per il lavoro svolto sulla qualità complessiva della destinazione, sulla tutela dell’ambiente e sulla capacità di fare di Tropea una meta internazionale sempre meno dipendente dal solo turismo balneare – questa tappa non poteva mancare nella rotta di Mare Dentro. È una meta internazionale, ma non più soltanto balneare: rappresenta un esempio di stagione allungata, target diversificati e offerta turistica capace di andare oltre il mare estivo. Greco ha ricordato che la Costa degli Dei custodisce un patrimonio naturalistico di grande valore, con il Parco Marino che dai fondali di Pizzo arriva fino a Capo Vaticano e Tropea, dentro un sistema di habitat, biodiversità e Zone Speciali di Conservazione che richiede conoscenza, pianificazione e regolamenti. Tra i momenti più attesi della quinta tappa che ha visto anche la cerimonia dell’Alzabandiera con il Direttore Greco, il direttore generale del Dipartimento Turismo della Regione Calabria Robeto Cosentino e Vincenzo Aristide Di Salvo, amministratore delegato della Porto di Tropea Spa, c’è sicuramente il talk La Calabria, una montagna in mezzo al mare, condotto dal comunicatore strategico Lenin Montesanto, che ha visto intervenire, insieme al Direttore generale Greco, anche il sindaco di Tropea, Giovanni Macrì; Claudio Guarascio, presidente dell’associazione Costruttori Nautici dei Due Mari; Michelangelo Iannone, direttore generale di ARPACAL; Fabio Muzzupappa per Acqua degli Dei di cui ha fatto omaggio con dei cadeaux agli ospiti e Spartivento Fashion; Vincenzo Aristide Di Salvo, amministratore delegato della Porto di Tropea Spa; Giuseppe Sangeniti, dirigente dell’Istituto Omnicomprensivo Nautico di Pizzo; Giampaolo Calabrese, direttore della Fondazione Calabria Film Commission; Gabriele Fusca, Presidente del CDA di Porto di Tropea Spa e Roberto Cosentino, direttore generale del Dipartimento Turismo della Regione Calabria. - Alla tappa hanno preso parte anche rappresentanti delle istituzioni e del territorio, tra cui Rosario Consolino della Capitaneria di Porto di Vibo Valentia, il comandante di Locamare Tropea Giuseppe Durante e Michele Papalia della Capitaneria di Porto. Presenti inoltre il sindaco di Ricadi, Domenico Locane; il vicesindaco di Parghelia, Tommaso Belvedere; il vicesindaco di Tropea, Massimo L’Andolina e l’associazione Amici del Mare Capo Vaticano, a conferma di una rete territoriale che guarda alla Costa degli Dei come sistema unitario di tutela, fruizione e valorizzazione. La vera sfida - ha sottolineato ancora Greco - è passare dalla perimetrazione alla gestione. I Piani Integrati non servono a bloccare i territori, ma ad armonizzare gli usi delle risorse costiere: dalla pesca alle attività subacquee, dalla fruizione turistica ai servizi per finire alla portualità, alla tutela degli habitat e al sostegno alla nascita di nuove attività economiche compatibili. La convenzione con ARPACAL diventa quindi lo strumento per costruire il quadro conoscitivo necessario, non sulla testa delle amministrazioni o degli operatori, ma insieme a Comuni, associazioni, imprese e soggetti che vivono la fascia costiera. Altro passaggio strategico è stato il lancio della cabina di regia dei Parchi Marini per la rete dei diving Calabria, presentata da Nico Barbuto, presidente di Scuba World ADS. L’obiettivo è dare valore al turismo subacqueo, coordinare i professionisti che operano nei diversi Parchi, costruire una rete regionale capace di segnalare criticità, intervenire sui fondali, raccogliere dati, alimentare banche dati ambientali e trasformare i subacquei in protagonisti di una citizen science concreta. La tappa tropeana ha offerto inoltre anche una rappresentazione concreta della fruizione ordinata delle aree protette. Il Porto di Tropea dialoga con il Parco Marino; fuori dal porto, nell’area di Parghelia, i campi boa hanno mostrato come sia possibile accogliere il diportismo e la presenza turistica