U ghiegghiu. Un panino che fa discutere

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Cosenza. "A quanti, siamo sicuri per un abbaglio affrettato o indotto per altre motivazioni, hanno pensato di alzare un polverone sul nulla, rivolgiamo l’invito affettuoso a rasserenarsi ed a mettere da parte pregiudizi e tabù, abbeverandosi alla fonte inesauribile dell’ironia che, come scriveva Kierkegaard, è la via, non è la verità, ma la via; è come un mare in cui ci si tuffa per avere un tonico refrigerio quando l’aria è troppo pesante, non certo per restarvi, ma per tornar felici a rivestirsi, leggeri e risanati." Così il manager di Mi 'Ndujo sul lancio del panino U ghiegghiu. "Non soltanto, non vi era e non vi è alcun intento offensivo e dispregiativo nella scelta di uno dei nomi più diffusi e riconosciuti per identificare, ripetiamo ironicamente, la comunità italo-albanese ma quel termine, depurato da qualsiasi strascico negativo di centinaia e centinaia di anni fa, unisce oggi in un sorriso e nel richiamo all’esistenza, in Calabria, di una minoranza linguistica che insieme alle altre arricchisce la stessa forza culturale e identitaria distintiva regionale." Se da un lato molti calabresi hanno ben colto l'ironia dietro la scelta del noto brand dall'altro un fervido dibattito sta intrattenendo media e social. "Ma i panini nei quali continuiamo a mettere prodotti e nomi dialettali e proverbiali di quella Calabria non oicofobica e che non si vergona di se stessa ( Come ad esempio i panini Acri, Bisignano e Luzzi tre panini cu i cazzi, proverbio antico che non ha mai offeso nessuno)  sono gli strumenti con i quali stiamo restituendo tanta dignità e fierezza, anche lessicale e dialettale, fuori e dentro la regione ad intere generazioni di calabresi, terroni e ghiegghi,- continua il manager- che con un semplice sorriso, senza pesantezza ed a testa alta sanno chi sono, lo dicono, ci scherzano e vogliono competere col mondo, senza pianti, mugugni, lamentele, divisioni, cliché e tabù di un’epoca che fortunatamente non appartiene loro."