senza rinunciare alla tutela. È questo il punto politico e operativo della visione dell’EPMR, spinta con la nuova gestione Greco: non separare ambiente ed economia, ma costruire regole, servizi e strumenti perché il mare possa essere vissuto senza essere consumato. Il direttore generale di ARPACAL Michelangelo Iannone ha ricordato, invece, che la qualità del mare non è una percezione né una dichiarazione di giornata, ma il risultato di un sistema di classificazione basato su quattro anni di analisi e parametri europei. La trasparenza dei dati sulla qualità delle acque, resi disponibili ai cittadini, rappresenta ad esempio uno degli indirizzi più importanti: far vedere il lavoro quotidiano dell’Agenzia, rendere consultabili i risultati e restituire giustizia a un mare che, pur non potendo essere definito perfetto, è certificato come eccellente secondo criteri tecnici e verificabili. Per Roberto Cosentino, Direttore generale del Dipartimento Turismo della Regione Calabria, Mare Dentro restituisce il senso più importante del lavoro in corso: fare le cose insieme. Dalla Regione alla Fondazione Film Commission, dai Parchi Marini ai territori – ha detto - stiamo costruendo una visione condivisa che guarda al turismo sostenibile del prossimo triennio. Da qui il concetto di Calabriae, non come plurale ma come genitivo: appartenenza, diversità, con più chiavi di accesso alla stessa regione. Una Calabria che oggi sorride di più, che ha acquisito consapevolezza e che può dire - come ha ribadito recentemente il Presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto a Vinitaly and the City a Sybaris - senza complessi, che essere calabresi è finalmente motivo di orgoglio. È figo! Il direttore della Fondazione Calabria Film Commission Giampaolo Calabrese ha collegato il tema del mare alla costruzione del nuovo immaginario audiovisivo regionale. I fondali, i paesaggi costieri, le montagne, i borghi e le aree interne concorrono a una narrazione che ricuce costa ed entroterra sotto il brand Calabria Straordinaria. Dal caso Sandokan, girato in parte tra Ricadi e Le Castella, fino alle produzioni che stanno scegliendo la Calabria per rappresentare mondi diversi, l’audiovisivo diventa strumento di racconto, reputazione e promozione. Nel dialogo con Montesanto è stato richiamato anche il valore del corto Dove tutto è cominciato #2. Sia Calabrese che Montesanto hanno ricordato il contributo alla nuova narrazione della Calabria ottenuto attraverso i Marcatori Identitari Distintivi ed entrambi hanno ricordato la figura di Jole Santelli, primo Governatore donna alla quale si deve l’avvio di questa intuizione. Un patrimonio – ha ricordato Montesanto - condiviso da tutti i dipartimenti e assessorati regionali e sentito come proprio dai calabresi in Calabria e nel mondo: un risultato storico, senza precedenti, da rilanciare e declinare ancora meglio. Come nelle precedenti tappe, anche a Tropea il format ha proposto l’esperienza immersiva con i visori per il Virtual Tour dei Parchi Marini Regionali, la proiezione del corto sui Marcatori Identitari Distintivi - Dove tutto è cominciato #2 e il laboratorio di disegno con l’album EPMR da colorare per bambini sui MID. Proprio i MID continuano così ad accompagnare, tappa dopo tappa, la visione dei Parchi Marini come offerta integrata tra costa ed entroterra, mare e borghi, natura e cultura, fruizione turistica sostenibile ed educazione delle nuove generazioni. Nel corso del talk è stata rilanciata anche la rete dei servizi turistici sostenibili dei Parchi Marini, prevista dal percorso della Carta Europea del Turismo Sostenibile. Gli operatori del turismo, della sostenibilità ambientale, della ricettività e dei servizi territoriali sono invitati ad aderire alla rete compilando il modulo disponibile sul sito istituzionale dei Parchi Marini Regionali, www.parchimarinicalabria.it, così da contribuire alla costruzione di un circuito certificato di qualità collegato alla CETS e alla fruizione sostenibile delle aree protette. La parte gastronomica, con le proposte esperienziali e identitarie illustrate attraverso le slide della gastronoma Elena Bursese e condotte da Roberto Cannizzaro, ha raccontato Tropea in un solo boccone: pesce pettine dorato, salsa alla Cipolla Rossa di Tropea, spuma di Pecorino del Monte Poro, finocchietto selvatico e olio extravergine. Un piatto-manifesto costruito sull’incontro tra la Rupe di Tropea e il Mar Tirreno, la Costa degli Dei e il Monte Poro, nel quale il territorio diventa ingrediente e il paesaggio alimentare unisce mare, orti, pascoli e comunità. Il filo enologico del viaggio Mare Dentro è stato affidato a Nosside, Greco Bianco. La tappa è stata accompagnata dai partner che stanno sostenendo il viaggio di MAVISU: Acqua Fabrizia, iGreco, Cantine Zito, UNPLI Calabria, Conservatorio Fausto Torrefranca di Vibo Valentia, Acqua degli Dei, Porto di Tropea Spa, Spartivento Fashion, insieme alle altre realtà coinvolte nel format. Il momento musicale è stato affidato al Mendicino Paternostro Jazz Duo, con Corrado Mendicino e Davide Paternostro, tra piano e sax. Dopo Tropea, Mare Dentro proseguirà verso Cetraro, martedì 25 agosto, per la sesta tappa del viaggio di MAVISU. La rotta tirrenica conferma la missione dell’EPMR: portare nei territori una nuova cultura del mare, fatta di dati, educazione, legalità, fruizione ordinata, turismo sostenibile e comunità attive. Tropea ha dimostrato che un’area protetta può essere vissuta, raccontata e governata senza consumarne la bellezza. 

Dal 9 al 12 settembre la Calabria chiamerà a raccolta consultori ed esperti provenienti dalle diverse comunità nel mondo per l’Assemblea della Consulta regionale dei Calabresi nel Mondo

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  Dal 9 al 12 settembre la Calabria chiamerà a raccolta consultori  ed esperti provenienti dalle diverse comunità nel mondo per l’Assemblea della Consulta regionale  dei Calabresi nel Mondo: quattro giorni di confronto, relazioni e programmazione attraverso i quali  la Regione punta a costruire una nuova fase del rapporto con la sua comunità globale. Per decenni  la Calabria ha guardato ai propri emigrati come custodi della memoria. Oggi quella pagina non basta  più. I calabresi nel mondo non possono essere considerati soltanto il simbolo di ciò che siamo stati,  ma devono diventare protagonisti di ciò che la Calabria vuole diventare. È questa la sfida che  accompagna la nuova stagione dei rapporti con le comunità calabresi all'estero: trasformare l'identità  in opportunità, la memoria in sviluppo, il legame affettivo in una rete stabile di relazioni culturali,  istituzionali, economiche e sociali.  È il messaggio rilanciato dal consigliere regionale Orlandino Greco, presidente della Prima  Commissione Affari Generali e delegato ai rapporti con i Calabresi nel Mondo, nel corso della missione  istituzionale che lo ha visto impegnato tra Vancouver e Toronto. Dopo gli incontri con la Camera di  Commercio Italiana e con l'ICE a Vancouver, insieme alla neo componente della Consulta Irena De  Marco, presidente dell'Associazione Calabresi di Vancouver, e allo chef ambasciatore delle eccellenze  calabresi Pino Posteraro, il confronto è proseguito a Toronto con i club calabresi, grazie al lavoro  dell'esperto regionale Giacomo Parisi e dei consultori Mastruzzo e Menotti, culminando nell'incontro  promosso dal Maierato Club nel cinquantesimo anniversario della sua fondazione. Il presidente Dominic Circosta ha ricordato come, in mezzo secolo di attività, il Maierato Club abbia  saputo mantenere vivo il legame con il paese d'origine attraverso la cultura, le tradizioni, la cucina,  il lavoro del comitato femminile e la trasmissione dell'identità alle nuove generazioni. Un percorso  iniziato nel 1978 con la storica traslazione della devozione a San Rocco in Canada, dove ancora oggi  viene celebrata una festa che riproduce quella di Maierato, con processione, banda musicale e Santa  Messa. Da anni – spiega Greco - studio le ragioni profonde della nostra diaspora ed è anche per questo che  considero la delega ricevuta un grande onore ma soprattutto una responsabilità. Oggi assistiamo a  un fenomeno molto interessante. La prima generazione ha custodito il rapporto con la Calabria con  sacrificio e straordinario coraggio. I figli, inevitabilmente, lo hanno in parte affievolito. I nipoti,  invece, stanno riscoprendo con entusiasmo le proprie radici. È lo stesso fenomeno che osserviamo  nel turismo delle radici: cresce il desiderio di conoscere la terra dei nonni e di costruire un rapporto  nuovo con essa. Per il consigliere regionale questa nuova domanda di Calabria dovrà trovare risposte concrete. A  settembre la Consulta approverà il nuovo Piano degli interventi, destinato a rafforzare il rapporto  con le associazioni dei calabresi nel mondo attraverso azioni continuative e strumenti operativi.  L'obiettivo sarà costruire una rete permanente di confronto con le comunità all'estero, favorire la  nascita di nuove associazioni e sviluppare iniziative condivise con i consultori presenti nei diversi  Paesi.  Il presidente della Prima commissione, inoltre, traccia la strada per una collaborazione strutturata  con Atenei, amministrazioni locali, Camere di Commercio e sistema produttivo del Nord America,  rilanciando l'idea di programmi di scambio universitario e di nuove forme di cooperazione economica  e culturale. Un percorso – dice - che prende spunto anche dalle esperienze maturate negli anni e  che punta a fare della presenza calabrese all'estero una leva stabile di sviluppo per la Regione.  Nel suo intervento Greco ha espresso una netta contrarietà alle recenti limitazioni sulla trasmissione  della cittadinanza oltre la seconda generazione, annunciando iniziative per difendere quello che  definisce un filo di congiunzione essenziale tra la Calabria e i suoi figli nel mondo. Allo stesso tempo  ha richiamato la necessità di sostenere il turismo delle radici e di valutare, insieme alla Consulta e  in raccordo con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, strumenti  innovativi come il cosiddetto Reddito di Ritorno, capace di incentivare il rientro e rafforzare i rapporti  con le comunità calabresi all'estero. Nel confronto con i rappresentanti delle associazioni non sono mancati gli spunti critici. Dalle  osservazioni del consigliere di Vaughan Mario Racco sul costo dei servizi turistici e sulla necessità di  rendere più competitiva l'offerta regionale, fino alle riflessioni sul modo in cui talvolta vengono accolti  i calabresi che ritornano nei luoghi d'origine. Il confronto aperto è sempre una ricchezza – ha risposto  Greco – perché ci aiuta a migliorare. Il nostro compito è costruire una sintesi che valorizzi l'amore  straordinario che i calabresi nel mondo continuano a nutrire per questa terra. Pochi conoscono il  fatto che la Dieta Mediterranea, studiata e codificata da Ancel Keys, trova proprio in Calabria uno  dei suoi riferimenti fondamentali. Così come San Francesco di Paola, il santo identitario della nostra  regione, è spesso più conosciuto e venerato all'estero che nella sua terra. Da qui vogliamo ripartire,  perché la conoscenza della nostra storia e dei nostri patrimoni è il primo investimento sul futuro. La Calabria – conclude il Consigliere regionale – non ha bisogno di essere ricordata soltanto con  emozione. Ha bisogno di essere vissuta, frequentata, raccontata e costruita insieme ai milioni di  calabresi che vivono nel mondo. Se riusciremo a fare delle nostre comunità all'estero una rete  permanente di relazioni, competenze e opportunità, avremo trasformato la diaspora da ferita della  nostra storia nella più grande risorsa strategica per il futuro della Calabria.

 

Le Consulte studentesche chiamate a redigere l’Agenda 2030 nella sezione Educazione ed Apprendimento

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Si è concluso l’incontro dei Presidenti regionali delle Consulte studentesche svoltosi a Roma presso la sede del Ministero dell’Istruzione e del Merito al quale ha partecipato il Ministro Valditara che ha voluto annunciare personalmente le prestigiose iniziative che coinvolgeranno le Consulte prossimamente. Ancora una volta i Presidenti riuniti nella sala del Consiglio hanno potuto constatare e, quindi, veicolare le attestazioni di stima del Ministro nei confronti dell’organismo istituzionale di rappresenta che sta portando il sistema d’istruzione italiano al centro dell’attenzione mondiale quale modello d’eccellenza. Franca Falduto e Antonio Rizzo, rispettivamente Responsabile e Vice Presidente regionali per l’USR Calabria hanno partecipato con fierezza a questo importante consesso forti della continuità del percorso delle Consulte calabresi grazie all’attenzione dei vertici istituzionali, in primis il Direttore Generale Loredana Giannicola e la competente cura trentennale profusa con passione da Franca Falduto.

Il Coordinamento regionale dei Presidenti composto da: Marinella Daffinà, Antonio Rizzo, Hermes Praticò, Giuseppe Malena e Francesca Medaglia ha assunto l’impegno di coordinare il “compito per le vacanze” assegnato loro da Franca Falduto per conto della DGSIP del MIM, diretta da Francesca Carbone al fine di inserire la voce della Calabria nell'iniziativa “POST 2030 YOUTH EDUCATION AND TRAINING AGENDA” lanciata dall’UNESCO. Tale esercizio si colloca nell’ambito delle iniziative internazionali, nel contesto Nazioni Unite, utili a stilare un bilancio rispetto all’approssimarsi della scadenza dell’Agenda 2030 e ad avviare la riflessione per definire priorità, principi e opzioni di policy per il periodo successivo al 2030. La consultazione globale rivolta ai giovani si colloca nella prima fase del percorso e vedrà come suo output un documento dal titolo “Agenda giovanile sull’istruzione oltre il 2030”. Tale documento, insieme alle risultanze di un esercizio contemporaneo di previsione strategica, rappresenterà un primo contributo di discussione e di avvio di ulteriori consultazioni che coinvolgeranno governi e società civile, ed alimenterà il negoziato intergovernativo sulla futura Agenda di sviluppo delle Nazioni Unite. I contributi emersi dalla consultazione, che oggi già conta più di 20.000 partecipanti da 95 Paesi, saranno analizzati e consolidati dalla SDG 4 Youth & Student Network. Le prime risposte mostrano che i giovani vedono l'istruzione come strettamente collegata alla qualità della vita e alla costruzione di una società più equa e inclusiva, emergono richieste di eliminare le barriere che limitano l'accesso all'istruzione, soprattutto per i gruppi più vulnerabili. Le priorità principali riguardano la pace, la sostenibilità ambientale, il benessere mentale e lo sviluppo di competenze utili alla vita.                          Tecnologia, strumenti digitali e intelligenza artificiale sono considerati risorse fondamentali per l'apprendimento, soprattutto nei contesti svantaggiati, purché siano utilizzati in modo etico, accessibile e regolamentato. Si tratta, quindi, di un passo importante verso quella cittadinanza attiva finalizzata a far emergere sempre più una forte volontà di contribuire ai processi decisionali attraverso una partecipazione formale alla definizione delle politiche educative.

Social e minori. Il dirigente scolastico Capria: "vietare senza educare non serve"

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Nelle ultime settimane sull’accesso dei minori alla rete - ed ai social network in particolare - molte nazioni hanno preso decisioni restrittive; Francia divieto per gli under 15, Spagna under 16, idem il Regno Unito mentre altri governi stanno valutando misure analoghe. Al di là delle poche differenze tra i singoli provvedimenti/divieti, l’accesso ai social non è più considerato una questione privata o famigliare, ma un tema che attiene alla tutela dei minori, alla salute pubblica, all’educazione. Il cuore della questione, a mio avviso, non è solo quello di fissare un’età, decisione parzialmente comprensibile; un divieto, infatti, ritarda l’accesso ai social senza costruire le competenze necessarie per abitare e vivere appieno il mondo digitale. Non è cosa avviene “durante” la navigazione in rete che è strategico, ma ciò che viene “prima e dopo” a fare la differenza: ruolo di famiglie e scuola, responsabilità delle piattaforme, capacità delle istituzioni di accompagnare una trasformazione digitale che attiene al mondo intero ed alla quale - ça va sans dire - non ci si può opporre in alcun modo. Il rapporto tra minori e tecnologie digitali è un fenomeno complesso, nel quale si intrecciano fragilità individuali e relazionali, attenzioni e dinamiche familiari interfacciate con piattaforme progettate per catturare e prolungare l’attenzione degli utenti. Ecco perché i divieti sono riduttivi; sono, come dice Matteo Lancini, la scelta che serve a noi adulti per …lavarci la coscienza. Nel rapporto tra bambini e dispositivi digitali, la Società Italiana di Pediatria è stata chiara: niente schermi sotto i due anni, uso limitato tra i due e i cinque, stop durante pasti e prima di dormire, accesso a Internet accompagnato da un adulto possibilmente capace, perchè l’educazione digitale riguarda innanzitutto gli adulti. Sono loro a decidere quando consegnare il primo smartphone e, soprattutto, quali esempi offrire. E l’esempio di noi adulti nel caso di specie, difficilmente sarebbe stato seguito dall’Emile di Rousseau! Il tema è ancora più urgente se guardiamo alla violenza negli ambienti digitali. In Italia i dati ISTAT mostrano che il 21% degli 11-19enni subisce con frequenza almeno mensile episodi offensivi, aggressivi o di esclusione. Il vero problema dunque non è a quale età si possa aprire un profilo social ma quale ambiente digitale vogliamo costruire per le nuove generazioni; proteggere – che non è vietare – presuppone ben altro: significa chiedere alle piattaforme una responsabilità proporzionata al potere che esercitano sulla vita di milioni di ragazze e ragazzi, significa creare pari opportunità di intervento e significa soprattutto educare. Per intanto ci si accontenta, sbagliando, del divieto; plaudiamo alla “tolleranza zero” – slogan da campagna elettorale buono per gli utili idioti; ma cosa accadrà quando i ragazzi, prima o poi, entreranno nel mondo digitale? Saranno più maturi solo perché avranno quindici anni anziché quattordici? Sedici e non tredici? Suvvia, siamo seri! Il dibattito dovrebbe oltrepassare la contrapposizione tra favorevoli e contrari ai divieti; dovrebbe ignorare tifo da stadio e scontri fra sciocchi hooligans. Un dibattito serio – non ulteriormente differibile - presuppone tempi distesi, toni pacati, riflessione. La questione centrale non riguarda soltanto l’età in cui un ragazzo può aprire un profilo, ma il tipo di cittadino digitale che vogliamo formare. I limiti anagrafici dovranno accompagnarsi a un investimento deciso nell’educazione digitale, nella formazione degli insegnanti, nel coinvolgimento di scuola e famiglie, nella creazione di spazi di partecipazione diffusi, in un diverso e più ampio modo di abitare i luoghi: fisici e digitali. Il problema non è crescere con i social network, ma farlo senza gli attrezzi culturali necessari per comprenderli, cioè senza “educazione”. Il problema è educare al digitale non sequestrare i telefonini. Educare i ragazzi non è sorvegliare, né vietare; è renderli capaci di stare nel mondo, anche quello onlife, con padronanza, autonomia, responsabilità, pensiero critico, attenzione. Dato che l’universo social è pericoloso, insidioso e complesso possiamo anche rinunciare ad educare: ma non chiamiamoci più … adulti!